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Come mettersi al riparo da debiti futuri?

9 febbraio 2017


Come mettersi al riparo da debiti futuri?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 febbraio 2017



Ho messo dei risparmi in un fondo assicurativo. Ora voglio mettere al sicuro questi soldi, spostandoli sul c/c che mia moglie ha per conto suo. Come fare senza allertare il Fisco?

Se il lettore ancora non ha maturato alcun debito nei confronti dello Stato, allora la disposizione patrimoniale a favore della moglie o dei figli non potrà che essere regolare e nessuno gli potrà contestare l’operazione. Pertanto, se le tasse o i contributi in questione devono ancora formarsi non ci saranno problemi per lui e per il denaro finora risparmiato. Oltretutto, può immaginare che l’ente preposto al recupero, fino a quando non avrà l’incarico di gestire la sua pratica, non potrà venire a conoscenza delle operazioni patrimoniali apportate sul suo conto. Inoltre, qui parliamo di denaro liquido e non di trasferimenti fittizi di immobili (o beni mobili registrati); pertanto, avendo questa disponibilità patrimoniale liquida, il lettore potrebbe – senza creare tanto rumore – spostare il capitale nel conto corrente di sua moglie che, non essendo più in comunione legale di beni con lui, non potrà essere intaccata dal creditore istante. Viceversa, se la sua posizione debitoria è ben che cristallizzata, allora la situazione cambia. Difatti, in questo caso, l’ente preposto a recuperare i crediti vantati dallo Stato, avrà già il monitoraggio delle possidenze e dei conti correnti della società di cui il lettore è legale rappresentante, oltre che di quelli collegati ai suoi soci (essendo una snc, risultano illimitatamente responsabili). E così un eventuale bonifico sospetto a favore dei familiari risalterebbe subito agli occhi del controllore che provvederebbe con un’azione revocatoria a citare il lettore in giudizio per far dichiarare l’inefficacia della disposizione contestata. Si ricordi, comunque, che essendo la sua una società in nome collettivo, eventuali debiti sorti in capo alla compagine andranno a ricadere direttamente sui soci. Pertanto, il lettore in futuro dovrà prestare attenzione nella gestione dei suoi guadagni: dovrà evitare di avere denaro in conto corrente, non potrà intestarsi case, né automobili (o motoveicoli), né potrà essere titolare di quote o azioni. Insomma, per non essere in futuro esecutato, dovrà rinunciare a molte cose. In più, col passare del tempo, questi debiti aumenteranno e se la sua società risulterà fallibile, subirà anche la relativa istanza con conseguente perdita del lavoro e dei frutti fino a quel momento raccolti.

Quello che, sicuramente, si consiglia, se vuole salvaguardare il patrimonio, è che il lettore provveda al più presto a spogliarsi del capitale racimolato con fatica durante gli anni. Ma di farlo poco per volta, in modo tale da evitare segnalazioni da parte di banche che, così facendo, accenderebbero un campanello d’allarme in casa Agenzia delle Entrate. Dopodiché, se avrà la possibilità di rientrare dal suo debito, egli dovrà cercare di farlo, anche usufruendo degli strumenti preposti dalla legge (ad esempio, un piano di rientro concordato con l’Agenzia delle Entrate.  Altrimenti, una valida alternativa potrebbe essere porre in liquidazione la società, onde evitare che quei debiti con lo Stato si moltiplichino in ulteriori debiti con fornitori e privati in genere, per poi addossarsi esclusivamente nelle sue tasche.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla 


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