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Che rischio se rifiuto le analisi del sangue e sono ubriaco?

1 Feb 2017


Che rischio se rifiuto le analisi del sangue e sono ubriaco?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Feb 2017



Guida in stato di ebbrezza: se il conducente, a seguito di incidente, viene trasportato in ospedale, il suo rifiuto di sottoporsi al prelievo del sangue fa scattare il reato.

Così come chi si rifiuta di eseguire l’alcoltest viene multato per guida in stato di ebbrezza e gli viene applicata la sanzione penale più elevata (quella prevista col tasso di alcol superiore a 1,5 ml), allo stesso modo non ci si può rifiutare di sottoporsi all’esame del sangue se, a seguito di un incidente, si viene trasportati al pronto soccorso dell’ospedale. In tali casi, infatti, si configura il reato di rifiuto e, di conseguenza, si risponde del reato di guida in stato d’ebbrezza. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Analisi del sangue e guida in stato di ebbrezza

Nel caso di ricovero del conducente presso l’ospedale a seguito di incidente stradale, la polizia giudiziaria può chiedere che vengano eseguiti i prelievi di sangue sul conducente sospettato di essere in stato di ebbrezza. I risultati delle analisi possono essere utilizzati nei confronti dell’automobilista per l’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, trattandosi di elementi di prova acquisiti attraverso la documentazione medica. Resta del tutto indifferente il fatto che l’interessato non abbia prestato il proprio consenso (ad esempio, se in condizioni ancora di incoscienza).

In ogni caso, sebbene il prelievo non può essere eseguito qualora il conducente neghi il suo consenso, in tale ipotesi scatta comunque il reato di rifiuto. L’illecito penale – ricorda la Cassazione – sussiste anche nel caso in cui il conducente si sottragga volontariamente agli accertamenti etilometrici previsti dal codice della strada [2], ossia quelli legittimamente eseguiti in esecuzione di protocolli sanitari presso la struttura ove il conducente è stato ricoverato a seguito dell’incidente.

Pertanto, l’espresso rifiuto di sottoporsi ai prelievi del sangue, necessario a calcolare la quantità di alcol ingerita dall’automobilista, fa sì che i medici o gli infermieri dell’ospedale non possano imporre a quest’ultimo le analisi, tuttavia fa scattare ugualmente il reato di guida in stato d’ebbrezza. Proprio al pari di chi rifiuta di sottoporsi all’alcoltest, anche se, in quest’ultimo caso, la Suprema Corte ha detto – con una sentenza apparsa discutibile a molti [3] – che, se il colpevole non è recidivo, può beneficiare della non punizione per «tenuità del fatto», circostanza che gli consente l’archiviazione del procedimento penale e la non applicazione della pena. Secondo le Sezioni Unite, infatti, la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è compatibile con il rifiuto di sottoporsi all’accertamento alcoolimetrico previsto dal codice della strada [2].

note

[1] Cass. sent. n. 4236/17 del 30.01.2017.

[2] Art. 186 co. 5 cod. str.

[3] Cass. S.U. sent. n. 13682/2016.

Autore immagine: 123rf com

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 10 – 30 gennaio 2017, n. 4236
Presidente Piccialli – Relatore Pavich

Ritenuto in fatto

1. Con sentenza resa il 19 aprile 2016, la Corte d’appello di Bologna ha confermato la condanna alla pena di giustizia emessa dal Tribunale di Bologna, in data 6 ottobre 2014, nei confronti di A. L. G., quale imputato dei reati p. e p. dagli artt. 81 cpv. cod.pen., 186, comma 7 e 187, comma 8, Codice della Strada, per essersi rifiutato di sottoporsi agli accertamenti mediante prelievo di liquidi biologici, presso la struttura ospedaliera ove egli era stato ricoverato in seguito a un incidente, onde stabilire la presenza di alcool nel sangue e/o l’alterazione da assunzione di sostanze stupefacenti; reato accertato in Bologna il 14 gennaio 2012.
2. Quale unico motivo di ricorso, si denunciano violazione di legge e vizio di motivazione in relazione al fatto che la penale responsabilità del ricorrente é stata ritenuta perché questi si era rifiutato, come suo diritto, di sottoporsi ai detti accertamenti: poiché il L. G. era stato ricoverato presso una struttura ospedaliera a seguito di un incidente, in base a quanto previsto dal comma 5 dell’art. 186, Cod. Strada, non doveva essergli richiesto il consenso per l’effettuazione dei prelievi; il fatto che, invece, tale consenso gli sia stato richiesto e che egli l’abbia negato é del tutto irrilevante, stante il presupposto -avvalorato dalla giurisprudenza di legittimità – che nel caso di specie il presidio sanitario ove il L. G. era stato ricoverato poteva direttamente procedere ai prelievi, a seguito di richiesta della Polizia Giudiziaria, senza alcuna necessità di chiedere se l’odierno ricorrente vi acconsentisse.

Considerato in diritto

1. Il ricorso é infondato.
1.1. E’ ben vero che, nel caso di ricovero del conducente presso una struttura sanitaria a seguito di incidente, secondo la giurisprudenza di legittimità, i risultati dei prelievi, effettuati presso detta struttura su richiesta della polizia giudiziaria, sono utilizzabili nei confronti dell’imputato per l’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, trattandosi di elementi di prova acquisiti attraverso la documentazione medica e restando irrilevante, ai fini dell’utilizzabilità processuale, la mancanza del consenso; così com’è vero che il prelievo non è effettuabile laddove il paziente rifiuti espressamente di essere sottoposto a qualsiasi trattamento sanitario (cfr. Sez. 4, n. 10605 del 15/11/2012, dep. 2013, B., Rv. 254933; in senso analogo vds. Sez. 4, n. 6755 del 06/11/2012, dep. 2013, G., Rv. 254931).
1.2. Tuttavia, in quest’ultima ipotesi (che è poi assimilabile a quella oggetto delle doglianze del ricorrente), per espressa previsione testuale (il comma 7 dell’art. 186 richiama espressamente anche gli accertamenti di cui al comma 5 dello stesso articolo) il reato di rifiuto sussiste anche nel caso in cui il conducente si sottragga volontariamente agli accertamenti etilometrici di cui all’art. 186, comma 5, Cod. Strada: ossia a quelli legittimamente eseguiti in esecuzione di protocolli sanitari presso la struttura ove il conducente é stato ricoverato a seguito di incidente stradale. In tal caso, pur trattandosi di prestazione incoercibile (potendo l’interessato rifiutare il trattamento sanitario), la manifestazione di volontà contraria al prelievo configura il reato di rifiuto, non essendovi alcuna coartazione della libertà personale del conducente, né tanto meno della sua libertà di rifiutare cure mediche.
In altri termini, l’espresso rifiuto di sottoporsi ai prelievi legittimamente richiesti dalla Polizia Giudiziaria paralizza la procedura di esecuzione di detti prelievi, ma non esime il conducente dal rispondere del reato di cui all’art. 186, comma 7 (e da quello di cui all’art. 187, comma 8), Cod. Strada.
1.3. Invero, é noto che parte della dottrina contesta tale soluzione, sul rilievo che essa presenterebbe limiti di tenuta costituzionale in quanto rappresenterebbe una sorta di coercizione, ostativa all’esercizio del diritto dell’indagato a rifiutarsi di cooperare alle indagini che devono essere eseguite a suo carico. Tale orientamento non é convincente, dovendosi ritenere preferibile quello (sostenuto da altra parte della dottrina e dalla giurisprudenza) in base al quale il principio nemo tenetur se detegere vale quando l’indagato sia “organo” dell’attività probatoria (ad esempio, esercitando il diritto al silenzio nel rendere interrogatorio), non quando egli sia “oggetto” della ricerca della prova; dal che é esclusa la violazione del diritto di difesa di cui all’art. 24 Cost.
1.4. Non deve inoltre sfuggire che quest’ultimo indirizzo é avvalorato, in linea di principio, dalla recentissima Direttiva UE n. 2016/343 (9 marzo 2016) del Parlamento Europeo e del Consiglio, il cui art. 7, se al primo comma sancisce il diritto dell’indagato di restare in silenzio in merito al reato che gli viene contestato e riconosce, al secondo comma, il suo diritto a non autoincriminarsi, al terzo comma precisa tuttavia che l’esercizio di quest’ultimo “non impedisce alle autorità competenti di raccogliere prove che possono essere ottenute lecitamente ricorrendo a poteri coercitivi legali e che esistono indipendentemente dalla volontà dell’indagato o imputato”.
2. Pertanto, nel caso di specie, pur essendo ultronea la richiesta del consenso dell’interessato per poter procedere ai prelievi richiesti dalla Polizia Giudiziaria, nondimeno il rifiuto di sottoporsi a tali prelievi (laddove esso sia comunque richiesto, o venga formulato in via “preventiva”) non é irrilevante, essendo ostativo all’esecuzione dei prelievi e costituendo in tal senso una facoltà dell’interessato laddove si tratti di prelievi a carattere invasivo, come quello ematico; anche in tale ipotesi, però, si tratta di un rifiuto che integra le fattispecie di reato contestate, ambedue tese a dissuadere chi intenda ostacolare gli accertamenti (in qualunque forma eseguiti) in ordine all’ebbrezza o all’alterazione da stupefacenti.
3. Al rigetto del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.


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1 Commento

  1. mi rimembra forse erroneamente questo non è dato saperlo non contemplando il titolo per esserne certo che indipendentemente dall’eventuale sinistrosità stradale l’agente accertatore in caso di mancata disponibilità a sottoporsi a verifica tramite strumenti quantitativi e pretest salivari, quando non direttamente presso il più vicino ospedale, può denunciare la persona esaminata oltre che per ammissione di colpevolezza per infrazione dell’art 186 ed eventualmente 187, qualora all’esaminato sia stato proposto il pretest salivare o direttamente il test tramite drugtest e questi abbia rifiutato l’accertamento, anche per rifiuto di eseguire i test proposti e quindi per il fatto di porre degli ostacoli all’attività di accertamento dell’agente. L’eventuale sinistro quindi è del tutto svincolato da quest’altra fattispecie di reato ipotizzato, che nel caso di un accertatore zelante o anche solo preparato verrà sicuramente contestata.

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