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Lo sai che? Che fare se il Comune non fa abbattere l’abuso edilizio del vicino

Lo sai che? Pubblicato il 5 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 febbraio 2017

Il Comune ha l’obbligo di constatare l’abuso edilizio anche a seguito di segnalazione del vicino di casa: diversamente, il Tar nomina un commissario ad acta nella persona del Prefetto della Provincia o suo delegato.

Immaginiamo che il nostro vicino di casa abbia commesso un evidente abuso edilizio (per esempio, ha chiuso il balcone, ricavandone una veranda, ma senza prima chiedere il permesso di costruire); di ciò però il Comune non se n’è mai accorto e non gli ha mai notificato alcun ordine di demolizione. Così, visto che l’abuso crea un grosso danno estetico alla proprietà del nostro condominio, ci pensiamo noi e inviamo una bella lettera di diffida all’amministrazione comunale, chiedendo di intervenire prontamente. Sappiamo infatti bene che, al contrario dell’abuso edilizio, l’ordine di demolizione non va mai in prescrizione e può essere imposto anche a distanza di diversi anni.

Senonché, per qualche “strana ragione”, il funzionario del Comune non risponde neanche alla nostra diffida, osservando un misterioso “silenzio”. La cosa ci insospettisce perché, se è pur possibile che nessuno si sia mai accorto dell’abuso, è quantomeno inverosimile che, dopo una esplicita segnalazione, l’amministrazione non abbia provveduto quantomeno a effettuare delle verifiche e a ordinare un sopralluogo ai vigili.

Come possiamo agire in questi casi? Che fare se il Comune non fa abbattere l’abuso edilizio del vicino? La risposta ci viene da una recente sentenza del Tar della Regione Campania [1].

Il cittadino che abbia segnalato al Comune l’abuso edilizio commesso da un vicino di casa deve dare all’ente 30 giorni di tempo per rispondere. Se però l’amministrazione non dà segni di vita, l’interessato può ricorrere al giudice amministrativo (il Tar) affinché dichiari l’illegittimità del silenzio serbato dal Comune in ordine alla diffida con cui gli si chiedeva di verificare l’illegittimità dei lavori. Il giudice, accertata la colpevole inerzia dell’ente locale, ordina al Comune di riscontrare la diffida del cittadino e, di conseguenza, di provvedere all’ordine di demolizione. Inoltre, per evitare ulteriori inadempienze o ritardi, il Tar nomina un «commissario ad acta» nella persona del Prefetto o di un suo delegato il quale, in qualità di funzionario governativo, presiederà al controllo che il Comune adempia ai suoi obblighi e faccia abbattere al vicino di casa la costruzione abusiva.

Ricordiamo infine che il reato di abuso edilizio si prescrive in 4 anni (5 se interviene una citazione a giudizio), ma che l’ordine di demolizione può essere impartito in qualsiasi momento, anche a distanza di numerosi anni. Chi acquista un immobile con un abuso edilizio già realizzato dal precedente proprietario non rischia il procedimento penale (salvo che sia stato egli stesso a commissionare la costruzione abusiva), ma deve soccombere all’ordine di demolizione.

note

[1] Tar Campania, sez. Salerno, sent. n. 522/17 del 25.01.2017.

Autore immagine 123rf com


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