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Lo sai che? Assegno scoperto: come evitare le conseguenze

Lo sai che? Pubblicato il 24 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 febbraio 2017

Mi hanno protestato 3 assegni emessi senza provvista; uno l’ho pagato dopo l’insoluto a prima presentazione ma il creditore non mi ha rilasciato la quietanza liberatoria. Mi hanno iscritto al Cai. Cosa fare?

L’emissione di un assegno privo di provvista costituisce un illecito amministrativo punito dalla legge con il pagamento di una somma di denaro di importo variabile da € 516 a € 3.099 (sanzione aumentabile se il valore dell’assegno scoperto è superiore a € 10.329 e in caso di irregolarità commessa più volte) e con la revoca di sistema, quindi con l’impossibilità di emettere assegni per un periodo di sei mesi ed obbligo di restituire alla banca quelli non ancora utilizzati.

Con riguardo all’assegno già pagato, purtroppo, nonostante l’avvenuto versamento della somma dovuta al creditore, in mancanza della quietanza liberatoria, non è possibile né evitare la sanzione della Prefettura, né ottenere la cancellazione dalla Cai. La legge [1] sul punto è molto rigida: se, entro sessanta giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione dell’assegno, la banca non riceve la quietanza di pagamento, segnala chi ha emesso l’assegno alla Cai. Non sono ammesse, infatti, altre prove, al di fuori della quietanza con firma autenticata, per dimostrare il pagamento: quest’ultimo non può, quindi, essere provato tramite testimoni o altre prove documentali. Dato però che, nel caso di specie, l’iscrizione alla Cai e l’eventuale sanzione amministrativa emessa nei confronti del lettore sono stati determinati dalla mancanza di collaborazione del suo creditore nel rilascio della quietanza, egli ha diritto di chiedere a quest’ultimo il risarcimento dei danni subiti a causa del non tempestivo rilascio della quietanza. Sarà sufficiente dimostrare che il creditore (beneficiario dell’assegno) ha fatto scadere il termine di sessanta giorni previsto dalla legge per il deposito della quietanza liberatoria, ha provocato la sua segnalazione alla Cai con conseguente impossibilità di emettere assegni dalla data di iscrizione fino a quella di cancellazione e l’applicazione nei suoi confronti di una sanzione amministrativa.

Con riguardo agli altri due assegni, ad oggi ancora non pagati, il lettore afferma che, con riguardo ad uno di detti assegni, gli è stato notificato un verbale contenete gli estremi della violazione: entro trenta giorni dalla notifica potrà presentare scritti difensivi e documenti, al fine di ottenere o l’archiviazione del procedimento (il procedimento si chiuderà, quindi, senza applicazione di sanzioni) oppure una riduzione o rateizzazione della sanzione applicata. Il prefetto, dopo aver valutato le sue difese, determinerà la somma dovuta per la violazione, ordinandogli di provvedere al conseguente pagamento, oppure archivierà il procedimento. Qualora intendesse procedere in tal modo, si consiglia di rivolgersi ad un legale. Altrimenti l’unica soluzione possibile sarà il pagamento della sanzione determinata dal Prefetto.

Con riferimento, infine, all’ultimo assegno, per il quale ancora non ha ricevuto alcun atto da parte del Prefetto, si consiglia al lettore di rivolgersi alla sua banca ed informarsi presso questa se è ancora in tempo per effettuare un deposito vincolato al portatore del titolo: in pratica, se non è ancora decorso il termine di sessanta giorni dalla presentazione dell’assegno scoperto, potrà depositare presso la banca stessa l’importo dell’assegno, degli interessi, della penale 10% e delle eventuali spese di protesto. La banca provvederà, quindi, a pagare il beneficiario dell’assegno e rilascerà una ricevuta necessaria per impedire la comunicazione al Prefetto e l’applicazione di ulteriori sanzioni.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Valentina Azzini

note

[1] Art. 9, l. n. 386 del 15.12.1990.


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1 Commento

  1. Non capisco quale sia la colpa del creditore, avendo effettuato il pagamento del primo assegno in seconda presentazione, presumibilmente per il solo importo facciale, anziché aspettare la quietanza poteva effettuare entro sessanta giorni dalla scadenza del titolo, presso la sua Banca il deposito della penale (10%) a favore del portatore del titolo. Per quanto riguarda gli altri due assegni, se sono stati emessi dopo l’iscrizione revoca CAI, sono stati con causale mancanza autorizzazione e pertanto oltre ad una sanzione amministrativa maggiore non si potrà fare niente.

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