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Lo sai che? Bollo auto, niente cartella senza avviso di accertamento

Lo sai che? Pubblicato il 5 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 febbraio 2017

Tassa automobilistica, la Regione non può iscrivere a ruolo il bollo auto e inviare la cartella di pagamento senza la preventiva lettera di diffida con l’accertamento.

Al contribuente che non abbia pagato il bollo auto non si può inviare direttamente la cartella di pagamento senza prima metterlo nella condizione di conoscere il proprio debito attraverso l’invio di una lettera di diffida. In altri termini è incostituzionale la legge regionale che stabilisca la possibilità di iscrivere a ruolo le somme non versate a titolo di bollo auto senza prima aver notificato un avviso di accertamento. Una disposizione del genere, qualora esistente, priva il contribuente del diritto costituzionale alla difesa preventiva e al contraddittorio; pertanto essere impugnata davanti alla Consulta. È questa la spiegazione fornita dal Consiglio dei Ministri che ha appena reso noto di aver impugnato, davanti alla Corte Costituzionale, la legge della Regione Sicilia [1] la quale prevede la diretta iscrizione a ruolo delle tasse automobilistiche senza il preventivo avviso di accertamento, in quanto in contrasto con la nostra costituzione [2].

Due sono quindi le possibilità che possono profilarsi:

  • se la legge regionale prevede che, in caso di mancato versamento del bollo auto, debba prima intervenire l’avviso di accertamento, la notifica immediata della cartella esattoriale, senza previ avvisi, è nulla perché viola la norma;
  • se la legge regionale prevede che, in caso di mancato versamento del bollo, si possa direttamente iscrivere a ruolo le somme, tale legge può essere impugnata e fatta dichiarare illegittima dalla Corte Costituzionale. Questo, almeno, secondo il consiglio dei Ministri (bisognerà comunque attendere l’esito della sentenza della Corte per stabilire il responso definitivo). Secondo il ragionamento del Governo, una norma di tale tipo, in quanto fa coincidere l’accertamento per l’omesso, insufficiente o tardivo versamento del bollo auto e l’irrogazione delle relative sanzioni con la diretta iscrizione a ruolo delle somme dovute, non è consentita né dalla legislazione statale, né dalla disciplina sulla tassa automobilistica regionale, né dalle disposizioni generali dell’ordinamento tributario.

Ricordiamo che, per impugnare una legge ritenuta incostituzionale, se non si attiva il Governo, il contribuente può, tutt’al più, impugnare la pretesa di pagamento dell’amministrazione finanziaria innanzi al giudice ordinario (in questo caso la Commissione Tributaria) e chiedere a quest’ultimo che rimetta la decisione innanzi alla Consulta se non la ritiene manifestamente infondata.

Accertamento e riscossione del bollo auto

In materia di recupero delle tasse evase è necessario tenere ben distinti i due momenti principali del procedimento amministrativo:

  • l’accertamento dell’evasione: in questa fase, bisogna consentire al contribuente di mettersi in regola, effettuando il pagamento in ritardo del tributo attraverso il cosiddetto ravvedimento operoso (il quale, come noto, può intervenire entro un anno dalla scadenza dell’obbligo di pagamento), con riduzione delle sanzioni. Solo all’esito di tale termine, alla scadenza cioè dei termini previsti per il pagamento anche tardivo, l’amministrazione formalizza ufficialmente al contribuente l’evasione fiscale; lo fa attraverso l’invio dell’avviso di accertamento emesso per insufficiente, tardivo od omesso pagamento spontaneo della tassa auto;
  • la riscossione del tributo: questa fase inizia con la notifica della cartella di pagamento (il cosiddetto «titolo esecutivo») e prosegue con le azioni volte a garantire il credito dell’amministrazione (fermo auto o ipoteca) e/o con il pignoramento (ossia la vera e propria esecuzione forzata).

È quindi illegittimo mischiare le due fasi o amputarle di un momento essenziale come l’invio dell’avviso di accertamento.

La legge italiana mantiene ferma, per il bollo auto così come per gli altri tributi, la distinzione tra le diverse fasi del procedimento impositivo, e in particolare, quella tra l’accertamento e la riscossione coattiva. Tutte le volte in cui il legislatore ha scelto una procedura semplificata lo ha fatto adottando specifiche norme, quali quelle contenute relative alla «Concentrazione della riscossione nell’accertamento» [3], limitandola comunque solo a determinati tributi e a specifiche annualità d’imposta, cosa che invece non ricorre per la tassa automobilistica. Del resto, come già chiarito dalla Corte costituzionale [4], il bollo auto ha natura di tributo proprio derivato, è vietato al legislatore regionale un qualsiasi intervento che incida su un aspetto della disciplina sostanziale del tributo.

note

[1] Art. 19, co. 1 legge Regione Sicilia n. 24 del 5.12.2016. Tale norma stabilisce che «(…) in caso di mancato ravvedimento, la Regione (…) provvede, all’iscrizione a ruolo delle somme dovute che costituisce accertamento per l’omesso, insufficiente o tardivo versamento della tassa automobilistica e l’irrogazione delle sanzioni e dei relativi accessori».

[2] Art. 117, co. 3, Cost.

[3] Art. 29 del dl 78/2010.

[4] C. Cost. sent. n. 199/2016 e n. 242/2016.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Ma la ue non aveva dichiarato illegale il pagamento del bollo auto e condannato l’Italia a pagare una multa per tale infrazione?

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