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Incidente, quando il risarcimento va chiesto alla propria assicurazione?

8 febbraio 2017


Incidente, quando il risarcimento va chiesto alla propria assicurazione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 febbraio 2017



Rc auto, risarcimento diretto anche quando ci sono più di due veicoli coinvolti, a meno che la responsabilità sia di più automobili.

Incidenti stradali: dopo circa 10 anni dall’introduzione del cosiddetto «risarcimento diretto» (quello cioè in cui la pratica di risarcimento va inoltrata alla propria assicurazione e non a quella del danneggiante), la Cassazione reinterpreta la legge, ampliando il suo campo di applicazione e facendovi rientrare anche gli incidenti che vedono coinvolte più di due auto (a differenza di quanto sino ad oggi si è creduto). Adesso sarà quindi possibile utilizzare il sistema del risarcimento diretto anche quando nel sinistro stradale siano rimaste danneggiate più di un’auto; resta invece esclusa solo l’ipotesi in cui i conducenti degli ulteriori mezzi coinvolti abbiano una loro responsabilità. Ma procediamo con ordine e vediamo meglio quando il risarcimento va chiesto alla propria assicurazione.

Quando il risarcimento dell’incidente va chiesto alla propria assicurazione?

Vediamo subito i presupposti per l’applicazione della procedura del risarcimento diretto. Esso scatta unicamente in presenza delle seguenti circostanze:

  • incidente avvenuto in Italia tra due veicoli a motore;
  • i veicoli devono essere identificati ed assicurati per la rca (in caso contrario, a liquidare il risarcimento sarà il Fondo di Garanzia Vittime della Strada);
  • le lesioni riportate dal conducente devono essere di «lieve entità» ossia non superiori al 9% di invalidità. Invece per i danni al veicolo o alle cose di proprietà dell’assicurato o del conducente non ci sono limiti;
  • assenza di coinvolgimento di «altri veicoli responsabili».

È proprio su quest’ultimo aspetto che si è focalizzata la recente ordinanza della Cassazione [1]. Come abbiamo anticipato, secondo la Corte, il risarcimento diretto dei danni si può applicare anche negli incidenti stradali che vedono coinvolti più di due veicoli (auto o moto), a condizione che il responsabile sia uno solo. Se invece, nel tamponamento a catena o negli scontri tra più di un’auto, c’è più di un responsabile, allora il danneggiato dovrà rivolgere la richiesta di risarcimento all’assicurazione delle controparti.

La nuova interpretazione sposata dalla Suprema Corte si basa sull’interpretazione letterale della legge [2]: questa stabilisce testualmente che la procedura di risarcimento diretto è applicabile in caso di «collisione avvenuta nel territorio della Repubblica tra due veicoli a motore identificati e assicurati per la responsabilità civile obbligatoria dalla quale siano derivati danni ai veicoli o lesioni di lieve entità ai loro conducenti, senza coinvolgimento di altri veicoli responsabili». Non, quindi, semplicemente «altri veicoli», bensì «altri veicoli responsabili». Con la conseguenza che, se il responsabilità dell’incidente è di un solo soggetto, resta fermo il sistema dell’indennizzo diretto. Alla luce di ciò, si legge in sentenza, il risarcimento diretto «è ammissibile anche in caso di collisione che abbia riguardato più di due veicoli, con esclusione della sola ipotesi in cui, oltre al veicolo dell’istante (cioè di chi, ritenendosi danneggiato, chiede il risarcimento, ndr) e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, siano coinvolti ulteriori veicoli (i cui conducenti siano) responsabili del danno».

Resta fuori solo il caso in cui ci siano anche altri responsabili, in aggiunta a quello cui il risarcimento è stato chiesto.

A quali incidenti si applica la procedura di indennizzo diretto?

I sinistri per i quali si può procedere alla richiesta di risarcimento tramite la propria assicurazione sono quelli che coinvolgono i seguenti veicoli:

  • veicoli immatricolati in Italia,
  • veicoli immatricolati nella Repubblica di San Marino e Città del Vaticano, a condizione che siano assicurati con imprese con sede legale nello Stato italiano o con imprese che esercitino l’assicurazione obbligatoria responsabilità civile auto ai sensi degli articoli 23 e 24 del codice e che abbiano aderito al sistema del risarcimento diretto (Card).

Come si fa la richiesta di risarcimento alla propria assicurazione?

Ad essere legittimato a richiedere il risarcimento del danno è il danneggiato (il proprietario o il conducente) che si ritenga non responsabile in tutto o in parte del sinistro. Quindi il sistema dell’indennizzo diretto è possibile anche in caso di concorso di colpa del danneggiato.

Il danneggiato deve inviare la richiesta di risarcimento alla propria assicurazione tramite:

  • lettera raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • consegna a mano;
  • telegramma;
  • telefax;
  • pec (posta elettronica certificata);
  • e-mail, salvo esplicita esclusione contrattuale di tale forma.

La lettera deve indicare:

  1. a) Danni al veicolo o alle cose:
  • i nomi degli assicurati;
  • le targhe dei due veicoli coinvolti;
  • la denominazione delle rispettive imprese;
  • la descrizione delle circostanze e delle modalità del sinistro;
  • le generalità di eventuali testimoni;
  • l’indicazione dell’eventuale intervento degli Organi di polizia;
  • il luogo, i giorni e le ore in cui le cose danneggiate sono disponibili per la perizia diretta ad accertare l’entità del danno.
  1. b) Lesioni personali (oltre ai dati di cui alla lettera a):
  • l’età, l’attività e il reddito del danneggiato;
  • l’entità delle lesioni subite;
  • la dichiarazione circa la spettanza o meno di prestazioni da parte di istituti che gestiscono assicurazioni sociali obbligatorie;
  • l’attestazione medica comprovante l’avvenuta guarigione, con o senza postumi permanenti;
  • l’eventuale consulenza medico-legale di parte, corredata dall’indicazione del compenso spettante al professionista.

Se la richiesta è incompleta, l’assicurazione, entro trenta giorni dalla ricezione, invita il danneggiato a fornire le integrazioni e i chiarimenti necessari per la regolarizzazione della richiesta. In tali casi, i termini per la formulazione dell’offerta o per la comunicazione della mancata offerta sono sospesi fino alla data di ricezione delle integrazioni e dei chiarimenti richiesti.

Entro quanto tempo l’assicurazione deve rispondere alla richiesta di risarcimento?

L’assicurazione del danneggiato è tenuta a formulare una congrua offerta di risarcimento o, in alternativa, a comunicare in forma specifica i motivi che impediscono di formulare l’offerta risarcitoria. La legge prevede termini diversi:

  1. novanta giorni, nel caso di lesioni alle persone;
  2. sessanta giorni, nel caso di danni riguardanti solo i veicoli o le cose;
  3. trenta giorni, nel caso di danni ai veicoli o alle cose, qualora il modulo di denuncia del sinistro (cosiddetto Cid) sia sottoscritto da entrambi i conducenti coinvolti nel sinistro.

Se il danneggiato dichiara di accettare la somma offerta, l’impresa di assicurazione provvede al pagamento entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione e il danneggiato è tenuto a rilasciare quietanza liberatoria valida anche nei confronti del responsabile del sinistro e della sua impresa di assicurazione.

L’impresa di assicurazione, entro quindici giorni, corrisponde la somma offerta al danneggiato che abbia comunicato di non accettare l’offerta o che non abbia fatto pervenire alcuna risposta. La somma in tale modo corrisposta è imputata all’eventuale liquidazione definitiva del danno.

note

[1] Cass. ord. n. 3146/2017.

[2] Dpr 254/2006 art. 1, co. 1, lettera d).

Autore immagine: 123rf com

Per scaricare la sentenza clicca qui

Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza 24 gennaio – 7 febbraio 2017, n. 3146
Presidente Spirito – Relatore Tatangelo

Fatti di causa

B.M. agì in giudizio nei confronti di I.M. e la propria compagnia assicuratrice della responsabilità civile Axa Assicurazioni S.p.A. per ottenere che la prima venisse dichiarata esclusiva responsabile di un incidente stradale avvenuto in data 10 marzo 2009 e la seconda venisse condannata a pagarle il risarcimento dei danni subiti, ai sensi dell’art. 149 del codice delle assicurazioni private (decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209).
La I. ed il conducente dell’autovettura di questa, L.B.V. (intervenuto volontariamente nel giudizio), chiesero a loro volta, in via riconvenzionale, il risarcimento dei danni subiti in conseguenza dell’incidente nei confronti della compagnia assicuratrice convenuta e dell’attrice, assumendone l’esclusiva responsabilità.
Il Giudice di Pace di Taranto dichiarò improponibile la domanda della B. e, accertato il concorso di responsabilità di questa e del conducente dell’autovettura della I. per l’incidente in questione, rispettivamente nella misura del 70% e del 30%, condannò in solido l’attrice e la sua compagnia assicuratrice a risarcire i danni subiti dalla stessa I. e dal L.B. .
Il Tribunale di Taranto ha confermato la decisione di primo grado.
Ricorre la B. , sulla base di un unico motivo.
Resistono con distinti (ma sostanzialmente identici) controricorsi la I. e il L.B. .
Non ha svolto attività difensiva in questa sede la società intimata.
Il ricorso è stato trattato in camera di consiglio, ai sensi dell’art. 375, comma 2, c.p.c..
Il collegio ha disposto che sia redatta motivazione in forma semplificata.

Ragioni della decisione

1. Con l’unico motivo del ricorso (articolato in due profili) si denunzia “violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto“.
La ricorrente deduce in primo luogo che i giudici di merito avrebbero erroneamente ritenuto inapplicabile la procedura per il cd. indennizzo diretto di cui all’art. 149 del codice delle assicurazioni private (decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209), sul mero presupposto – emerso all’esito dell’istruttoria espletata, e peraltro contestato – che nell’incidente era rimasto coinvolto anche un terzo veicolo.
Si duole inoltre della percentuale di responsabilità attribuitale nella causazione del sinistro.
Per quest’ultimo profilo la censura è certamente inammissibile, risolvendosi in una evidente richiesta di riesame degli accertamenti di fatto operati in sede di merito sulla base di una nuova e diversa valutazione del materiale probatorio.
Per il primo profilo la censura è invece fondata, nei limiti che si esporranno.
La procedura di indennizzo diretto prevista dall’art. 149 del codice delle assicurazioni private (decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209) è ammissibile anche in caso di collisione che abbia riguardato più di due veicoli, con esclusione della sola ipotesi in cui, oltre al veicolo dell’istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, siano coinvolti ulteriori veicoli (i cui conducenti siano) responsabili del danno.
Ciò emerge chiaramente dalla lettera dall’art. 1, comma 1, lettera d), del regolamento emanato ai sensi dell’art. 150 del codice delle assicurazioni private, che contiene la disciplina del risarcimento diretto dei danni derivanti dalla circolazione stradale (D.P.R. 18 luglio 2006 n. 254), e che prevede che la suddetta procedura sia applicabile in caso di “collisione avvenuta nel territorio della Repubblica tra due veicoli a motore identificati e assicurati per la responsabilità civile obbligatoria dalla quale siano derivati danni ai veicoli o lesioni di lieve entità ai loro conducenti, senza coinvolgimento di altri veicoli responsabili“.
La conclusione è coerente del resto con la ratio della disposizione di cui all’art. 149 del codice delle assicurazioni private, che ha introdotto la speciale procedura dell’indennizzo diretto per semplificare gli adempimenti ai fini della liquidazione del risarcimento in caso di sinistri stradali in cui si siano verificati esclusivamente danni a cose e/o danni lievi alle persone, prevedendo che i danneggiati possano rivolgersi alla propria compagnia di assicurazione, la quale gestisce la pratica per conto della compagnia del soggetto responsabile, per poi regolare i rapporti con quest’ultima attraverso una stanza di compensazione. Il meccanismo di rappresentanza e di compensazione tra le due compagnie di assicurazione interessate risulta articolato in modo tale da poter operare non solo in caso di sinistro con unico responsabile, ma anche laddove sussista la corresponsabilità del danneggiato istante, indipendentemente dall’esistenza di altri danneggiati, mentre resta escluso nel caso in cui, essendovi ulteriori soggetti responsabili, si avrebbe il coinvolgimento di una ulteriore compagnia di assicurazione.
Nella specie il Tribunale di Taranto, nel confermare la sentenza di primo grado che ha ritenuto improponibile la domanda di indennizzo diretto avanzata dalla B. , ha affermato che la procedura in questione sarebbe ammissibile solo in caso di sinistro che abbia interessato due veicoli, e lo ha escluso nella specie, in quanto dall’istruttoria era emerso il coinvolgimento di un terzo veicolo. Non ha quindi ritenuto necessario accertare – neanche in via incidentale e presuntiva – se il (conducente del) terzo veicolo coinvolto potesse ritenersi in qualche modo responsabile.
Così facendo, non ha correttamente applicato le disposizioni di legge di cui la ricorrente lamenta la violazione, in quanto, in base al combinato disposto dell’art. 149 del codice delle assicurazioni private e dell’art. 1, comma 1, lettera d), del relativo regolamento di attuazione, la procedura di indennizzo diretto è ammissibile anche in caso di sinistro che abbia coinvolto più di due veicoli, purché, oltre al veicolo dell’istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, non siano coinvolti ulteriori veicoli responsabili.
Il giudice del merito, onde escludere la proponibilità della domanda della B. , avrebbe dunque dovuto accertare l’eventuale coinvolgimento nel sinistro di un ulteriore veicolo responsabile, e non semplicemente quello di un ulteriore veicolo, come invece ha fatto.
La sentenza impugnata va dunque cassata, limitatamente al capo con il quale è stata dichiarata l’improponibilità della domanda di indennizzo diretto proposta dalla B. nei confronti di Axa Assicurazioni S.p.A., affinché in sede di rinvio la fattispecie sia riesaminata alla luce del seguente principio di diritto: “la procedura di indennizzo diretto prevista dall’art. 149 del codice delle assicurazioni private (decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209) è ammissibile anche in caso di collisione che abbia riguardato più di due veicoli, con esclusione della sola ipotesi in cui, oltre al veicolo dell’istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, siano coinvolti ulteriori veicoli responsabili del danno”.
2. Il ricorso è accolto, per quanto di ragione.
La sentenza impugnata è cassata in relazione, con rinvio al Tribunale di Taranto, in persona di diverso magistrato, anche per le spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte:
– accoglie il ricorso, per quanto di ragione e cassa in relazione, con rinvio al Tribunale di Taranto, in persona di diverso magistrato, anche per le spese del giudizio di legittimità.

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