Diritto e Fisco | Articoli

Comunione tra ex: come difendere il figlio?

25 Febbraio 2017
Comunione tra ex: come difendere il figlio?

Sono comproprietaria al 50% di una casa con il mio ex. Ora vi risiede mio figlio: può egli  vantare qualche diritto considerando la mia quota per non sottostare alle pressioni del padre? 

Sia la legge [1], sia la dottrina prevalente e la giurisprudenza [2] ritengono ammissibile la concessione del godimento a terzi di una quota indivisa di un bene immobile. È, cioè, possibile che, nei limiti della quota (pari al 50%) della lettrice, ella possa concedere a suo figlio il godimento dell’immobile in questione anche in comodato gratuito. Ovviamente, il comodato di una quota indivisa porrà in ogni caso dei problemi di convivenza tra il comodatario (suo figlio) e l’ex marito il quale, però, non può legalmente opporsi al fatto che suo figlio possa risiedere stabilmente in quell’immobile quale comodatario della quota indivisa di sua madre. Il contratto di comodato può essere anche semplicemente verbale, ma è consigliabile redigerlo per iscritto (onde evitare future contestazioni); ove venga redatto per iscritto, sarà pure obbligatoria la registrazione dello stesso (entro venti giorni dalla stipula) con il pagamento della relativa imposta.

Per quanto attiene alle richieste dell’ex coniuge, è sempre possibile, ove rivestano oggettivamente carattere di molestia, diffidarlo dal continuare a tenere una simile condotta che se rivestisse, appunto, carattere di petulanza e di ossessiva ed ingiustificata reiterazione, potrebbe anche integrare gli estremi del reato di molestia [3] o di atti persecutori [4].

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte 


note

[1] Art. 1103 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 8010 del 20.07.1991.

[3] Previsto dall’art. 660 cod. pen.

[4] Art. 612 bis cod. pen.


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