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Lo sai che? Posso pignorarmi tutta la busta paga?

Lo sai che? Pubblicato il 28 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 febbraio 2017

Sulla mia busta paga ho diverse trattenute per mantenimento, mutuo, finanziaria non pagata, ecc… non mi resta quasi nulla. È lecito tutto questo?

Occorre prendere a riferimento la normativa introdotta in materia di pignoramenti di pensioni e stipendi [1] che ha modificato in codice di procedura civile [2]: la nuova disciplina parte dalla individuazione di una soglia minima, che possiamo definire vitale, pari all’importo dell’assegno sociale (quella che un tempo si chiamava la pensione sociale). L’importo dell’assegno sociale, allo stato, è di € 448,52 corrisposto per 13 mensilità. La disciplina è differente a seconda se le somme da pignorare sono già presenti sul conto corrente o non ancora, perché riguardano stipendi ancora da ricevere. Per le somme già presenti, il minimo impignorabile è pari a 3 volte il valore dell’assegno sociale (vale a dire 448.52 x 3 = 1345,56). Della differenza può essere pignorato 1/5. Facciamo un esempio: Tizio ha sul conto corrente 5000 euro. Da questa somma va decurtata la cifra di 1345.56 (il minimo vitale pari a 3 volte l’assegno sociale). Restano sul conto liberi 5000-1345.56=3654.44. Di questa può essere pignorato 1/5.

Per le somme ancora da ricevere vale la regola secondo la quale è impignorabile la quota pari ad 1 volta e ½ l’assegno sociale cioè 448.52 + (448.52/2)= 672.78.

In buona sostanza, tenendo conto delle regole cui si è fatto riferimento, è impignorabile e, perciò, non assoggettabile a prelievo da alcun creditore ed a nessun titolo, la somma pari ad euro 672,28 in riferimento a tutte le “voci” dello stipendio, ivi comprese quelle a titolo di indennità comunque legate e connesse al rapporto di lavoro.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Antonio Ciotola

note

[1] D.l. n. 83 del 27.06.2015.

[2] In particolare, l’art. 13, d.l. n. 83 del 27.06.2015 ha introdotto un nuovo comma all’art. 545 cod. proc. civ.: «Le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, […] nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, quando l’accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento; quando l’accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, le predette somme possono essere pignorate nei limiti previsti dal terzo, quarto, quinto e settimo comma, nonché dalle speciali disposizioni di legge. Il pignoramento eseguito sulle somme di cui al presente articolo in violazione dei divieti e oltre i limiti previsti dallo stesso e dalle speciali disposizioni di legge è parzialmente inefficace».


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