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Lo sai che? Prepensionamento: cosa si deve comunicare all’Inps?

Lo sai che? Pubblicato il 25 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 febbraio 2017

Sono in congedo per assistere mia madre; la banca mi ha comunicato che è stata accettata la mia richiesta di prepensionamento. Devo fare qualche comunicazione all’Inps riguardo al congedo?

Al fine di poter rispondere al quesito del lettore è bene chiarire preliminarmente cosa sia il congedo straordinario retribuito e quale sia la sua funzione.

Il congedo straordinario consiste nella possibilità, concessa al lavoratore dipendente, di assentarsi dal lavoro per un periodo massimo di due anni al fine di assistere un familiare affetto da handicap grave o da una malattia grave.

Affinché il lavoratore possa fare richiesta di congedo straordinario è necessario che ricorrano una pluralità di presupposti sia soggettivi che oggettivi. Quanto ai presupposti soggettivi, il congedo può essere richiesto soltanto per assistere un familiare affetto da handicap grave o da una delle seguenti patologie invalidanti:

  • le patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche;
  • le patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;
  • le patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario.

Quanto ai presupposti oggettivi, è necessario che il lavoratore ed il familiare convivano, cioè abbiano la residenza nello stesso Comune ed allo stesso indirizzo e numero civico anche se in interni differenti. È, inoltre, necessario che il familiare bisognoso di cura non sia ricoverato a tempo pieno presso una struttura sanitaria o assistenziale. Per quel che riguarda il profilo retributivo, il lavoratore, durante il periodo di congedo, ha diritto ad un’indennità pari all’ultima retribuzione con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento.

Come risulta evidente dalle brevi indicazioni suesposte, il congedo straordinario biennale è una misura di natura assistenziale prevista dal nostro legislatore al fine di consentire ai cittadini di far fronte agli obblighi morali e materiali nei confronti dei propri familiari senza subire penalizzazioni sul posto di lavoro. Poiché la misura in oggetto si innesta nell’ambito del rapporto di lavoro, essa segue le vicende che attengono il rapporto medesimo ed in particolare quelle relative alla sua cessazione. Secondo una circolare interna dell’Inps, qualora nel periodo di fruizione del congedo straordinario biennale il lavoratore aderisca alla procedura di pensionamento anticipato, entro trenta giorni dal momento in cui il soggetto entra in pensione deve dare comunicazione scritta all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale di qualunque variazione inerente la situazione lavorativa.

Passando adesso a rispondere al quesito posto, al fine di regolare la posizione del lettore nei confronti dell’Inps, entro trenta giorni dal momento in cui accederà al pensionamento, egli dovrà dare comunicazione all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale dello stato di quiescenza con conseguente cessazione del congedo straordinario biennale. La comunicazione dovrà avvenire in forma scritta e dovrà contenere l’indicazione del numero identificativo della domanda di congedo straordinario. La domanda potrà essere presentata in due modi:

– mediante presentazione allo sportello dell’Inps del luogo in cui lui risiede: in questo caso è bene che egli porti con se una copia della lettera su cui far apporre il timbro di avvenuta consegna oppure è opportuno che si faccia rilasciare una ricevuta;

– mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

Quanto all’accesso allo stato di quiescenza, il documento avente ad oggetto “Campagna Esodi 2015 – 2016” prevede che sia il lettore a dover presentare domanda di pensionamento presso l’Inps almeno un mese prima della data di decorrenza del trattamento pensionistico. La comunicazione in oggetto potrà essere data in uno dei due modi prima indicati. Quanto al calcolo dei giorni di ferie non goduti, il documento citato prevede che il lettore debba recarsi presso il responsabile del suo ufficio ed effettuare con quest’ultimo il calcolo del periodo feriale.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Giovanna Pangallo


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