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Cosa fare se le Poste si rifiutano di darmi i miei soldi?

25 Febbraio 2017
Cosa fare se le Poste si rifiutano di darmi i miei soldi?

Libretto di risparmio postale cointestato a me e a 2 altre persone di cui una morta. Voglio avere lo scorporo della mia quota perché non interessata al rimborso per successione della quota della persona morta. Come fare?

Il primo consiglio pratico che si può dare è quello di verificare il contratto stipulato con Poste italiane. Ciò che il lettore dovrà accertare è innanzitutto se nel contratto fu prevista la clausola di firma disgiunta. Se questa clausola fu inserita, e fatte salve altre eventuali clausole limitative alla facoltà di prelievo e movimentazione delle somme depositate sul libretto, Poste italiane non ha il potere di impedire al cointestatario superstite di prelevare la propria quota di spettanza (che si deve presumere fino a prova contraria eguale alle quote spettanti agli altri cointestatari) e addirittura non potrebbe nemmeno impedire al cointestatario di prelevare l’intera somma giacente se fosse presentata la documentazione idonea a dimostrare la qualità di erede e l’avvenuta presentazione della dichiarazione di successione.

In questo senso si è espresso il Tribunale di Reggio Emilia [1]. In materia simile (libretto bancario cointestato) la Corte di Cassazione [2] ha stabilito che se nel contratto è prevista per i cointestatari la facoltà di compiere disgiuntamente, fino all’estinzione del rapporto, operazione attive e passive (versamenti e prelievi), alla morte di uno dei contitolari gli altri conservano il diritto di chiedere l’adempimento dell’intero saldo del libretto (e, quindi, a maggior ragione, della propria quota di spettanza).

Detto questo, una volta che il lettore abbia accertato:

1) che nel contratto sia prevista la facoltà per i cointestatari di operare disgiuntamente sia per le operazioni attive che passive e

2) che siano invece assenti clausole che limitino, in caso di decesso di uno dei cointestatari, la facoltà per i superstiti di operare sul conto (ad esempio in caso di opposizione degli eredi del cointestatario defunto),

in caso di persistente opposizione da parte di Poste alla volontà di prelevare la quota di sua spettanza, si consiglia di contestare per iscritto, proponendo reclamo (con raccomandata a.r.), la condotta di Poste (il reclamo va presentato all’apposito Ufficio reclami di Poste). Successivamente, se la risposta fosse negativa, insufficiente o mancasse del tutto (decorsi trenta giorni dalla ricezione del reclamo), il lettore può valutare, sulla base degli elementi in possesso e dei dati e delle clausole contrattuali, la possibilità di ricorrere all’Arbitro Bancario e Finanziario (al quale Poste aderisce) al quale è possibile esporre le proprie ragioni per ottenerne un provvedimento che decida della controversia e, in caso di accoglimento, ordini a Poste di consentire il prelievo richiesto.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte 


note

[1] Trib. Reggio Emilia sent. del 27.10.2011.

[2] Cass. sent. n. 12385 del 03.06.2014.


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