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Lo sai che? Come funziona l’accatastamento di un terreno?

Lo sai che? Pubblicato il 25 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 febbraio 2017

Frazionando un terreno in comunione è risultato che una porzione è accatastata a nome del vecchio proprietario; l’accesso a altri tre fondi non è possibile. Vorrei, accatastare la mia sola porzione. Come fare?

Anche  accatastando la sola porzione di terreno di competenza del lettore, non si risolverebbe, in ogni caso, il problema. Il pezzo di terreno al quale egli fa riferimento non solo è accatastato a nome del vecchio proprietario ma è anche di proprietà degli eredi del predetto. La specificazione non è di poco conto perché l’accatastamento non è prova della proprietà del bene accatastato. Spieghiamoci meglio: il fatto che Tizio abbia accatastato a suo nome la proprietà “X” non significa necessariamente che ne sia anche il proprietario, poiché,  le iscrizioni al catasto vengono effettuate sulla base di dichiarazioni della parte interessata (e con il deposito di documentazione tecnica) e non presentando il titolo di proprietà. Questo significa che il lettore potrebbe anche  riuscire ad accatastare solo il pezzo di terra di sua pertinenza ma tenendo presente che lo stesso potrebbe, in futuro, essere invalidato.

Per risolvere la questione egli dovrebbe, quindi, acquisire anche la proprietà della particella di terreno che impedisce l’accesso ai fondi. La via maestra sarebbe, in assenza di normative specifiche che non esistono, chiaramente quella di acquistare direttamente dagli eredi. In caso contrario tentare di usucapire quel pezzetto di terreno. Esisterebbe, in realtà, anche una terza soluzione: la servitù di passaggio. Se proprio non dovesse riuscire ad acquistare il terreno, perché gli eredi del vecchio proprietario nulla vogliono sapere, potrebbe provare a farsi riconoscere una servitù di passaggio in modo da rendere possibile il raggiungimento dei fondi confinanti. Chiaramente questa pretesa potrebbe eventualmente (con un tempistica processuale imprevedibile) farla valere per via giudiziaria poiché non è tollerabile, da un punto di vista giuridico, una situazione nella quale vi sono dei fondi ai quali non è possibile accedere. Il consiglio pratico che diamo è, pertanto, di verificare anzitutto, ancora una volta, la disponibilità alla vendita o al riconoscimento della servitù di passaggio (secondo la soluzione che più si adatta alle necessità) parlando con gli eredi riottosi. Al limite, il lettore potrà anche inviare loro una raccomandata in cui esprime la sua volontà avvisandoli che, trascorsi alcuni giorni dal ricevimento, avvierà l’azione giudiziaria. Se ciò non fosse possibile, se non fosse cioè raggiungibile un accordo in tal senso,  non ha altra strada se non quella di avviare una nuova azione giudiziaria, la cui tempistica non è preventivamente valutabile,  per il riconoscimento del diritto di servitù o per vedersi riconoscere l’usucapione del terreno. In ogni caso, non vi sono norme e/o sentenze che vanno nel senso da richiesto dal lettore.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Antonio Ciotola


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