Sia, niente social card per chi non studia o non cerca lavoro

2 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 febbraio 2017



Nuova carta acquisti: nessun beneficio se un membro della famiglia non partecipa al programma di formazione e di ricerca di lavoro.

Il Sia, il trattamento di sostegno noto come nuova social card e introdotto nel settembre 2016, può essere richiesto anche nel 2017, ma senza “sconti” sugli impegni che la famiglia beneficiaria deve assumersi in merito alla formazione e alla ricerca di una nuova occupazione. I servizi pubblici, preposti al reinserimento nel mercato del lavoro dei membri delle famiglie aventi diritto al Sia, difatti, sono ora organizzati per l’attuazione dei programmi di inclusione e per verificare la partecipazione attiva dei beneficiari della misura.

In pratica, se uno dei membri non cerca attivamente lavoro o non segue il programma di formazione, non solo perde il diritto alla carta acquisti, ma lo fa perdere anche agli altri membri della famiglia.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire come funziona il Sia, quali sono i requisiti per averne diritto e qual è il programma da rispettare.

Sia: che cos’è

Il Sia, il sostegno all’inclusione attiva, è un beneficio economico disponibile per le famiglie in situazione di povertà che abbiano, all’interno del proprio nucleo, un componente disabile, una donna in gravidanza o un figlio minore.

Non si tratta di una misura prettamente assistenziale, perché, come abbiamo detto, per ottenere l’agevolazione è necessario che tutti i membri della famiglia beneficiaria partecipino attivamente a un programma di formazione, di riqualificazione e di ricerca attiva di un impiego.

Il Sia viene erogato attraverso una carta prepagata, che può servire ad acquistare generi alimentari, beni di prima necessità e medicinali, o a pagare le bollette.

Sia: a quanto ammonta

Il Sia, nel 2017, ammonta, a seconda della consistenza della famiglia, da un minimo di 80 euro a famiglia a un massimo di 400 euro mensili.

Sia: i requisiti

Per ottenere questo beneficio, il reddito (Isee) del nucleo non deve superare 3.000 euro all’anno, non bisogna essere proprietari di beni di valore (ad esempio, non devono esserci autoveicoli nuovi acquistati da meno di un anno) e, soprattutto, l’intera famiglia deve partecipare a un programma di inclusione attiva: deve cioè aderire a un progetto che prevede la formazione e la riqualificazione di tutti i componenti del nucleo e la ricerca attiva di lavoro.

Per conoscere nel dettaglio i requisiti necessari e vedere come si calcola il punteggio per il nucleo familiare: Sia: domanda, requisiti e punteggi per la nuova social card.

Sia: il progetto di presa in carico

Sino ad ora sono stati veramente pochi i progetti d’inclusione attivati, a causa di problemi organizzativi. Con l’emanazione della nota ministeriale del 27 gennaio scorso [1], però, il Ministero del lavoro stabilisce delle tempistiche certe sulla sottoscrizione e l’attivazione dei programmi, chiarendo che:

  • i nuclei familiari che hanno presentato richiesta di beneficio entro il 31 ottobre 2016 e che sono stati ammessi al Sia devono sottoscrivere il progetto entro il 31 marzo 2017;
  • i nuclei familiari che hanno presentato richiesta di beneficio successivamente al 31 ottobre 2016 e che sono stati ammessi al Sia devono sottoscrivere il progetto entro 60 giorni, dalla fine del bimestre successivo a quello di presentazione della domanda.

Il Ministero del lavoro ricorda, poi, che le amministrazioni interessate devono inviare le informazioni relative all’avvio del progetto di presa in carico del nucleo familiare beneficiario entro 90 giorni dalla comunicazione dell’avvenuto accreditamento del primo bimestre.

Sia: le attività a cui si deve partecipare

Firmando il progetto, i membri della famiglia beneficiaria del Sia si impegnano a svolgere determinate attività, come:

  • presentarsi alle convocazioni dei servizi sociali del Comune responsabili del progetto; il preavviso, per le convocazioni, va da un minimo di 24 a un massimo di 72 ore;
  • cercare attivamente lavoro;
  • aderire a iniziative per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro;
  • aderire a iniziative di carattere formativo o ad altre iniziative di politiche attive o di attivazione;
  • accettare le offerte di lavoro congrue;
  • assicurare la frequenza e l’impegno scolastico;
  • mettere in atto comportamenti di prevenzione e cura volti alla tutela della salute.

In caso di reiterati comportamenti inconciliabili con gli obiettivi del progetto da parte dei componenti del nucleo familiare beneficiario e nei casi stabiliti dai singoli provvedimenti comunali, i Comuni possono revocare o escludere il beneficio.

Insomma, se si saltano gli appuntamenti, non si cerca lavoro o non si accettano le offerte, o, ancora, non si seguono le attività formative o ci si “lascia andare”, tutta la famiglia perde i soldi. E se, fino a pochi giorni fa, “è andata liscia” perché non erano ancora stati sottoscritti i progetti, da ora in poi i controlli saranno continui e rigorosi.

note

[1] Mlps, nota prot. 629 del 27/01/2017.

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