Diritto e Fisco | Editoriale

Si può ricorrere contro una sentenza del giudice di pace?

2 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 febbraio 2017



Si può appellare la sentenza del giudice di pace solo se condanna ad una pena diversa da quella pecuniaria, mentre si può sempre ricorrere in cassazione.

Se sei stato imputato in un processo celebrato davanti al giudice di pace (ad esempio per il reato di lesioni personali lievi) ed il giudice ti condanna ad una pena pecuniaria (ad esempio euro 500,00), oltre al pagamento di euro 1.000,00 in favore della persona offesa, potrai sempre ricorrere per cassazione e potrai presentare l’appello solo se impugnerai la sentenza nella parte relativa al risarcimento del danno. Mi spiego meglio.

Quali sono le pene del giudice di pace?

Il giudice di pace penale può assolvere l’imputato o, in caso di condanna, può applicare:

  • una pena pecuniaria (cioè una multa);
  • la permanenza domiciliare;
  • il lavoro di pubblica utilità.

Il giudice di pace può anche definire il procedimento in maniera alternativa alla condanna, mediante:

  • la dichiarazione di improcedibilità dell’azione penale quando il fatto è di particolare tenuità (dichiara di non poter procedere perché si tratta di un fatto talmente lieve da non essere penalmente rilevante);
  • l’estinzione del reato conseguente a condotte riparatorie [1].

Quando e chi può proporre impugnazione?

La regola generale è che le sentenze con le quali il giudice di pace ti condanna ad una pena pecuniaria non sono impugnabili con atto di appello (ma solo ricorribili in cassazione). Fa eccezione il caso in cui il giudice di pace, in sentenza, preveda anche il pagamento (a tuo carico) di una somma a titolo di risarcimento per la vittima del reato (di solito la denunciante) [2].

Possono ricorrere (ovvero proporre impugnazione) contro le sentenze del giudice di pace il pubblico ministero [3], l’imputato e la persona offesa che (invece di presentare una querela alla procura della repubblica o ai carabinieri) ha depositato un ricorso immediato (chiedendo la citazione a giudizio dell’imputato) [4].

Le parti hanno un termine per impugnare, decorso il quale l’impugnazione sarà dichiarata inammissibile. In particolare:

  • in caso di sentenza con motivazione contestuale (cioè se il giudice legge la motivazione contestualmente alla decisione) il termine previsto per l’impugnazione è di 15 giorni;
  • negli altri casi, il termine è di 30 giorni dal momento della notifica dell’avvenuto deposito alle parti private a cui spetta il diritto di impugnazione [5].

Come si svolge il giudizio di appello?

Il giudizio di appello delle sentenze emesse dal giudice di pace è di competenza del tribunale (che ha sede nel circondario del giudice di pace che ha pronunciato la sentenza impugnata) in composizione monocratica (cioè un solo giudice) [6].

Se l’imputato è rimasto contumace in primo grado (cioè non ha partecipato al giudizio che si è svolto senza di lui) e dimostra di non essere riuscito a comparire davanti al giudice per cause diverse dalla sua volontà (come il caso fortuito o la forza maggiore) o per non aver avuto conoscenza (non per sua colpa) del provvedimento di citazione a giudizio ovvero non si sia sottratto volontariamente alla conoscenza degli atti del procedimento, il giudice di appello dispone l’annullamento della sentenza impugnata con restituzione degli atti al giudice di pace per un nuovo giudizio.

Il pubblico ministero può proporre appello contro le sentenze di condanna del giudice di pace che applicano una pena diversa da quella pecuniaria e può presentare ricorso per cassazione contro tutte le sentenze.

L’ imputato può proporre appello contro le sentenze di condanna del giudice di pace solo se applicano una pena diversa da quella pecuniaria (a meno che non impugnino la parte relativa alla condanna, anche generica, al risarcimento del danno); può proporre ricorso per cassazione contro le sentenze che applicano la sola pena pecuniaria.

La persona offesa che ha presentato ricorso immediato al giudice di pace può proporre impugnazione, anche agli effetti penali, contro la sentenza di proscioglimento per i reati puniti con pena alternativa. Se l’appello è dichiarato inammissibile o rigettato il ricorrente è condannato a pagare le spese di procedimento. Se vi è colpa grave, il ricorrente può essere condannato (anche) al risarcimento dei danni causati all’imputato e al responsabile civile.

note

[1] Artt. 34 e 35, D. lg. n. 274 del 28.8.2000.

[2] Art. 36, D.lvo. n. 274 del 28.8.2000.

[3] Artt. 37 e 38, D.lvo. n. 274 del 28.8.2000.

[4] Art. 21, D.lvo. n. 274 del 28.8.2000.

[5] Art. 32, D.lvo. n. 274 del 28.8.2000.

[6] Art. 39, D.lvo. n. 274 del 28.8.2000.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI