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Lo sai che? Pensione con cumulo, posso escludere dei contributi?

Lo sai che? Pubblicato il 2 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 marzo 2017

Chi si pensiona sommando la contribuzione di gestioni previdenziali diverse può escludere parte della contribuzione accreditata? 

Ho contributi in 3 gestioni diverse: sommandone 2 otterrei una pensione, mentre nella terza ho diritto a una pensione autonoma; posso escluderla dal cumulo?

Il cumulo dei contributi per ottenere la pensione non può essere operato a metà, ma deve riguardare, per intero, tutta la contribuzione posseduta dal pensionato: è quanto emerge da un’attenta analisi della Legge di bilancio 2017 [1] e della normativa che ha istituito il cumulo [2], cioè la Legge di stabilità 2013.

Con la nuova formulazione normativa, rispetto alla regolamentazione originaria del cumulo, è possibile sommare i contributi anche quando si raggiunge il diritto autonomo alla pensione in una delle gestioni; non è possibile, però, escludere dal cumulo la gestione in cui si raggiunge il diritto a un’autonoma pensione. In buona sostanza, l’interessato è obbligato a sommare tutti i contributi, senza escluderne alcuno.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire come funziona il cumulo, chi può utilizzarlo e che cosa cambia nel 2017.

Cumulo: che cos’è

Il cumulo è la possibilità di sommare gratuitamente i contributi presenti in gestioni previdenziali diverse, per ottenere il diritto alla pensione. I contributi, però, sono sommati solo ai fini del diritto alla prestazione e non a quelli della misura. In parole semplici, ogni gestione previdenziale liquida la sua quota di pensione e non si ottiene un trattamento unico.

È possibile ottenere, col cumulo, le seguenti prestazioni:

  • pensione di vecchiaia;
  • pensione anticipata;
  • pensione d’inabilità;
  • pensione indiretta (ai superstiti).

Cumulo: chi ne ha diritto

Rispetto alla vecchia normativa, ora, grazie alla Legge di bilancio 2017, possono utilizzare il cumulo gli iscritti a qualsiasi gestione previdenziale obbligatoria, comprese quelle dei liberi professionisti (sono esclusi i fondi di previdenza complementare, trattandosi di forme pensionistiche differenti).

Non è ancora stato chiarito, però, se gli appartenenti alle casse professionali potranno utilizzare il cumulo per ottenere le pensioni di anzianità previste, con requisiti differenti, nelle varie gestioni. In base a quanto disposto dalla Legge di bilancio, sembrerebbe che l’anzianità non sia accessibile col cumulo, ma soltanto la pensione anticipata, con i requisiti ordinari (41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini).

Inoltre, per le tipologie di pensioni contemplate dalla disciplina sul cumulo, nel caso in cui i requisiti siano diversi a seconda delle gestioni è necessario soddisfare i requisiti più severi.

In queste ipotesi potrebbe dunque risultare conveniente escludere la gestione con i requisiti più severi, nel caso in cui si riesca ad ottenere la pensione anche privandosi dei contributi accreditati nel fondo stesso: come abbiamo detto prima, però, quest’operazione non è possibile perché bisogna per forza sommare tutti i contributi, senza eccezioni.

Sono comunque necessari dei chiarimenti sull’argomento, anche in virtù del fatto che molte gestioni prevedono requisiti diversi per la stessa tipologia di trattamento (si pensi alla Cassa Forense, che prevede la pensione di vecchiaia contributiva, retributiva e anticipata).

Cumulo: differenze con la ricongiunzione

Anche nel caso in cui l’interessato opti per la ricongiunzione dei contributi e non per il cumulo, non è possibile escludere dei contributi dall’operazione. Ricordiamo che la ricongiunzione consiste nella possibilità di riunire tutti i contributi in un’unica gestione: economicamente, dunque, è più conveniente del cumulo, perché tutti i contributi sono considerati come se fossero appartenuti da sempre alla gestione cosiddetta di destinazione, che liquida una sola pensione.

Tuttavia, la ricongiunzione comporta dei costi non indifferenti, mentre il cumulo è gratuito.

Per calcolare il costo della ricongiunzione è necessario effettuare un primo calcolo della pensione considerando i soli contributi presenti nella gestione di destinazione, poi un secondo calcolo della pensione considerando tutti i contributi dell’interessato, come se risultassero accreditati nel fondo prescelto.

Bisogna poi fare la differenza tra i due calcoli per ottenere l’ammontare del beneficio conseguito. Una volta determinato il beneficio, questo si deve moltiplicare per un apposito coefficiente che cambia in relazione all’età, al sesso e all’anzianità contributiva del lavoratore: si ottiene, così, la riserva matematica.

Dalla riserva matematica si devono sottrarre i contributi trasferiti nella gestione di destinazione. Infine, il costo della ricongiunzione può essere liquidato in un’unica soluzione o rateizzato, con l’applicazione degli interessi.

Cumulo: differenze con la totalizzazione

La totalizzazione è gratuita come il cumulo e consente anch’essa di sommare tutti i contributi (non è possibile operare esclusioni nemmeno in questo caso) ai fini del diritto alla pensione.

La totalizzazione, in particolare, si raggiunge con:

  • 65 anni e 7 mesi di età e un minimo di 20 anni di contributi, con un periodo di 18 mesi di finestra, per la pensione di vecchiaia;
  • 40 anni di contributi complessivi più 21 mesi di finestra, per la pensione di anzianità.

La totalizzazione, però, comporta il ricalcolo contributivo delle varie quote di pensione. Pertanto, essendo questo sistema di calcolo fortemente penalizzante perché basato sui contributi versati e non sulla media delle retribuzioni, comporta notevoli svantaggi rispetto sia alla ricongiunzione, che al cumulo gratuito.

Solo nel caso in cui si raggiunga un autonomo diritto alla pensione in una delle gestioni, il ricalcolo contributivo non viene effettuato, ma si applica il metodo di calcolo proprio del fondo.

note

[1] L. 236/2016

[2] L. 228/2012.


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1 Commento

  1. Buonasera,
    gradirei un chiarimento.
    Ho capito che il cumulo deve riguardare tutta la contribuzione.
    Avendo , sommando tutti i periodi contributivi, settimane in esubero ( circa 100 ) è possibile la loro neutralizzazione tenuto conto che le citate settimane hanno contributi molto ridotti e mi vanno a diminuire la media degli ultimi 5 e 10 anni?
    Grazie
    Osvaldo

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