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Come evitare la demolizione di un abuso edilizio


Come evitare la demolizione di un abuso edilizio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 febbraio 2017



Chi ha commesso un abuso edilizio ed è stato raggiunto dall’ordine di demolizione della costruzione può chiedere la sospensione dell’ordine in attesa di modifica del piano urbanistico.

È vero, contro il procedimento penale per abuso edilizio c’è sempre la possibilità di salvarsi con la prescrizione del reato (4 anni o 5 se c’è stato il rinvio a giudizio), mentre l’ordine di demolizione non scade mai e può essere impartito anche dopo numerosi anni [1]; ma una recente sentenza della Cassazione [2] apre una speranza anche per chi vuol conservare la costruzione abusiva e preferisce non abbatterla. Secondo infatti la pronuncia in commento, l’autore dell’abuso può sempre chiedere una sospensione dell’ordine di demolizione in attesa di modifica del piano urbanistico. Ciò, almeno, quando si tratta di piccoli abusi, ossia di opere di modesta portata (come, ad esempio, un piccolo sottotetto, le tramezzature e la tamponatura di finestre). In questo modo chi vuol evitare la demolizione di un abuso edilizio potrebbe trovare gioco facile. Ma procediamo con ordine.

Chi commette un abuso edilizio, oltre a subire il procedimento penale per il reato, riceve anche la sanzione accessoria dell’ordine di demolizione della costruzione edificata in violazione delle norme urbanistiche. L’esecuzione di tale ordine [3] avviene sotto la vigilanza della magistratura, che utilizza ausiliari tecnici e seleziona imprese. Come anticipato, l’ordine di demolizione non si prescrive mai e può essere emesso dal Comune anche dopo numerosi anni. Qualora l’immobile dovesse essere venduto a un’altra persona, quest’ultima resterebbe soggetta all’obbligo di demolizione benché non sia stata autrice dell’illecito (potrà tutt’al più salvarsi dal procedimento penale per l’abuso edilizio qualora non abbia partecipato al reato, chiedendo espressamente al proprietario la realizzazione del manufatto).

Dopo la condanna per l’abuso edilizio, di norma il giudice penale nomina un perito che individua le modalità pratiche per eseguire l’ordine di demolizione. In questo frangente l’autore dell’abuso – a detta della Cassazione – può chiedere la sospensione dell’esecuzione penale dell’ordine di demolizione, se dimostra la probabile approvazione di una sua richiesta di rilascio di permesso a costruire in sanatoria, a sua volta connessa a una pianificazione in corso di approvazione.

La Cassazione ricorda che in caso di condanna per abuso edilizio, per aver cioè realizzato una costruzione senza prima aver chiesto la concessione edilizia, l’ordine del giudice di demolizione delle opere deve essere sempre mantenuto, salvo risulti che:

  • la demolizione sia già avvenuta,
  • l’abuso sia stato sanato sotto il profilo urbanistico
  • o che il consiglio comunale abbia deliberato che le opere devono essere conservate in funzione di interessi pubblici prevalenti sugli interessi urbanistici [4].

Tuttavia, sostiene la Suprema Corte, la demolizione può essere sospesa anche in vista della futura approvazione di una delibera comunale incompatibile con la prescritta demolizione.

In pratica, la sospensione della demolizione non scatta solo se già sono presenti provvedimenti amministrativi incompatibili con essa, ma anche se vi è il semplice avvio di una procedura destinata poi ad evolversi in adozione di atti amministrativi incompatibili con il provvedimento demolitorio.

note

[1] Cass. sent. n. 9949/2016.

[2] Cass. sent. n. 5454/2017.

[3] Art. 31 co. 9 Dpr 380/2001.

[4] Art. 36, co. 5 del Dpr n. 380/2001.

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