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Fedina penale sporca: cosa comporta?

27 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 febbraio 2017



Essere pregiudicati significa avere la fedina penale sporca. Ma cosa vuol dire effettivamente? E cosa comporta? Vediamolo in questo contributo.  

Fedina penale: cos’è?

Il certificato penale o fedina penale raccoglie le informazioni su tutte le condanne penali passate in giudicato (cioè definitive e, quindi, non più impugnabili) di ogni singolo cittadino, mentre non vi vengono annotati i procedimenti penali in corso.

Fedina penale sporca: cosa comporta?

Si tratta di un documento molto importante in quanto può essere consultato da diversi soggetti:

  • dalla persona a cui si riferisce,
  • dalle Forze dell’Ordine,
  • dalla magistratura,
  • dalla Pubblica Amministrazione per conoscere eventuali ragioni di incompatibilità del soggetto con cariche elettive o con la partecipazione a concorsi pubblici. Vi sono, infatti, dei reati che, qualora accertati definitivamente, possono ostacolare al cittadino l’ammissione ai concorsi pubblici o anche impedire, più o meno parzialmente, l’esercizio dell’elettorato attivo e passivo (cioè di votare e essere votato);
  • dai datori di lavoro per conoscere il passato di una persona a cui si legano contrattualmente tramite l’assunzione.

Esistono, in buona sostanza, due fedine penali: quella cosiddetta “a uso privati” e quella “a uso giustizia”. La prima è normalmente richiesta in caso di concorsi, assunzioni o colloqui di lavoro: ad uso di privati, appunto. In questa sono riportate solo alcune condanne, non tutte.

La seconda, invece, è quella che viene richiesta in casi molto particolari e che, comunque, viene esaminata nel caso di un processo dal giudice che deve essere sempre aggiornato sui precedenti di un imputato: nella sua decisione potrebbero avere un valore importante. Perciò, in questa seconda fedina “a uso giustizia” entrano e si iscrivono praticamente tutte le condanne che una persona, nella sua vita e fino agli ottant’anni, ha riportato.

Diverso dalla fedina penale è il certificato dei carichi pendenti che permette di conoscere solo i procedimenti attualmente in corso a carico di un cittadino. Può, esattamente come la fedina, essere richiesto dall’interessato, dalle pubbliche amministrazioni, dalle autorità giudiziarie penali. Ha una validità pari a sei mesi partendo dalla data di rilascio, è esente dal bollo e richiede una spesa pari a 3,54 euro. Viene rilasciato gratuitamente se inerente alle pratiche di adozione, di riparazione d’errore giudiziario, per le controversie lavorative. Per approfondire, si legga Casellario giudiziale e carichi pendenti: cosa sono.

Fedina penale: cosa vuol dire essere pregiudicato?

Essere pregiudicati significa avere precedenti penali: in pratica, si è pregiudicati solo quando è presente una iscrizione nel casellario giudiziale, dopo che il processo si è chiuso e la sentenza o decreto penale di condanna sono definitivi. In tutte le altre ipotesi semplicemente si ha un carico pendente, cioè un procedimento in corso che ancora non si è chiuso. Nel momento in cui il procedimento/processo si concluderà con una condanna e questa diventerà definitiva, l’iscrizione verrà cancellata dai carichi pendenti e passerà nel casellario giudiziale.

Fedina penale sporca: si può ripulirla?

Per rispondere a questa domanda occorre premettere che il casellario è sostanzialmente un archivio dove viene trascritta la storia delle condanne penali passate in giudicato di un cittadino. Basta leggerlo, quindi, per conoscere giudizialmente una persona, apprenderne i precedenti penali e capirne, ad esempio, l’affidabilità per un determinato lavoro.

Le condanne passate in giudicato vengono tutte iscritte sul casellario ma non tutte sono visionabili da parte del cittadino, questo perché per alcuni reati meni gravi o per determinati tipi di sentenze (ad esempio il patteggiamento) è concesso il beneficio della non menzione nel casellario. In altri termini, bisogna distinguere due tipi di casellario a seconda da chi viene richiesto:

  • se viene richiesto dal cittadino (cioè dallo stesso soggetto interessato) quest’ultimo si ritroverà tra la mani un certificato parziale, che non mostra tutte le iscrizioni. Saranno, ad esempio, escluse la sentenze di patteggiamento, i decreti penali di condanna e le condanne con le quali è stato concesso il beneficio della non menzione nel casellario. L’obiettivo è quello di non pregiudicare il cittadino che ha subito una condanna per un reato lieve. Facciamo un esempio: se Tizio è stato condannato per diffamazione ed ha beneficiato della non menzione nel casellario, il certificato penale richiesto da lui e consegnato al suo datore di lavoro non riporterà tale condanna. Attenzione: non vuol dire che la condanna non è iscritta nel casellario, ma semplicemente che non è visibile agli occhi del cittadino privato;
  • se il casellario è richiesto dall’autorità giudiziaria o dall’amministrazione pubblica, quest’ultimi potranno accedere alla versione integrale del certificato penale e leggere così tutte le iscrizioni presenti.

Ad eccezione di alcune ipotesi particolari (ad esempio, le condanne emesse dal giudice di pace per reati lievi), le iscrizioni non si cancellano: in pratica, l’iscrizione/precedente penale sarà sempre presente nel casellario e produrrà i suoi effetti per sempre. Tuttavia, per limitarne gli effetti negativi, si può ricorrere alla riabilitazione o all’incidente di esecuzione in caso di patteggiamento o decreto penale di condanna. In questo modo, pur non cancellando l’iscrizione, accanto ad essa verrà aggiunta una dicitura che reciterà “reato estinto” e il precedente non avrà più alcun effetto, ripristinando la facoltà giuridiche perse con la condanna.

Ricapitolando:

  • se il reato è lieve e si sono realizzate determinate condizioni (ad esempio, sono decorsi 10 anni dalla condanna emessa dal giudice di pace) è possibile chiedere la cancellazione dell’iscrizione, intendendo per tale l’effettiva eliminazione dell’iscrizione;
  • per tutti gli altri reati, non è possibile eliminare l’iscrizione ma si può neutralizzare gli effetti negativi del precedente penale.

Come chiedere il certificato penale?

La richiesta va presentata dall’interessato, o da persona da lui delegata, muniti di documento di riconoscimento in corso di validità, utilizzando l’apposito modello. La richiesta può essere presentata personalmente o per posta. I cittadini extracomunitari sprovvisti di passaporto devono presentare la copia del permesso di soggiorno.

Il certificato ha una validità di 6 mesi dalla data di rilascio e, per averlo, occorre effettuare i seguenti pagamenti:

  • 3,84 euro per diritti di certificato;
  • 16 euro per bollo (una marca da bollo ogni due pagine di certificato);
  • 3,84 euro per diritti di urgenza se il certificato è richiesto con rilascio nella stessa giornata.

Il rilascio del certificato avviene, invece, gratuitamente (con esenzione dal pagamento sia del bollo che dei diritti di certificato) quando è richiesto, tra gli altri:

  • per essere esibito nelle procedure di adozione, affidamento di minori;
  • per essere esibito nelle controversie di lavoro, previdenza ed assistenza obbligatorie;
  • per essere esibito in un procedimento nel quale l’interessato è ammesso a beneficiare del gratuito patrocinio;
  • per essere unito alla domanda di riparazione dell’errore giudiziario.
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1 Commento

  1. m.grazia,per controversie lavorative, e’ possibile avere il certificato penale giudiziario di un altra persona che in tribunale ha giurato il falso?grazie in anticipo!

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