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Sono pieno di debiti: cos’è la Legge Salva Suicidi?

28 febbraio 2017


Sono pieno di debiti: cos’è la Legge Salva Suicidi?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 febbraio 2017



Mi hanno pignorato la casa che è stata venduta all’asta. Banca e condominio sono stato soddisfatti ma il mio debito resta alto. Posso utilizzare la Legge Salva Suicidi? O altro? 

Il lettore può essere rassicurato sul fatto che la gran parte dei tribunali pone come requisito alla utilità di continuare – o meno – la procedura esecutiva la probabilità di recuperare le spese. Cosa che, nel caso in esame, è presente e legittima il provvedimento di rigetto. Le spese, quasi certamente, verranno recuperate e, quasi sicuramente, rimarrà un esubero che andrà a scomputo del maggior debito dell’esecutato.

Da un sommario esame degli atti trasmessi, poi, non emergono particolari motivi di nullità tali da giustificare un’eventuale opposizione in grado, intanto, di sospendere la procedura e, eventualmente, di farla annullare.

La prima cosa da fare è verificare se, nelle pieghe del procedimento in corso, vi siano passaggi non conformi a legge e tentare, quindi, di annullare il tutto.

Nel quesito viene posta una precisa problematica: la dichiarazione dei creditori di ritenere utile la prosecuzione della procedura poiché dalla stessa verranno certamente coperte le relative spese lascia aperto qualche spiraglio alla chiusura totale e definitiva delle posizioni debitorie? Posta la questione in questi termini, la risposta non può che essere negativa. Il pagamento del residuo debito non è oggetto di rinuncia da parte dei creditori i quali, finita la procedura, potranno avviarne altre per il resto. Non esclusa la possibilità di un pignoramento sullo stipendio. Non si può pensare, infatti, di configurare una rinuncia implicita al residuo, solo perché i creditori hanno dichiarato in udienza di voler proseguire l’esecuzione in quanto essa avrebbe consentito di recuperare le spese anticipate.

Il codice di procedura civile [1], prevedendo la possibilità di una chiusura anticipata del procedimento esecutivo, pone come parametri di valutazione anche le probabilità di recupero delle spese, oltre che di previsione sia del prezzo di vendita dell’immobile pignorato, che delle stesse possibilità di giungere alla vendita.

A questo punto, la risposta alle domande del lettore: il debitore si troverà a dover pagare tutta la rimanenza o c’è un modo per chiudere la partita? La chiusura della procedura con la distribuzione delle somme ricavate non estingue tutto il debito, che rimane vivo per il residuo non riscosso. Dobbiamo pertanto concludere che nel caso che stiamo esaminando il debitore si trova a dover pagare il residuo di un mutuo (ed anche delle spese condominiali passate) che copre il valore di un immobile che non ha più.

L’unica possibilità che rimane è quella di tentare di limitare al massimo le somme residue da restituire mediante la procedura di esdebitazione. La legge consente, infatti, non solo agli imprenditori, ma anche ai consumatori che si trovino in una situazione grave difficoltà economica tale da renderli incapaci di poter provvedere al pagamento dei propri debiti, di poter ricorrere alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento attraverso la conclusione di un accordo con i creditori oppure, in alternativa, di poter chiudere la loro posizione con la procedura di liquidazione di tutti i loro beni. In questi casi il debitore – sia esso un imprenditore o un consumatore – può essere ammesso al beneficio della liberazione dei debiti residui nei confronti dei creditori (si legga: Esdebitazione: requisiti e vantaggi). Deve essere preliminarmente valutata la circostanza riguardante il comportamento precedente del debitore: ha contratto debiti che sapeva di non poter onorare? O, viceversa, la situazione si è modificata con il tempo rendendo impossibile di farvi fronte? Nel caso esaminato, la situazione personale e finanziaria del debitore è alquanto critica: un periodo di disoccupazione seguito da un impiego a tempo determinato. Ma prima? La concessione del mutuo bancario avrà presupposto l’esistenza del requisito della solvibilità e, pertanto, il peggioramento sarà stato successivo. Questo presupposto consente di andare oltre nella disamina delle possibilità offerte dalla legge sul cosiddetto fallimento del consumatore [2]: una nuova procedura che consente al debitore persona fisica o comunque escluso dalla legge fallimentare, di trovare un accordo con il creditore davanti al giudice e, in caso di mancato raggiungimento dell’accordo, di conferire al giudice la possibilità di decidere su cosa e quanto versare ai creditori. Tra l’altro il Tribunale di Varese ha assunto dei provvedimenti che, al riguardo, sono molto interessanti anche relativamente ai rapporti di un cittadino con l’Ente della Riscossione. Una volta valutata l’effettiva situazione del debitore circa la possibilità di onorare il debito, il tribunale ha deciso di ridurre di circa l’87% l’ammontare del dovuto. La riduzione del debito non è temporanea, ma definitiva, poiché la legge sul sovraindebitamento, consente il risanamento totale dei debiti. La procedura va avviata rivolgendosi ad un organismo di composizione della crisi o ad un professionista abilitato, che può essere un commercialista, un avvocato o un notaio e proponendo un piano di rientro (totale o, nel nostro caso, parziale). Se l’accordo viene approvato dal giudice, il debitore ha la cosiddetta esdebitazione che permette di ridurre il debito a quanto effettivamente è in grado di pagare in base alle sue disponibilità.

Quali sono i presupposti oggettivi per proporre il sovraindebitamento? Il debitore deve trovarsi in stato di sovraindebitamento che è:

1) situazione prolungata nel tempo di uno squilibrio tra gli obblighi assunti e il suo patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni;

2) definitiva incapacità ad adempiere alle obbligazioni in modo regolare.

Per quali debiti non si ha diritto all’esdebitazione?

  • Debiti che derivano da obblighi di mantenimento e alimentari;
  • debiti da risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, sanzioni penali ed amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti;
  • debiti fiscali anche se contratti prima del decreto di apertura delle procedure del sovraindebitamento, ma successivamente accertati.

Si tratta di valutare, nel caso concreto, l’esistenza dei requisiti e di predisporre un quadro riepilogativo di tutta la situazione finanziaria e debitoria dell’interessato.

Cosa fare in definitiva? Giunte a questo punto le cose, non rimane altro da fare che promuovere una procedura di esdebitazione, cercando di limitare al massimo le somme residue da pagare e, se del caso, proponendo un pagamento rateale. Nulla impone al tribunale di accogliere la relativa istanza, anche se da un primo esame della vicenda sembrano sussisterne i presupposti.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Vincenzo Rizza

note

[1] Art. 164 bis disp. att. cod. proc. civ.

[2] L. n. 3 del 27.01.2012.


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1 Commento

  1. Salve, sono disperato perchè da quando ho perso il lavoro e cioè nel 2011 mi sono indebitato in un modo assurdo. Ho debiti per circa 15000€, tra cui 2 finanziare, Serit(Equitalia in Sicilia)ed altro. Ora un finanziamento di 6100€ erogato nei miei confronti da Unicredit nel 2011 e pagato fino a che lavoravo si era ridotto a 3600€ ma poi non sono più riuscito a pagarlo. Questa pendenza è rimasta tale dal 2012 fino a Luglio 2016 quando mi contatta un’ agenzia recupero crediti siciliana privata che mi porta un conto di ben 4400€, cioè un aumento di ben 800€. Io intimorito accettai di rifinanziare il debito con rate di 200€ al mese pagando loro marca da bollo e 200€ di anticipo sul totale. Solo che poi quel poco di lavoro che avevo in questi mesi è andato a scarseggiare ancora di più e non sono più riuscito a pagare nemmeno una rata. Sono indietro di bene 6 rate. E da qui ha inizio una sorta di stalking fatto dii intimidazioni, minacce ecc ecc. Ho proposto di chiudere a saldo e stralcio con un totale di 2000€(me li facevo prestare) o di pagare a rate ma i 3600€ dovuti e non i 4400€. Mi è stato rifiutato tutto. Sono disperato. Non so come liberarmene. Al momento è un giorno che non sto rispondendo al telefono. Grazie in anticipo. Cordiali saluti.

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