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Illegittimo il trasferimento al Nord per i docenti 

17 Novembre 2016
Illegittimo il trasferimento al Nord per i docenti 

Il MIUR condannato deve reintegrare i professori in sedi più  vicine, ecco le motivazioni di tipo “familiare”.

Due docenti finite ad insegnare al Nord, in Lombardia, nonostante la loro richiesta fosse legittima perché entrambe con un punteggio adeguato a restare nelle regioni di appartenenza e con un figlio minore.

Entrambe precarie assunte con La Buona Scuola a inizio anno, si erano viste scavalcare da un collega con meno punti e questo le aveva portate a fare un ricorso d’urgenza.
I giudici dei tribunali di Pavia e Monza, città dove le professoresse sono state trasferite, hanno giudicato illegittimi i provvedimenti di trasferimento anche – e qui il punto rilevante delle sentenze- per il danno alla vita familiare che ne deriverebbe.

«Il trasferimento di un componente della famiglia, madre di un figlio in età scolare – si legge in una delle due sentenze – comporterebbe un vulnus non altrimenti riparabile alla vita coniugale e familiare».
Il Miur è  stato dunque condannato a disporre il trasferimento immediato per entrambe le ricorrenti.

Per loro si prevede un incarico in Molise o nel Lazio, laddove si troverà una cattedra a disposizione.

Anche a Livorno sentenza a favore della mamma trasferita

Non si tratta della prima sentenza di questo genere. Qualche giorno fa il Tribunale di Livorno, per motivazioni simili, aveva richiesto al MIUR di modificare il trasferimento di una docente siciliana, perchè l’assegnazione della cattedra lontano dalla residenza della famiglia non può prevalere sul diritto dei bambini fino a tre anni di età di essere accuditi dalla madre.

Secondo il giudice il Miur, “non ha dimostrato né di avere risposto all’istanza della ricorrente né di avere valutato l’esistenza di esigenze eccezionali che precludevano l’assegnazione provvisoria”. Così il Tribunale, rilevando che “il mancato accoglimento della domanda pregiudicherebbe in maniera irreparabile la vita personale e familiare dell’istante, oltre che gli interessi del minore salvaguardati dall’art. 42 bis […] interessi tutti di rilevanza costituzionale la cui lesione non potrebbe essere risarcita per equivalente” ha condannato il Ministero a disporre l’assegnazione temporanea della docente in una sede di servizio “ubicata nel comune ove è stabilito il nucleo familiare della docente“.


note

Autore immagine: PIxabay.com


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