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Come regalare soldi al figlio senza problemi col Fisco?

21 febbraio 2017


Come regalare soldi al figlio senza problemi col Fisco?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 febbraio 2017



Io e mia moglie abbiamo aperto a nostro figlio un c/c ove gli inviamo con bonifico (senza causale) delle somme. Ora vuole chiedere un prestito per comprare una bici. Potremmo avere problemi con il fisco?

Piccole donazioni di somme di denaro tra componenti della famiglia non creano alcun problema fiscale essendo chiaro lo scopo di aiuto che perseguono in un ambito di rapporti affettivi. Ovviamente, si richiede che vi sia una proporzione ragionevole tra i redditi di chi fa le donazioni ed il loro importo. Così come tali donazioni non possono costituire una giustificazione per spese del beneficiario eccessive e sproporzionate rispetto a quanto si è ricevuto o a quanto si guadagna.

Nel caso che il lettore prospetta siamo certamente nell’ambito di trasferimenti di denaro di piccolo importo che non sembrano rilevanti rispetto ad eventuali accertamenti fiscali  anche perché essi sono perfettamente tracciabili sulla base dei bonifici o giroconti e degli accrediti sul conto del figlio. La giurisprudenza ha, ormai, elaborato il principio per cui il redditometro deve tenere conto del tenore di vita di tutti i soggetti della stessa famiglia e non del singolo soggetto: e ciò per via del fatto che è abitudine che le persone conviventi o, comunque, rientranti nello stesso nucleo familiare, si aiutino l’una con l’altra. Per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate è sempre necessario, come abbiamo detto, eseguire i passaggi di denaro con strumenti tracciabili e mai con contanti: l’abitudine del lettore di fare dei bonifici è, pertanto, perfettamente in linea con questa esigenza. Finora vi è  il divieto di uso di denaro in contante sopra la soglia di 3.000 euro e tale soglia riguarda anche i regali tra parenti, amici e familiari. Il padre non potrebbe mai dare 3.000 euro in cash al figlio perché questi acquisti il motorino, ma dovrebbe pagare direttamente il venditore o accreditare l’importo sul conto del ragazzo: esattamente come ha fatto il lettore. In ogni caso è importante, anche per donazioni di piccoli importi, curare la tracciabilità del trasferimento del denaro.

Tali somme non sono reddito per il figlio, il quale, in caso di richieste di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, potrà giustificare il proprio tenore di vita o le spese documentando gli aiuti ricevuti dai genitori. Anche l’acquisto della bici, nel caso in questione, appare del tutto coerente con l’ammontare medio dei bonifici mensili e non potrà di certo sollevare dubbi nei confronti del fisco. In ogni caso vi sono elementi idonei per fugare il pericolo di un eventuale accertamento fiscale. Qualora poi il controllo si dovesse “spostare” sui genitori, l’Agenzia potrebbe chiedere prove che il denaro corrisposto sia stato già tassato. In tali ipotesi, può essere utile dimostrare che era già giacente sui conti correnti oppure che deriva da entrate ordinarie quali stipendi o pensioni e che è proporzionato alle stesse. La Corte di Cassazione, consapevole del fatto che nell’ambito dello stesso nucleo familiare, i redditi dei suoi componenti vengono quasi sempre cumulati, di modo che l’uno dei componenti  è solito contribuire al sostegno dell’altro, ha precisato che nell’accertamento con il redditometro, bisogna tenere conto del reddito complessivo del nucleo familiare e non del singolo soggetto. La Suprema Corte ha precisato che, per nucleo familiare vanno considerati solo i rapporti tra genitori-figli e coniugi [1]. Dunque, non vanno prese in considerazione le donazioni e gli apporti di denaro eventualmente effettuati da altri familiari conviventi (zii, nonni). In ogni caso, come detto, la tracciabilità dei trasferimenti di denaro è un fatto prudenziale che copre da qualunque rischio di ordine fiscale.

La tracciabilità prudentemente curata nelle elargizioni di denaro fatte in favore del figlio pone al riparo da qualunque problematica di tipo fiscale. Anche gli importi appaiono assolutamente congrui essendo inferiori ai 3.000 euro mensili che il Fisco, spesso, pone come limite oltre il quale approfondire la provenienza delle somme disponibili.

Un piccolo suggerimento riguarda soltanto la causale da inserire nei bonifici che non dovrà essere lasciata in bianco: sarà, infatti, opportuno, inserire la parola “Regalia”.

Nel caso di altri figli, potrebbe porsi il problema di computare quanto ricevuto in vita nel calcolo delle quote ereditarie.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Vincenzo Rizza              

note

  [1] Cass. sent. n. 21362 del 21.10.15.

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