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60mila avvisi bonari: hai pagato l’IVA?

21 novembre 2016


60mila avvisi bonari: hai pagato l’IVA?

> Business Pubblicato il 21 novembre 2016



Continuano gli avvisi bonari dell’Agenzia delle Entrate, in questo caso sono destinatari i contribuenti soggetti ad IVA. Ecco come si presentano. 

Al termine dell’anno siamo -ed è ancora un dato parziale – a quasi 720 mila missive inviate dall’Agenzia delle Entrate ai contribuenti.

Si tratta di missive per le quali non si prevede immediatamente un accertamento automatico, ma, è bene sempre ricordarlo, se vengono inviate vuol dire che l’agenzia è pronta a verificare i conti del contribuente che li ha ricevuti. Non vengono insomma effettuati invii se non si ha un legittimo sospetto che ci sia qualcosa che non va.

La logica degli avvisi bonari è quella di permettere al contribuente di non incorrere in sanzioni superiori, andando a sanare la situazione di omissione o parziale dichiarazione o versamento attraverso il ravvedimento operoso.

Per sapere quanto vi costerebbe il ravvedimento operoso, vi consigliamo di leggere il nostro approfondimento Calcolo ravvedimento operoso: software gratuito delle Entrate.

Questa volta l’invio dell’Agenzia delle Entrate riguarda i contribuenti soggetti ad IVA.

La richiesta di ravvedimento operoso è stata inviata a circa 60mila persone in quest’ultima tranche di comunicazioni. Gli avvisi pervengono generalmente via PEC, oltre che essere stati depositati nel cassetto fiscale.

Chi sono i destinatari dei 60mila avvisi?

Gli avvisi sono stati inviati ai contribuenti che hanno emesso o ricevuto fatture, che hanno dunque una partita IVA attiva. Le comunicazioni riguardano le dichiarazioni Iva 2015, il cui invio andava fatto entro il 30 settembre 2016.

L’Agenzia, attraverso l’incrocio dei dati in suo possesso, ha rilevato i casi di mancata presentazione della dichiarazione e di compilazione del solo quadro VA, ossia la parte in cui si indicano dati generali che non impattano sul calcolo dell’imponibile e di conseguenza non variano l’importo dell’imposta.

Come correggere l’errore?

Come ricorda la lettera dell’Agenzia è possibile correggere l’omissione entro 90 giorni dalla scadenza di presentazione della dichiarazione Iva, attraverso ravvedimento operoso.

Questo porta la data limite al prossimo 29 dicembre.  In assenza di correzione scatteranno i controlli automatici entro due anni.

Quali sanzioni per l’omissione?

Per l’omissione si prevede una sanzione di 250 euro che però viene ridotta a 27,78 euro per chi opera con il ravvedimento entro il prossimo 29 dicembre.

Per sapere come rispondere nel caso in cui l’avviso che vi è pervenuto dovesse essere errato, vi consigliamo il nostro approfondimento 90mila avvisi bonari in arrivo, se sono errati cosa fare?


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