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Lo sai che? Sito internet copiato: come risolvere?

Lo sai che? Pubblicato il 26 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 febbraio 2017

Sono autore e proprietario di in sito internet. Ho scoperto è stato copiato e pubblicato tale quale. Come posso fare per denunciare la truffa e ottenere la rimozione del sito?

L’Autorità Garante nelle Comunicazioni, Agcom consente di denunciare le violazioni del diritto d’autore con un apposito modulo. I tre campi si riferiscono a:

– pec: si tratta una tipologia particolare di posta elettronica, disciplinata dalla legge italiana, che permette di dare ad una email lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ritorno tradizionale;

Codice Ipi (Interested party information): è un identificativo univoco internazionale attribuito a ciascun soggetto interessato nella gestione di diritti d’autore su opere dell’ingegno. L’authority che si occupa della gestione è la Confederazione Internazionale degli Autori e Compositori (Cisac), associazione senza scopo di lucro fondata nel 1928, con sede a Parigi;

– identificativo di iscrizione a società di gestione collettiva: è un codice relativo ad una società di gestione collettiva di diritti d’autore che è un ente, che può avere natura pubblica, privata o ibrida, che si occupa dell’intermediazione dei diritti d’autore e connessi, nonché della raccolta e redistribuzione dei proventi relativi a tali diritti. In genere, tali società ricevono mandato da parte di autori, editori, produttori, interpreti per la gestione e la tutela dei loro diritti e, grazie a questo mandato, concedono in licenza le opere protette e raccolgono i proventi.

Mentre l’indirizzo Pec può essere ottenuto attraverso una rapida procedura presso siti appositi, quali ad esempio Aruba, Pecimprese e così via, per ottenere il codice Ipi e l’identificativo occorre un’iscrizione presso la Confederazione Internazionale degli Autori e Compositori (Cisac) o ogni altro ente di gestione dei diritti di autore.

Il modulo di denuncia Agcom individua come “campo obbligatorio”, contrassegnato con asterisco rosso, solamente l’indirizzo Pec e non gli altri due codici. Per questo motivo, si suggerisce di munirsi di un indirizzo di posta elettronica certificata, con una spesa di pochi euro, e di provvedere all’inoltro dell’istanza [1], in quanto si tratta del metodo più veloce per ottenere il riconoscimento dei propri diritti, in particolare in tema di violazioni perpetrate online. Qualora si voglia, invece, intraprendere un percorso più “tradizionale”, si potrà intimare al gestore del sito usurpatore, con apposita lettera raccomandata, di rimuovere totalmente le pagine indebitamente copiate ed agire giudizialmente, attraverso causa civile e/o penale, al fine di ottenere la cessazione dell’atto lesivo e il risarcimento dei danni subiti.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta 

note

[1] Art. 6 del regolamento approvato con delibera n. 680/13/CONS.

Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 12.03.2004, n. 5089

La fotografia che non si limita alla mera riproduzione di un dipinto, in quanto ne costituisce una rielaborazione, possedendo sufficienti requisiti di creatività, gode della piena tutela offerta dalla legge del diritto d’autore alle opere dell’ingegnno.

Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 04.04.2002, n. 473

Il requisito dell’originalità va interpretato in chiave soggettiva, nel senso che è sufficiente che l’opera sia frutto di uno sforzo intellettuale indipendente.

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