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Fango e detriti sull’autostrada, responsabilità dell’Anas?

4 Feb 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 4 Feb 2017



Può sussistere la responsabilità ex art. 2051 c.c. dell’A.N.A.S. per il sinistro stradale (sbandamento del veicolo) causato dal mancato intervento manutentivo diretto alla rimozione, dalla sede stradale, del fango e dei detriti trasportati da piogge torrenziali?

Il caso di specie è relativo ad un sinistro avvenuto in territorio calabro, su di un’ importante arteria di raccordo, dipeso dal mancato intervento manutentivo diretto alla rimozione del fango e dei detriti dalla sede stradale. In particolare, i detriti erano stati trasportati dalle piogge torrenziali senza che il giorno successivo, in cui si verificò l’incidente, fossero stati rimossi o, quantomeno, fosse stata predisposta un’idonea segnalazione del pericolo. Nella specie, la Corte territoriale, riconducendo la responsabilità del custode della strada nell’ambito della responsabilità presunta ex art. 2051 c.c., ha valorizzato adeguatamente, in ordine alla colpa, le circostanze relative alla custodia delle strade, ossia i caratteri dell’estensione e dell’uso diretto della cosa da parte della collettività, che non attengono alla struttura della fattispecie e possono valere ad escludere la presunzione di responsabilità gravante sul custode solo ove questi dia la prova che l’evento dannoso presenta i caratteri dell’imprevedibilità e della inevitabilità. In fatto (e sempre coerentemente con l’orientamento qui ribadito), ha ritenuto che la responsabilità dell’ente nella determinazione del sinistro dipendesse dal cennato mancato intervento manutentivo. Secondo la Corte distrettuale non vi era dubbio, infatti, che, tenuto conto della natura e della tipologia delle cause determinanti il danno, il custode dovesse ritenersi nella specie obbligato a controllare lo stato della strada ed a mantenerla in condizioni ottimali d’impiego, dato che la presenza di fango e detriti a seguito di pioggia torrenziale rappresentava fattore di rischio conosciuto o conoscibile a priori dal custode (Cass. n. 12449/08; Cass. n. 8377/09, in motivazione).       Il Supremo collegio ha confermato la pronuncia di merito, sul presupposto di diritto che l’ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito si presume responsabile, ai sensi dell’art. 2051 cod. civ., dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo connesse  in modo immanente alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, indipendentemente dalla sua estensione, salvo che dia la prova che l’evento dannoso era imprevedibile e non tempestivamente evitabile o segnalabile.


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