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Lo sai che? Se mio figlio abita con me chi paga il canone Rai?

Lo sai che? Pubblicato il 21 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 febbraio 2017

Mio figlio coabita e risiede con me; da parecchi anni ha un suo stato di famiglia. Deve pagare il canone Rai per conto suo?

Per rispondere al quesito posto dal lettore è necessario esaminare quali sono i presupposti richiesti dalla nuova normativa al fine del pagamento del canone Rai. I presupposti richiesti ai fini del pagamento del canone Rai sono due:

  • l’intestazione di un’utenza elettrica;
  • la residenza anagrafica.

In altre parole, la disciplina attualmente vigente prevede che è tenuto a pagare il canone Rai colui che è intestatario di un’utenza elettrica ed abbia la residenza nell’immobile in cui si trova l’utenza di cui è intestatario. Qualora il titolare di un’utenza elettrica abbia la propria residenza anagrafica altrove ed in quella diversa sede già paga il canone Rai dovrà presentare la dichiarazione di esenzione mediante l’apposito modulo messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Lo stesso discorso è valido per colui che riveste la qualità di inquilino ma non sia intestatario di alcuna utenza elettrica (la quale è intestata al proprietario):

  • qualora l’inquilino non detenga alcun televisore, questi non sarà tenuto ad effettuare alcuna comunicazione all’Agenzia delle Entrate: sarà il proprietario, in quanto titolare dell’utenza elettrica, a dover presentare l’apposita modulistica prima ricordata;
  • qualora l’inquilino detiene uno o più televisori, questi dovrà pagare il canone Rai mediante il modello F24 mentre il proprietario dovrà presentare la dichiarazione di esonero compilando il modulo disposto a tal fine dall’Agenzia delle Entrate.

Un’altra ipotesi largamente diffusa è quella della cosiddetta casa multifamiliare. Ricorre questa ipotesi quando nel medesimo appartamento coabitano più famiglie (ad esempio, genitori e figli sposati oppure più fratelli ciascuno con un proprio stato di famiglia), ma il contatore sia uno solo. Ebbene, preliminarmente è opportuno chiarire cosa s’intende per famiglia anagrafica: per famiglia anagrafica si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune. Qualora uno dei presupposti su indicati venga meno si sarà in presenza di più famiglie e non di un unico nucleo familiare. In presenza di una simile situazione, i criteri da utilizzare al fine di individuare colui che è obbligato a pagare il canone Rai sono due:

  • l’intestazione dell’utenza elettrica;
  • la detenzione di un apparecchio televisivo.

In poche parole, anche in presenza di una casa multifamiliare si applicano le regole già ricordate:

  • dovrà pagare il canone Rai il componente della famiglia anagrafica che è titolare di un’utenza elettrica e che detiene uno o più televisori;
  • se il titolare dell’utenza elettrica non detiene alcun televisore dovrà presentare il modulo predisposto dall’Agenzia delle Entrate per segnalare l’inesistenza, a suo carico, dell’obbligo di pagare il canone;
  • i componenti della famiglia non intestataria dell’utenza elettrica sono tenuti a pagare il canone Rai per il tramite del modello F24 soltanto se detengono un televisore. Qualora non dispongano di alcun apparecchio televisivo non dovranno effettuare alcuna comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

È importante, inoltre, precisare che le comunicazioni concernenti il canone Rai all’Agenzia delle Entrate possono essere effettuate soltanto per il tramite del modulo messo a disposizione dell’Agenzia stessa sul proprio sito web: non sono ammesse altre comunicazioni quali, ad esempio, le autocertificazioni.

Tanto premesso quanto alla normativa oggi vigente in materia di canone Rai, è possibile adesso rispondere al quesito del lettore. L’ipotesi in cui egli si trova è quella della casa multifamiliare, cioè l’immobile abitato da più famiglie distinte ma in cui vi è un solo contatore. Poiché il contatore è intestato a lui ed, inoltre, egli detiene un apparecchio televisivo, il soggetto obbligato a pagare il canone Rai è solo il lettore. Suo figlio non è tenuto a pagare in quanto non è titolare di alcuna utenza elettrica, ma soprattutto non detiene alcuna televisione (nell’ipotesi in cui avesse un televisore dovrebbe pagare il canone mediante modello F24). Quanto alle comunicazioni da inviare all’Agenzia delle Entrate, il lettore non deve fare alcuna comunicazione poiché già paga regolarmente il canone; neppure il figlio deve effettuare alcuna comunicazione poiché non rientra in alcuna delle ipotesi previste dal modulo messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate né quest’ultima accetta comunicazioni in autocertificazione. Tuttavia, poiché la situazione delle case multifamiliari è largamente diffusa, è ben possibile che l’Agenzia delle Entrate decida di predisporre un modulo specifico per tali casi. Il consiglio che si piuò dare, quindi, è di consultare periodicamente il sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione canone Rai al fine di restare aggiornato su eventuali novità in materia di modulistica e di comunicazioni ai soggetti competenti.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Giovanna Pangallo


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