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Lo sai che? Cosa sono le attenuanti

Lo sai che? Pubblicato il 6 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 febbraio 2017

Quasi mai un reato è commesso in modo lineare: di solito sono presenti circostanze particolari che giustificano una diminuzione della pena.

Le attenuanti sono elementi accidentali del reato, ossia circostanze che accompagnano l’azione delittuosa del colpevole, giustificando una diminuzione di pena. Si pensi ad esempio a colui che ha agito perché provocato dalla vittima; oppure al ladro che, dopo aver commesso il fatto, restituisce la refurtiva. Tutte queste vicende fanno sì che il rimprovero per il colpevole debba essere minore rispetto al normale: la pena quindi viene logicamente diminuita dal giudice.

Cosa sono le circostanze del reato?

Prendiamo ad esempio il reato di omicidio: il codice penale afferma che «chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno»[1]. Quella appena citata è la cosiddetta «fattispecie incriminatrice»: in pratica, la descrizione di ciò che la legge considera come reato. Per integrare il delitto di omicidio quindi, occorrono i seguenti elementi:

  • la condotta: ossia il comportamento del colpevole, idoneo ad uccidere;
  • l’evento, cioè la morte della vittima;
  • il nesso causale tra condotta ed evento: in pratica, la morte è derivata a causa dell’azione del reo.

Quelli elencati sono gli elementi strutturali del reato: se manca uno di questi, il delitto di omicidio non si configura. Tuttavia, quasi mai un delitto si consuma in modo così semplice e lineare. Esso è quasi sempre accompagnato da una serie di accadimenti e circostanze, che non possono non incidere sulla pena irrogata dal giudice nel caso concreto.

Sono queste le cosiddette «circostanze del reato» (aggravanti e attenuanti). Come visto, la pena base per l’omicidio non può essere inferiore ad anni ventuno. Tuttavia, se sono presenti aggravanti (ad esempio il delitto è commesso contro un genitore) la pena sarà aumentata dal giudice; viceversa, se ci sono attenuanti (ad esempio il colpevole è stato provocato) la pena verrà diminuita.

Le attenuanti comuni

Le attenuanti, dunque, sono circostanze del reato che giustificano una diminuzione di pena. Nel caso concreto, il rimprovero mosso al colpevole è minore: la sanzione, quindi, viene abbassata. Il codice penale prevede una serie di attenuanti valevoli per tutti i reati presenti (cosiddette «attenuanti comuni»)[2]. Altre invece, sono stabilite solo con riferimento al reato cui si riferiscono (e non sono applicabili agli altri reati). Dando uno sguardo all’elenco attenuanti comuni, ci renderemo conto del perché esse comportino una diminuzione di pena. Le attenuanti comuni sono le seguenti:

  1. aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale (ad esempio furto di un farmaco per curare un bambino malato);
  2. aver agito in stato d’ira, determinato da un fatto ingiusto altrui (ossia l’aver agito perché ingiustamente provocati);
  3. aver agito per suggestione di una folla in tumulto, quando non si tratta di riunioni o assembramenti vietati dalla legge o dall’Autorità, e il colpevole non è delinquente o contravventore abituale o professionale o delinquente per tendenza;
  4. l’avere, nei delitti contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di speciale tenuità, ovvero, nei delitti determinati da motivi di lucro, l’avere agito per conseguire o l’avere conseguito un lucro di speciale tenuità, quando anche l’evento dannoso o pericoloso sia di speciale tenuità;
  5. l’essere concorso a determinare l’evento, insieme con l’azione o l’omissione del colpevole, il fatto doloso (ossia intenzionale) della persona offesa;
  6. l’avere, prima del giudizio, riparato interamente il danno, mediante il risarcimento di esso, e, quando sia possibile, mediante le restituzioni; o l’essersi, prima del giudizio e fuori dal caso preveduto dall’articolo 56, adoperato spontaneamente ed efficacemente per elidere o attenuare le conseguenze dannose o pericolose del reato.

Le attenuanti generiche

Accanto a queste attenuanti, il codice penale prevede anche le cosiddette attenuanti generiche [3]. In pratica il giudice, quando valuta la colpevolezza dell’imputato e sceglie la pena da irrogare, può considerare l’esistenza di altre circostanze (rispetto a quelle appena elencate) al fine di diminuire la sanzione.

Tipico esempio è quello del reato commesso da un soggetto incensurato (ossia privo di precedenti condanne penali). Ancora, si pensi al soggetto che abbia confessato il delitto commesso, o che abbia collaborato con gli inquirenti per chiarire determinati aspetti dello stesso. Se concede le attenuanti generiche, il giudice deve motivare la sua scelta nella sentenza.

note

[1] Art. 575 cod. pen.

[2] Art. 62 cod. pen.

[3] Art. 62 bis cod. pen.


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