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Se l’Enel si rifiuta di spostare i cavi

23 febbraio 2017


Se l’Enel si rifiuta di spostare i cavi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 febbraio 2017



Ho chiesto all’Enel di spostare una linea che poggiava sulla facciata della mia casa. A fine lavori, mi sono trovato con i cavi che attraversano il balconcino. L’Enel si rifiuta di rimuoverli. Come fare?

L’articolo 1056 del codice civile stabilisce che ogni proprietario è tenuto a dare il passaggio per i suoi fondi alle condutture elettrice, in conformità delle leggi in materia.  Le servitù di elettrodotto consentono di:

– collocare ed usare condutture sotterranee od appoggi per conduttori aerei e far passare conduttori elettrici su terreni privati e su vie e piazze pubbliche, impiantare cabine di trasformazione o di manovra necessarie all’esercizio delle condutture;

– infiggere supporti ed ancoraggi per conduttori aerei all’esterno dei muri o facciate delle case rivolte verso le vie o piazze pubbliche, a condizione che vi si acceda dall’esterno e che i lavori siano eseguiti con tutte le precauzioni necessarie sia per garantire la sicurezza e l’incolumità, sia per arrecare il minimo disturbo agli abitanti. Di tali servitù sono esenti le case, salvo le facciate verso le vie e piazze pubbliche, i cortili, i giardini, i frutteti e le aie delle case attinenti;

– tagliare rami degli alberi che si trovano in prossimità dei conduttori aerei e che quindi possano, con caduta, causare corti circuiti od arrecare inconvenienti al servizio o danni alle condutture;

– far accedere lungo il tracciato delle condutture il personale addetto alla sorveglianza e manutenzione degli impianti e a compiere i lavori necessari.

Inoltre, la legge [1] stabilisce che il proprietario può sempre fare sul suo fondo qualunque innovazione e, se questa comporta la rimozione o il diverso collocamento degli impianti, fili, cavi, ecc… non deve farsi carico del pagamento di alcuna indennità, salvo che ciò sia stabilito dall’autorizzazione o provvedimento amministrativo che costituisce la servitù.

Conforme è anche la giurisprudenza. Il Tribunale di Lucca [2] ha statuito che l’esistenza della servitù di elettrodotto non osta a che il proprietario del fondo servente esegua all’interno della sua proprietà qualunque innovazione, costruzione o impianto, quand’anche da essa derivi, quale conseguenza necessitata, la rimozione o la diversa collocazione  delle condutture o degli appoggi dell’elettrodotto.

Pertanto, per uscire da tale situazione, si suggerisce al lettore di contattare l’Enel, anche in maniera formale attraverso l’inoltro di una diffida, chiedendo la rimozione dei fili, a spese dell’Ente, e la collocazione in uno spazio che individuerete, di comune accordo, come consono per entrambe le parti (ad esempio, se non una facciata dell’immobile, un altro spazio in cui sarà possibile l’installazione). L’Enel non procederà mai d’ufficio in quanto la servitù coinvolge due parti, ossia il proprietario e l’Ente erogante il servizio elettrico, dunque il benestare del lettore, consenso o nulla osta dovrà sempre essere richiesto per legge. Per le ragioni suesposte non ci saranno mai problemi né di violazione di proprietà né di usucapione in quanto le parti (ossia il lettore come proprietario e l’Enel) hanno sottoscritto un contratto che prevede la costituzione di servitù onde consentire il passaggio delle condutture elettriche.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta 

note

[1] Art.122 r.d. n. 1775 dell’11.12.1933 e art. 92 d.lgs. n. 259 del 01.08.2003.

[2] Trib. Lucca sent. n. 8 del 08.01.2015.

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