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Lo sai che? Quanto costa una permuta?

Lo sai che? Pubblicato il 25 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 febbraio 2017

Il costo per la stipula dell’atto di permuta è costituito in prevalenza dall’onorario del notaio incaricato della redazione dell’atto?

Il costo per la stipula dell’atto di permuta sarà in massima parte costituito dall’onorario del notaio incaricato della redazione dell’atto. Con l’entrata in vigore del decreto legge n. 1 del 2012 (convertito nella legge n. 27 del 2012) sono, infatti, state abolite le tariffe professionali (ivi comprese quelle notarili), prevedendo la possibilità per i clienti di richiedere ed ottenere dal professionista un preventivo scritto vincolante relativo agli importi da corrispondersi per l’espletamento delle attività che il medesimo professionista andrà eventualmente a svolgere.

Si potrà, quindi, richiedere al notaio (o a più notai ove si voglia procedere ad un confronto fra più preventivi) il preventivo in forma scritta con il quale sarà chiaro fin da subìto l’importo da corrispondere per la stipula dell’atto di permuta. Nel preventivo si potrà richiedere che venga indicato, oltre all’onorario, anche l’importo degli oneri e contributi dovuti all’archivio notarile [1]. In mancanza di redazione del preventivo in forma scritta, gli onorari per l’attività comunque svolta dal notaio in base ad incarico affidatogli sarà determinato applicando i parametri contenuti nel decreto ministeriale n. 140 del 20 luglio 2012.

Infine, la Corte di Cassazione [2] ha stabilito che attualmente sono da considerarsi inesistenti, per quanto concerne in particolare la professione notarile, minimi tariffari di alcun tipo.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte 

note

[1] In base al d.m. n. 265 del 27.11.2012.

[2] Cass. sent. n. 3715 del 14.02.2013.

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 14.02.2013, n. 3715

Per effetto della disciplina introdotta dalla legge di conversione n. 248 del 2006, di conversione del D.L. n. 223 del 2006, il notaio che, quand’anche sistematicamente, offra la propria prestazione ad onorari e compensi più contenuti rispetto a quelli derivanti dall’applicazione della tariffa notarile, non pone in essere, per ciò solo, un comportamento di illecita concorrenza, essendone venuta meno la rilevanza sul piano disciplinare della relativa condotta.

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3 Commenti

  1. Gentile avvocato sono un suo collega e credo che lei abbia preso una cantonata. Nella permuta sono dovute imposte di registro, catastale e ipotecaria, oltre alle tasse per archivio notarile, cnn e cassa notariato. La di permuta inoltre puó essere soggetto ad imposta di registro o ad iva e la tassazione varia a seconda di tale circostanza nonché in base alla natura dei beni permutati. Scrivere simili articoli nuoce anche alla nostra professione in quanto dimostra quanto spesso siamo disinformati. Spero possa approfondire meglio la cosa in modo da rettificare l’articolo in quanto davvero fuori da ogni logica

  2. Concordo con Giuseppe. Quanto detto nell’articolo non corrisponde alla realtà e non fa onore alla categoria degli avvocati. Diffondere la disinformazione non porterà più clienti all’avvocatura.

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