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Fermo amministrativo sull’auto ereditata: chi rimuove il veicolo?

22 febbraio 2017


Fermo amministrativo sull’auto ereditata: chi rimuove il veicolo?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 febbraio 2017



Io e i miei fratelli abbiamo rinunciato all’eredità. Papà ha lasciato un’auto con fermo amministrativo nel garage di cui ora abbiamo bisogno. A chi spetta la rimozione del veicolo?

Affinché l’autovettura in questione possa dirsi devoluta allo Stato, è necessario che manchino altri successibili [1]. È necessario, cioè, che non esistano altri potenziali chiamati all’eredità del padre o che tutti i suddetti vi abbiano rinunziato. Prima, quindi, che l’autovettura di cui trattasi possa essere considerata devoluta allo Stato occorre che si verifichi che non vi siano altri successibili e cioè che non vi siano (oltre naturalmente al coniuge del defunto e ad altri discendenti legittimi e naturali o fratelli e sorelle) ulteriori parenti fino al sesto grado (parenti fino al sesto grado sono, ad esempio, i figli di cugini della persona della cui successione si tratta). Una volta che tali potenziali successibili sono stati individuati (sempre che, effettivamente, esistano) e considerato che il diritto di accettare l’eredità si prescrive in dieci anni a partire dal giorno dell’apertura della successione (cioè dal giorno della morte della persona della cui successione si tratta), essendo chiaramente impensabile attendere tale lungo periodo di tempo, la legge consente (sempre che questi parenti fino al sesto grado esistano) di chiedere all’Autorità giudiziaria di fissare un termine entro il quale il chiamato dichiari se accetta o rinuncia all’eredità (in mancanza di dichiarazione decorso il termine fissato dal Giudice, il chiamato perde il diritto di accettare l’eredità). Se dovesse accadere che un successibile accetti l’eredità, è questi che potrà richiedere la consegna dell’autovettura o è questi il soggetto a cui si dovrà richiedere di procedere all’apprensione ed all’amministrazione dell’autovettura. Raggiunta, al contrario, la certezza che nessun altro potenziale successibile esista o abbia accettato, solo allora l’eredità può essere devoluta allo Stato e si potrà richiedere al tribunale del circondario in cui si è aperta la successione (da parte di chiunque vi abbia interesse) la nomina di un curatore dell’eredità giacente che amministri il compendio ereditario (compresa l’autovettura che potrà, se del caso, essere dal curatore consegnata in un deposito). Tuttavia la nomina del curatore dell’eredità giacente presuppone che nessuno sia nel possesso dei beni ereditari, circostanza questa che deve essere esclusa nel caso dell’autovettura qualora la stessa sia depositata nel garage di un immobile di proprietà del lettore. Ed allora, nel momento in cui si avesse certezza della avvenuta devoluzione allo Stato dell’eredità in questione, si dovrà comunicare detta situazione (dando dimostrazione, per quel che è possibile, dell’assenza di altri successibili o della loro rinuncia) al ministero dell’Economia e delle Finanze in persona del ministro pro tempore e all’Agenzia del Demanio, per le successive determinazioni in ordine al possesso del bene ed alla sua gestione. La procedura può apparire farraginosa e complessa ma è ciò che la legge italiana prevede.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte 

note

[1] Art. 586 cod. civ.

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