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Visita fiscale, come giustificare l’assenza

10 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 febbraio 2017



Malattia e visita fiscale: quando è possibile giustificare l’irreperibilità al controllo domiciliare e la mancata presentazione al controllo ambulatoriale?

Quando il lavoratore si assenta per malattia è tenuto, oltre all’invio del certificato medico all’Inps ed a comunicare immediatamente l’assenza all’azienda, anche ad essere disponibile per la visita fiscale.

La visita fiscale è un accertamento sanitario effettuato da un medico dell’Inps, inviato presso il domicilio indicato dal dipendente nel certificato. Per la visita fiscale sono indicate determinate fasce di reperibilità, cioè degli orari in cui il lavoratore deve restare nella propria abitazione, a disposizione per i controlli medici: le fasce orarie sono valide sin dal primo giorno di malattia, anche nelle domeniche e nei giorni festivi.

Gli orari della visita fiscale, nel dettaglio, sono i seguenti:

  • dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 per i lavoratori del settore privato;
  • dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 per i lavoratori pubblici.

Queste fasce però, a breve, potrebbero essere modificate. Il perché? La riforma Madia del Pubblico Impiego vuole riordinare la disciplina delle assenze per malattia dei lavoratori, rendendo i controlli più incisivi: a tal fine vuole introdurre delle nuove fasce orarie di reperibilità, uguali sia per il settore pubblico che per il privato. Le novità però non si fermano qui: oltre all’armonizzazione tra le due fasce orarie, a breve i lavoratori dovranno fare i conti con:

  • un unico polo fiscale che gestirà le visite fiscali che farà capo all’Inps;
  • un unico criterio di esenzione dalla visita fiscale;
  • la possibilità di controlli ed accertamenti ripetuti, più di una volta, durante il periodo di malattia del lavoratore.

Ma concentriamoci ora sui casi in cui è possibile giustificare l’assenza alla visita fiscale. A tal proposito, vediamo insieme come sono sanzionate le assenze ingiustificate e quando è possibile non essere reperibili ai controlli sanitari domiciliari.

Assenza alla visita fiscale

L’assenza alla visita fiscale è sanzionata con la perdita del 100% della retribuzione dei primi 10 giorni di malattia (o del numero minore di giornate, dall’inizio della malattia all’accertamento sanitario, se è successivamente effettuata una seconda visita fiscale). In caso di seconda assenza alla visita medica, il lavoratore perde il 50% della retribuzione delle giornate di malattia successive alla decima; in caso di terza assenza, il lavoratore perde la restante indennità.

Esistono, però, come accennato, dei casi in cui l’assenza alla visita fiscale può essere giustificata: alcuni casi sono di carattere generale, applicabili a tutti i lavoratori; altri sono di carattere specifico, in quanto previsti dai singoli contratti collettivi.

Lavoratori esonerati dalla visita fiscale

Innanzitutto, vi sono dei lavoratori che, in ragione delle loro particolari condizioni di salute, sono esonerati dalla visita fiscale:

  • le lavoratrici in stato di gravidanza a rischio;
  • gli invalidi per causa di servizio;
  • i soggetti invalidi, per patologie connesse all’invalidità riconosciuta (se superiore al 67%);
  • coloro che sono ricoverati in ospedale o presso strutture sanitarie;
  • coloro che hanno patologie per le quali è a rischio la vita.

Nel momento in cui si verifichino queste condizioni, o condizioni assimilabili, il medico curante può direttamente esonerare il lavoratore dalla visita fiscale, contrassegnando il certificato telematico da inviare all’Inps con il codice E, escludendolo in tal modo automaticamente dai controlli.

Assenza alla visita fiscale per giustificato motivo

In altri casi, invece, a prescindere dalle condizioni sanitarie del dipendente, può essere presentato un giustificato motivo di assenza alla visita fiscale [1]:

  • assenza dovuta a forza maggiore;
  • situazioni che hanno reso necessaria l’immediata presenza del lavoratore altrove;
  • visite, prestazioni e accertamenti specialistici oppure visite mediche generiche contemporanei alla visita fiscale, se si verifica l’impossibilità di effettuarle in orario diverso dalle fasce di reperibilità [2].

In linea generale, comunque, costituisce giustificato motivo di assenza ogni seria e fondata ipotesi che renda plausibile l’allontanamento del dipendente dal proprio domicilio e cioè che sopraggiunga una necessità improvvisa per cui non è possibile che il dipendente sia reperibile in quel preciso momento.

Assenza giustificata alla visita fiscale: casi pratici

Vediamo, di seguito, una serie di esempi in cui è giustificata l’assenza alla visita fiscale, che sono stati confermati dalla giurisprudenza e dalla prassi:

  • ritiro di radiografie collegate alla malattia in atto;
  • effettuazione di un’iniezione, se il trattamento non può essere rimandato e deve essere effettuato al di fuori del proprio domicilio;
  • visita presso l’ambulatorio del medico curante, se gli orari di ricevimento sono inconciliabili con le fasce di reperibilità;
  • visita utile per constatare la guarigione e consentire la ripresa dell’attività lavorativa;
  • esigenza indifferibile di recarsi in farmacia per l’acquisto di medicinali [3];
  • cure dentistiche urgenti;
  • svolgimento di attività di volontariato non realizzabile in tempi differenti dalle fasce di reperibilità [4];
  • visita ai propri parenti stretti in ospedale, se l’orario delle visite coincide con le fasce di reperibilità.

In tutti questi casi, anche se il lavoratore ha già comunicato l’assenza al datore di lavoro o all’Inps, è comunque tenuto a preavvertire dell’indisponibilità al controllo domiciliare e a fornire, in seguito, la documentazione idonea a giustificare la propria assenza alla visita domiciliare.

Assenza a visita fiscale: le disposizioni dei contratti collettivi

I principali contratti collettivi di settore prevedono delle disposizioni particolari in caso di assenza del lavoratore alla visita fiscale, assieme ad alcune ipotesi in cui la mancata presentazione può essere giustificata. La disciplina può essere, a seconda del contratto, più elastica o più restrittiva rispetto alle casistiche generali.

Vediamo sinteticamente, nella seguente tabella, le principali conseguenze e le possibili giustificazioni in caso di assenza agli accertamenti.

CCNL settore Alimentare Se il lavoratore non è reperibile alla visita senza un giustificato motivo sanitario, questi è obbligato al rientro immediato in azienda.
CCNL Trasporto merci Per i lavoratori appartenenti a tale comparto, è possibile l’assenza nelle casistiche valide per la generalità dei dipendenti.
In caso di assenza ingiustificata il lavoratore perde il trattamento economico e subisce delle sanzioni disciplinari.
CCNL Calzature Nei casi di assenza ingiustificata ai controlli sanitari è prevista la perdita del trattamento economico.
CCNL Carta

CCNL Grafica /Editoria
Il lavoratore può assentarsi durante le fasce di reperibilità per cause connesse alla malattia.
Nei casi di assenza ingiustificata ai controlli sanitari è prevista la perdita del trattamento economico per l’intero periodo.
CCNL Chimica

CCNL Gomma/Plastica
Il contratto prevede esplicitamente la possibilità di assentarsi nelle fasce di reperibilità per visite e prestazioni specialistiche, ma le assenze devono essere preventivamente comunicate all’azienda.
CCNL Legno/Arredamento Il lavoratore può assentarsi dal domicilio solo per visite, prestazioni o accertamenti specialistici, preventivamente comunicati al datore di lavoro.
In caso di assenza ingiustificata, il lavoratore perde l’intero trattamento economico per i primi 10 giorni ed il 50% per le giornate successive
CCNL Metalmeccanica Il lavoratore può assentarsi durante le fasce di reperibilità per cause connesse alla malattia o per gravi ed eccezionali motivi familiari che vanno documentati e comunicati anticipatamente all’azienda.
Se non sono effettuate le prescritte comunicazioni, salvo documentato impedimento, l’assenza è considerata ingiustificata
CCNL Terziario- Confcommercio Il lavoratore può assentarsi dal proprio domicilio per effettuare una visita specialistica o ambulatoriale, nonché nei casi di forza maggiore. Deve essere inoltrata un’immediata comunicazione al datore, pena l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge e l’obbligo di immediato rientro in azienda.
CCNL Tessile Abbigliamento/ Confezioni Il lavoratore può assentarsi dal proprio domicilio per effettuare visite specialistica o controllo preventivamente comunicate all’azienda.
Se l’assenza non è giustificata, il lavoratore perde il trattamento economico con effetto dal giorno in cui il medico non ha potuto effettuare la visita domiciliare sino al termine dell’assenza.

note

[1] Inps Circ. n. 183/1984.

[2]Cass. sent. n. 3921 del 20.02.2007.

[3]Trib. Milano sent. 5 settembre 1990.

[4]Cass. sent. n. 2604 del 30.03.1990.

[5]Cass. sent. n. 5718/2010 del 09.03.2010.

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8 Commenti

    1. Cosa deve fare l’ufficio se un dipendente è risultato assente alla visita del medico fiscale perchè era ricoverato senza aver comunicato la data di tale ricovero?

  1. ho preso un solo giorno di malattia ma è venuto il medico fiscale e non mi ha trovato in casa cosa rischio?

  2. io sono a casa con certificato medico fino al 4 aprile 2018…..il giorno 3 ..dovrei andare in tribunale avendo un appuntamento con i miei fratelli per firmare un documento importante …purtroppo non posso disdire tale appuntamento….cosa rischio? grazie
    p.s. ora appuntamento 9, 15 mattino

  3. Salve. Sono in malattia fino a giorno 12 giugno, il giorno 11 giugno ho una visita dentistica. vorrei sapere quanto prima devo comunicare alla mia azienda che non sarò reperibile al mio domicilio tale giorno.
    Grazie

  4. si ma nessuno dice come si fa a comunicare all’imps che ci si deve assentare……come si fa??????esiste un modulo?un numero di telefono?una persona? insomma se mi devo assentare per validi motivi durante la reperibilita come lo comunico all’imps

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