Visita fiscale 2017, tutte le novità della riforma

6 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 febbraio 2017



Riforma della visita fiscale: orario uguale per tutti, più visite per la stessa malattia, accertamenti più severi.

Il medico fiscale potrà passare anche tre volte nell’arco dello stesso periodo di malattia, ma non solo: ci sarà una fascia di reperibilità unica per i lavoratori pubblici e privati, mentre gli accertamenti sanitari, che saranno gestiti direttamente dall’Inps e non dalla Asl, saranno più severi e “mirati”. Sono queste le principali novità contenute nel “pacchetto” di decreti correttivi alla riforma Madia [1] sulla pubblica amministrazione.

L’obiettivo è quello di contrastare l’assenteismo e i cosiddetti “furbetti del certificato medico”: i controlli saranno rivolti soprattutto alle cosiddette assenze strategiche, cioè a quelle malattie, non lunghe né gravi, a ridosso del weekend o delle giornate di riposo, nonché alle brevi assenze per malattia reiterate (salvo, ovviamente, il caso in cui ci siano invalidità o particolari patologie in atto che richiedono assenze corte ma frequenti).

Weekend in malattia, visita fiscale tutti i giorni

Al contrario di quanto avviene attualmente, poi, il medico fiscale potrà passare più volte, a prescindere dalla durata della malattia o del verificarsi di situazioni particolari: oggi come oggi, la visita fiscale può avvenire più volte, nell’arco della stessa malattia, solo in caso di ricadute, continuazione della prognosi o nell’ipotesi in cui sia necessario approfondire gli accertamenti, in attesa dei risultati di analisi ed esami.

Con la riforma, invece, saranno probabilmente “prese di mira” le assenze a ridosso dei weekend, dei festivi, o delle giornate di riposo: così, il fatto che il medico fiscale sia passato durante il primo giorno di malattia non comporterà affatto, per il lavoratore, la libertà di uscire da casa e, magari, di farsi una gita o un viaggetto (tralasciamo, in questo contesto, il fatto che un comportamento simile, se scoperto dal datore di lavoro, giustifica comunque il licenziamento, anche se, a seguito della visita fiscale, il dipendente risulta malato). Gli accertamenti sanitari, infatti, potranno essere disposti, nei casi “sospetti”, anche tutti i giorni.

Visita fiscale, il cervellone dell’Inps

Tutto questo sarà possibile grazie a una nuova organizzazione, che farà capo all’Inps e non più alla Asl, e all’incrocio delle banche dati (l’Inps dispone di un sistema computerizzato, in grado di immagazzinare tutti i certificati medici e di riscoprire così le situazioni più a rischio): ci sarà, insomma, un polo unico della medicina fiscale, al quale dovranno fare riferimento sia i lavoratori del settore privato che i dipendenti pubblici.

La riorganizzazione delle procedure servirà anche a garantire la continuità professionale dei 1.300 medici iscritti alle liste speciali per le visite fiscali, rafforzando il regime di convenzione per i professionisti incaricati degli accertamenti, in modo da garantire maggiore specializzazione e lo svolgimento dell’attività in via esclusiva.

Riforma visita fiscale: le nuove fasce orarie

Saranno poi armonizzatele cosiddette fasce di reperibilità, cioè gli orari nei quali i dipendenti devono restare a disposizione del medico fiscale, nel proprio domicilio.

Le fasce di reperibilità, attualmente, sono le seguenti:

  • dalle ore 10 alle ore 12 e dalle 17 alle 19 per i dipendenti del settore privato;
  • dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, per i dipendenti pubblici.

In pratica, mentre la disponibilità, per i lavoratori privati, è pari a 4 ore, per i dipendenti pubblici è pari a 7 ore. Il divario dovrebbe essere superato stabilendo una fascia oraria uguale per tutti, probabilmente non inferiore alle 7 ore, per garantire un maggior numero di controlli.

Riforma visita fiscale: casi di esonero uguali per tutti

La riforma dovrebbe infine completare l’armonizzazione delle ipotesi di esonero dalla visita fiscale (ad esempio per ricovero ospedaliero, o per malattie in cui è a rischio la vita del lavoratore), con casistiche uguali per tutti.

note

[1] L. 124/2015.

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10 Commenti

  1. Disponibilita per visita fiscale di 7 ore, ma se devo fare la spesa, andare in farmacia, o dal medico, chi lo fa? Se uno è solo in casa chi fa tutto questo se non può uscire? Logico che se ho febbre a 40,o una bronchite, ma se ho una scialtagia per esempio è non lavoro in ufficio, ma faccio un lavoro pesante,Non mangio?Non pago le bollette? Non vado in farmacia? Non vado dal medico? Chi mi sa dare una risposta valida? Bisogna valutare anche il lavoro di ogni singola persona. È diverso da una persona che lavora dietro a una scrivania, a chi fa un lavoro usurante, la stessa patologia, per esempio una sciatica, chi è seduto può lavorare, ma chi deve alzare pesi o camminare molto, (tipo un muratore) non è fattibile che lavori. Quindi è tutto sbagliato il concetto.

  2. E chi controlla il medico che fa finta di passare e ti lascia il biglietto che non ti ha trovato in casa (mentre invece lo ero) e dopo essere stato costretto a farmi 60 km x andare a fare la visita mi sono stati tolti i primi 10gg dallo stipendio?

  3. E chi controlla i politici come la signora.ra assessore che ha mandato certificato medico ed era in foto al mare????

    1. Ho 60 anni e sono costretto a fare i turni di notte in fabbrica e restare sveglio però i politici possono dormire in parlamento….spero solo che un giorno possa prendere la mia rivincita sparando loro in bocca

  4. Tutte queste belle regole che inneggiano al buoncostume ed alla prevenzione (che ora si sta trasformando in mera repressione), dovrebbero valere anche per ci ci governa in ogni ambito. Troppo comodo imporre condotte e rigidità, se poi chi le emana, o chi viceversa detiene un po’ di potere si ritiene al di sopra e si auto esonera con un florilegio di pretesti e futili motivi. eE comunque se dobbiamo parificare le regole tra categorie di dipendenti, che lo si faccia anche per l’art. 18 dello statuto, o lì vi sono altre scuse strappalacrime da anteporre. Ma dai finiamola di farci prendere per il culo da una massa di marionette incapaci se non di infliggerci, dazi, modelli da seguire ma solo noi, perdita di diritti, e alienazione di ogni forma di benessere sociale. Mentre loro gongolano, spendono, se ne infischiano di ogni regola, truffano, non vanno nemmeno a lavorare ecc. ecc…

  5. Non è per togliere i furbetti del certificato, ma vogliono dare al datore di lavoro più potere per licenziare e aumentare il tasso di povertà.
    Pubblico e privato sono due settori diversi, poi come ho letto in alcuni commenti, bisogna distinguere il tipo di lavoro che si svolge.

  6. Soprattutto dove sta il decreto interministeriale al quale viene demandata la definizione delle fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le visite di controllo, nonché le modalità per lo svolgimento delle stesse visite e per l’accertamento (anche con cadenza sistematica e ripetitiva) delle assenze dal servizio per malattia?
    Non mi sembra siano state ancora definite queste modalità. Quindi?

  7. Sono un datore di lavoro. ho assunto giovani per fare un lavoro su turni, alla scrivania, ben retribuito. C’è chi – sistematicamente – manda il certificato di malattia negli weekend e quando ci sono i ponti. Vorrei vedere in miniera questi ragazzi, a rompersi la schiena per capire la fatica che si fa. Insieme a loro le famiglie che non hanno insegnato nulla e i medici compiacenti che fanno certificati assurdi.

  8. Lavoro impiegatizio privato:
    la malattia non è retribuita dall inps, ma dal datore di lavoro, per tutta la durata e totalmente.
    Il datore di lavoro deve tenere conto dell esenzione per gravi patilogie ai fini delle visite fiscali o siccome paga lui può controllare il dipendente comunque? è sempre?

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