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Nel pignoramento presso terzi cos’è possibile pignorare?

5 febbraio 2017


Nel pignoramento presso terzi cos’è possibile pignorare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 febbraio 2017



Recupero crediti: quali somme di denaro o quali beni può pignorare il creditore se opta per il pignoramento presso terzi?

Quando si parla di pignoramento presso terzi si intende una particolare forma di esecuzione forzata che si svolge sui beni di proprietà del debitore che si trovano, però, nel momentaneo possesso di altri soggetti. L’esempio più facile da comprendere è quello del conto corrente bancario o postale: il denaro, anche dopo il deposito sul conto, resta comunque di proprietà del debitore, ma materialmente entra nella disponibilità di un terzo soggetto, ossia l’istituto di credito. L’unico modo che ha, quindi, l’ufficiale giudiziario per pignorare tale bene è quello di “recarsi” (idealmente) presso il terzo e intimargli la relativa consegna.

Stesso discorso per lo stipendio che, fino a quando non è ancora erogato, è nella disponibilità dell’azienda: in questo caso, il pignoramento va a bloccare le somme nella forbice di tempo che va tra la maturazione del diritto alla retribuzione (generalmente fine mese) e il materiale accredito (di solito con bonifico bancario).

Ma il conto corrente e lo stipendio non sono gli unici beni che è possibile pignorare con il pignoramento presso terzi. Ecco altri tipici esempi.

Sempre per rimanere in tema di rapporti con gli istituti di credito, è possibile pignorare:

  • conto corrente bancario o postale. Se il conto è usato per l’accredito dello stipendio da lavoro dipendente, il pignoramento delle somme già depositate sul conto alla data del pignoramento medesimo può avvenire solo per la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale (che, per il 2017, è pari a 1.344,21); per tutte le altre mensilità, il pignoramento può essere di massimo un quinto;
  • libretti di deposito bancario o postale;
  • contenuto di cassette di sicurezza;
  • azioni o obbligazioni la cui tenuta è delegata alla banca.

Invece, tornando ai rapporti con il datore di lavoro è possibile pignorare:

  • lo stipendio base;
  • la remunerazione per gli straordinari;
  • il trattamento di fine rapporto;
  • i rimborsi spese.

Tutte queste somme possono essere pignorate nei limiti di un quinto.

Nell’ambito dei rapporti con gli istituti di previdenza è possibile pignorare:

  • la pensione di anzianità;
  • la pensione di invalidità;
  • la pensione di reversibilità;
  • gli altri importi erogati a titolo assistenziale o previdenziale.

Tutte queste somme possono essere pignorate nei limiti di un quinto detratto il cosiddetto «minimo vitale» che corrisponde all’assegno sociale aumentato della metà (per il 2017 l’importo è pari a 672,10 euro).

Anche i canoni di affitto possono essere oggetto di pignoramento e la forma è la stessa del pignoramento dello stipendio o del conto: il creditore notifica quindi il pignoramento all’inquilino, intimandogli di non versare più il canone di locazione al padrone di casa, ma di accantonarlo in attesa che il giudice gli ordini di consegnare le somme al creditore procedente.

Non sono pignorabili né col pignoramento presso terzi, né con altre forme di pignoramento:

  • i crediti alimentari,
  • i crediti aventi per oggetto sussidi di grazia o di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri;
  • i crediti dovuti per maternità, malattie o funerali da casse di assicurazione, enti di assistenza o istituti di beneficenza;
  • le somme dovute dall’assicuratore al contraente o al beneficiario nell’assicurazione sulla vita;
  • i fondi speciali per la previdenza e l’assistenza costituiti dall’imprenditore per i dipendenti;
  • i fondi destinati, mediante aperture di credito a favore dei funzionari delegati degli uffici centrali e periferici del Ministero della salute, a servizi e finalità di sanità pubblica nonché al pagamento di emolumenti di qualsiasi tipo comunque dovuti al personale amministrato o di spese per servizi e forniture prestati agli uffici medesimi, non sono soggetti ad esecuzione forzata;
  • la quota del socio di società di persone finché dura la società;
  • la quota del socio di cooperativa, finché dura la società;
  • fondo consortile, finché dura il consorzio.

note

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Non capisco perché a un pensionato con 700 euro al mese non pignorati nulla a un lavoratore con 400 mensili si …. Assurdo . Se pensano che 700 sia il minimo vitale e non si può toccare può essere considerato vitale uno stipendio da 400 ,???? NO questo è pignorabile la corte di cassazione dovrebbe vergognarsi.

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