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Lo sai che? Controlli automatici Iva e omesso versamento

Lo sai che? Pubblicato il 2 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 febbraio 2017

In caso di omesso versamento Iva, l’Agenzia delle Entrate notifica direttamente l’avviso di liquidazione: la comunicazione dell’esito dei controlli automatizzati è prevista solo in caso di dichiarazione errata.

L’Agenzia delle Entrate deve comunicare al contribuente l’esito dei controlli automatici sulle dichiarazioni Iva, solo quando tale risultato (di calcolo dell’imposta) è diverso da quello dichiarato.

Non è invece necessaria la comunicazione quando il contribuente, pur avendo presentato la dichiarazione corretta, non ha provveduto al versamento dell’Iva. In questo caso l’Agenzia delle Entrate può procedere direttamente con la notifica dell’avviso di liquidazione.

È quanto precisato da una recente sentenza della Cassazione [1].

Comunicazione esito controlli automatizzati Iva

La legge [2] prevede che l’Amministrazione finanziaria, avvalendosi di procedure automatizzate, procede, entro l’inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni relative all’anno successivo, alla liquidazione dell’imposta dovuta in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti.

Sulla base dei dati e degli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni presentate e di quelli in possesso dell’anagrafe tributaria, l’amministrazione finanziaria provvede a:

  • correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dai contribuenti nella determinazione del volume d’affari e delle imposte;
  • correggere gli errori materiali commessi dai contribuenti nel riporto delle eccedenze di imposta risultanti dalle precedenti dichiarazioni;
  • controllare la rispondenza con la dichiarazione e la tempestività dei versamenti dell’imposta risultante dalla dichiarazione annuale a titolo di acconto e di conguaglio nonché dalle liquidazioni periodiche.

Quando dai controlli automatici eseguiti emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione o dai controlli eseguiti dall’ufficio emerge un’imposta o una maggiore imposta, l’esito della liquidazione è comunicato al contribuente al fine di consentirgli il pagamento in via bonaria.

Qualora a seguito della comunicazione il contribuente rilevi eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente nella liquidazione dei tributi, lo stesso può fornire i chiarimenti necessari all’amministrazione  finanziaria entro i trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione.

Controlli automatici Iva: quando non serve la comunicazione bonaria

La Cassazione ha precisato che l’obbligo di comunicazione al contribuente, tramite avviso bonario, sussiste solo quando la dichiarazione risulta erronea in sede di controllo automatico. Non è invece previsto l’obbligo di comunicazione se il contribuente non ha versato l’Iva, pur avendo presentato una dichiarazione corretta.

Al di fuori dell’ipotesi di risultato erroneo rivelato dal controllo automatico, infatti, la legge non prevede alcun obbligo di comunicazione per la liquidazione, eseguita con tale metodo, d’imposte, contributi, premi e rimborsi: ciò per l’evidente ragione che i dati contabili risultanti dalla liquidazione automatica si considerano, a tutti gli effetti, come dichiarati dal contribuente, cosicché sarebbe inutile comunicare al dichiarante i risultati del controllo automatico e interloquire con lui, se questi coincidono col dichiarato, ossia se non emerga alcun errore o comunque non sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione [3].

note

[1] Cass. sent. n. 2104 del 27.01.2017.

[2] Art. 54bis D.P.R. n. 633/1972.

[3] Cass. sentt n. 20431/2014, n. 8137/2012, n. 17369/2010.


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