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Lo sai che? Equitalia rottamazione cartelle 2017, quando conviene?

Lo sai che? Pubblicato il 8 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 febbraio 2017

Sanatoria dei ruoli di Equitalia: è sempre conveniente per il contribuente?

 

La cosiddetta rottamazione delle cartelle di Equitalia, nota anche come sanatoria, cioè la definizione agevolata dei ruoli, con l’azzeramento delle sanzioni e degli interessi di mora, non è sempre conveniente per il contribuente: bisogna infatti considerare che la rottamazione non consente una lunga dilazione del debito, non sospende le azioni esecutive e cautelari e comporta la rinuncia ad eventuali contenziosi.

Ad esempio, la rottamazione può non essere conveniente per chi ha in corso una rateazione molto lunga, o per le cartelle con sanzioni e interessi molto bassi rispetto al debito. Inoltre, basta un solo giorno di ritardo nel pagamento per perdere tutti i benefici.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire come funziona la rottamazione delle cartelle, quali sono i requisiti per accedervi e in quali casi la definizione agevolata può risultare meno conveniente.

Rottamazione cartelle: che cos’è

Come appena esposto, la sanatoria, o rottamazione delle cartelle, consiste nella possibilità di pagare i debiti con Equitalia azzerando le sanzioni e gli interessi di mora. Restano invece dovuti il capitale, gli interessi affidati a Equitalia (di regola si tratta degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo), il costo di notifica della cartella, eventuali spese sostenute per procedure cautelari e esecutive e l’aggio di riscossione, commisurato alle somme dovute per la sanatoria.

Non possono essere dedotti della definizione gli importi già pagati a titolo di sanzioni e interessi di mora: pertanto, per chi ha già pagato gran parte delle sanzioni e degli interessi dovuti la convenienza della rottamazione è limitata.

Rottamazione cartelle: per quali debiti

La rottamazione delle cartelle è consentita per i debiti affidati a Equitalia sino al 31 dicembre 2016: sono inclusi anche gli accertamenti esecutivi, che non necessitano d’iscrizione a ruolo, oltre ai debiti ancora non riportati in atti o documenti formalmente trasmessi al contribuente.

Sono esclusi:

  • dazi, accise e Iva all’importazione;
  • somme derivanti da sentenze di condanna della Corte dei Conti;
  • somme pretese a titolo di recupero di aiuti di Stato illegittimi;
  • sanzioni di carattere penale;
  • sanzioni diverse da quelle collegate alla violazione di obblighi tributari o contributivi;
  • per quanto riguarda le multe e le violazioni del codice della strada, la definizione è ammessa, ma con l’abbandono degli interessi moratori.

Rottamazione cartelle per chi ha una dilazione in corso o decaduta

La rottamazione può essere richiesta anche da chi ha una dilazione in corso o decaduta. Tuttavia, se la rateazione era ancora in corso al 24 ottobre 2016, per essere ammessi alla sanatoria è necessario aver pagato le rate in scadenza tra ottobre e dicembre 2016: la disposizione ha lo scopo di penalizzare chi, avvertito dell’adozione della normativa sulla rottamazione, abbia strumentalmente interrotto i versamenti delle rate. Equitalia ha tuttavia confermato che il versamento delle rate scadute è comunque valido se eseguito entro la fine di marzo, maggiorato degli interessi di mora maturati. A partire dalle rate in scadenza tra gennaio e luglio 2017, invece, sono sospesi tutti i pagamenti relativi ai debiti inclusi nelle domande di definizione.

Con il pagamento della prima o unica rata, in scadenza a luglio, inoltre, si determina la revoca della dilazione pregressa.

Rottamazione cartelle: come inviare la domanda

La domanda di rottamazione deve essere redatta con appositi moduli approvati da Equitalia, reperibili anche nel sito dell’ente, entro il prossimo 31 marzo. Entro il 28 febbraio Equitalia informerà i contribuenti dei debiti per i quali non è stata ancora notificata la cartella; entro il 31 maggio comunicherà quali domande di rottamazione sono state accolte.

Rottamazione cartelle: come si paga

La sanatoria consente di pagare il debito, senza sanzioni e con l’azzeramento degli interessi di mora, in un’unica soluzione (a luglio 2017) o in 5 rate. Le rate devono essere saldate nei mesi di luglio, settembre e novembre 2017 e nei mesi di aprile e settembre 2018. La prima rata è pari al 24% del totale, la seconda e la terza al 23%, mentre le ultime due al 15%; in caso di rateazione, sono dovuti gli ordinari interessi di dilazione.

Di conseguenza, appare evidente che la rottamazione non è conveniente per chi ha debiti ingenti per cui beneficia di una dilazione lunga.

Il versamento può avvenire con domiciliazione bancaria, con i bollettini precompilati disposti da Equitalia oppure presso gli uffici dell’ente. Non è possibile pagare tramite modello F24, pertanto la rottamazione non conviene a chi ha dei crediti consistenti da portare in compensazione.

Rottamazione cartelle: fermo e ipoteca

Con la presentazione della domanda di rottamazione non possono essere attivate nuove procedure cautelari, come il fermo amministrativo e l’ipoteca. Le procedure in corso, invece, restano valide, ad eccezione delle procedure espropriative, che possono proseguire solo se si trovano in una fase sostanzialmente terminale.

Rottamazione cartelle: decadenza

È molto facile perdere il beneficio della sanatoria: basta, difatti, il ritardo di un solo giorno nel pagamento di una qualsiasi delle rate. Per di più, se si decade dalla rottamazione, non solo rivive il debito originario, comprensivo di sanzioni e interessi di mora, ma per di più il debito residuo non può più essere rateizzato.

Conseguentemente, la rottamazione conviene ha chi già la disponibilità delle somme, oppure a chi ha una ragionevole certezza di possedere la disponibilità nel momento della scadenza delle rate. Non conviene, invece, a chi ha scarse disponibilità e ha necessità di pagare in tante piccole tranches.

Fanno eccezione i soli contribuenti che non hanno mai ricevuto la notifica della cartella: per loro non è possibile decadere dalla rateazione, ma si conserva sempre il diritto di chiedere per la prima volta la rateazione del debito residuo.


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