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Lo sai che? Errori di progettazione: cosa copre la polizza?

Lo sai che? Pubblicato il 25 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 febbraio 2017

Sono un ingegnere, mi occupo di impianti fotovoltaici e durante la progettazione di un impianto ho commesso un errore. La mia assicurazione non vuole risarcirmi. Cosa posso fare?

Il lettore specifica nel quesito che l’errore che ha commesso concerne la tensione di linea a cui collegare l’impianto fotovoltaico e ha comportato l’acquisto di un trasformatore.

Tale errore è stato da lui individuato prima di collegare l’impianto fotovoltaico con tempestiva sostituzione del trasformatore. Ciò ha comportato:

  1. costo del trasformatore;
  2. spese per la sostituzione del trasformatore (il peso del trasformatore sostituito ha richiesto il noleggio di un adeguato mezzo meccanico per la movimentazione);
  3. mancato guadagno del proprietario dell’impianto per il periodo della sostituzione.

Al problema del lettore è applicabile o il regime che esclude dai rischi assicurati quelli concernenti i danni, derivanti da errori di progettazione, alle opere in realizzazione, su cui e in cui si eseguono i lavori oppure il regime che comprende tra i rischi assicurati anche quelli appena descritti. Nel primo caso i danni descritti nel quesito non sono rimborsabili (e non lo sono nemmeno quelli classificabili come indiretti); nel secondo caso, invece, i danni lamentati sono rimborsabili poiché la polizza sarebbe stata stipulata con estensione della garanzia anche ai danni materiali alle opere in realizzazione, su cui e in cui si eseguono i lavori. Non diversamente nel caso in cui si dovessero classificare gli importi per cui si è chiesto indennizzo non come danni materiali, ma come perdite patrimoniali. Risultano non comprese tra le perdite patrimoniali indennizzabili quelle derivanti da attività di progettazione e/o direzione di lavori, sia quelle conseguenti alla mancata rispondenza delle opere all’uso e necessità cui sono destinate.

Le esclusioni suddette, perciò, ove effettivamente operanti, limitano l’operatività della garanzia, attivata con la sottoscrizione della polizza, esclusivamente alle attività di progettazione, direzione e collaudo qualora da esse derivino conseguenze distinte dai danni materiali e dalle perdite patrimoniali come descritte negli articoli concernenti le esclusioni.

Quanto ad eventuali termini prescrizionali, fatto salvo l’obbligo di denuncia del sinistro entro tre giorni dal verificarsi del sinistro o dal giorno in cui l’assicurato ne ha avuto notizia, valgono i termini sanciti dall’articolo 2952 del codice civile: «Il diritto al pagamento delle rate di premio si prescrive in un anno dalle singole scadenze. Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in due anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda, ad esclusione del contratto di assicurazione sulla vita i cui diritti si prescrivono in dieci anni. Nell’assicurazione della responsabilità civile, il termine decorre dal giorno in cui il terzo ha richiesto il risarcimento all’assicurato o ha promosso contro di questo l’azione.

La comunicazione all’assicuratore della richiesta del terzo danneggiato o dell’azione da questo proposta sospende il corso della prescrizione finché il credito del danneggiato non sia divenuto liquido ed esigibile oppure il diritto del terzo danneggiato non sia prescritto.

La disposizione del comma precedente si applica all’azione del riassicurato verso il riassicuratore per il pagamento dell’indennità».

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte 


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