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La società di consulenza per i medici

1 Mar 2017


La società di consulenza per i medici

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Mar 2017



Sono medico e cittadina italiana e vorrei avviare un’attività di consulenza in ambito salute tramite l’apertura di una start-up e l’assunzione di un cittadino turco. Come fare?

L’attività posta in essere dalla lettrice è un’attività libero professionale e, pertanto, la forma più consona al suo esercizio è quella di aprire una partita iva come medico. In tal caso, si evidenzia che il professionista si può avvalere sempre della collaborazione di altri professionisti da cui, al termine, riceverà fattura per prestazione professionale.

Orbene, la possibilità di esercitare l’attività professionale avvalendosi di società, per quanto oggi riconosciuta, si adatta a realtà di medio-grandi dimensioni. In ogni caso, il costo per la costituzione di una srls è di circa 400 euro ma i costi di gestione annua sono ben più elevati, in quanto sono a tutti gli effetti analoghi a quelli di una srl ordinaria (309,87 euro per tasse di vidimazione libri sociali, 200 euro diritti camera di commercio, deposito bilanci, ecc…).

Infine, per quel che riguarda la collaborazione con un professionista turco, si ricorda che un cittadino turco per lavorare in Italia deve richiedere un valido permesso che, una volta ottenuto, gli consentirà di aprirsi una partita iva per svolgere la propria attività. Circa le modalità per richiedere ed ottenere il valido permesso di ingresso in Italia, occorre rivolgersi alle competenti autorità. Nulla vieta ad un professionista turco di prestare la propria attività in favore di un soggetto italiano.

Per quanto riguarda la possibilità che un soggetto extracomunitario diventi socio di una società italiana, non esiste alcuna preclusione; una società italiana può distribuire utili e non introiti ai soci in proporzione alle quote di partecipazioni detenute, sempre che non esistano perdite da coprire, in misura pari all’utile netto annuo conseguito, dedotta la quota da accantonare obbligatoriamente alla riserva legale ( 5% dell’utile netto finché la riserva legale non è pari al 20% del capitale sociale). Infine, nelle srl il conto corrente della società è autonomo e distinto rispetto a quello dei singoli soci e la sede legale della società può essere indicata ovunque mentre è la sede operativa che deve necessariamente avere le autorizzazioni inerenti l’esercizio dell’attività che deve essere di fatto esercitata.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Barbara Carbognani 


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