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Diritto e Fisco | Editoriale

Si può cedere un contratto di appalto?

2 Marzo 2017
Si può cedere un contratto di appalto?

Una scuola stipula un contratto con una spa per la somministrazione di alimenti. Una srl avverte della risoluzione del contratto di affitto di ramo di azienda alla spa. Si può prorogare il contratto con la srl?

Il Codice degli Appalti [1] consente il subentro del cessionario del ramo d’azienda nel contratto di appalto per la fornitura di servizi. Il soggetto subentrante è tenuto a procedere nei confronti della stazione appaltante (cioè, nel caso del lettore, alla scuola) «alle comunicazioni previste dall’articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 maggio 1991, n. 187», concernenti la composizione societaria, l’esistenza di diritti reali di godimento o di garanzia sulle azioni con diritto di voto sulla base delle risultanze del libro dei soci, le comunicazioni ricevute, l’indicazione dei soggetti muniti di procura irrevocabile che abbiano diritto di voto o abbiano esercitato detto diritto e di qualsiasi altro dato rilevante a disposizione.

In secondo luogo, il soggetto subentrante deve documentare alla stazione appaltante il possesso dei requisiti di qualificazione previsti dal Codice degli Appalti, cioè tutti i requisiti richiesti ai fini dell’ammissione alla gara per l’aggiudicazione dell’appalto sia di ordine generale sia di ordine speciale, quali quelli relativi all’idoneità professionale, alla capacità economico-finanziaria dei fornitori e dei prestatori di servizi e alla capacità tecnica e professionale dei fornitori e dei prestatori di servizi.

Ciò premesso con riferimento all’ammissibilità del subentro del cessionario, veniamo alla questione relativa al rinnovo. La normativa attualmente vigente esclude che sia ammissibile un rinnovo tacito del contratto di appalto di forniture o servizi. Al contrario, il legislatore, relativamente agli appalti di lavori e di servizi, è esplicito nel condizionare la possibilità del rinnovo alla presenza di specifici presupposti [2]:

– l’affidamento originario è stato disposto all’esito di una procedura aperta o ristretta;

– il nuovo servizio è analogo a quello precedente;

– la stazione appaltante, all’atto di decidere la tipologia di procedura da esperire e le formalità di pubblicità da espletare per l’affidamento del contratto originario, ha computato anche il valore economico del potenziale rinnovo;

– il rinnovo è comunque disposto nei primi tre anni di contratto.

Alle predette condizioni, perciò, è lecito procedere al rinnovo del contratto con il soggetto subentrante

       

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte 


note

[1] O dei Lavori Pubblici, come si è soliti chiamarlo: d. lgs. n. 163 del 12.04.2006.

[2] Puntualmente indicati nell’articolo 57 del d. lgs. n. 163 del 12.04.2006, la cui procedura è quella che correttamente deve essere seguita in casi di questo genere.


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