Professionisti La società in nome collettivo

Professionisti Pubblicato il 10 febbraio 2017

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Le società di persone: la Snc, nozione e caratteri, ragione e capitale sociale, lo status di socio (artt. 2291-2312).

La società in nome collettivo è una società di persone che la legge ha previsto per l’esercizio di attività di carattere commerciale. Al pari delle altre società di persone, anch’essa si caratterizza per la prevalente importanza delle persone dei soci rispetto alle quote di capitale da ciascuno di essi conferite.

La società in nome collettivo presenta una struttura non diversa da quella della società semplice, soprattutto per quanto riguarda i rapporti interni tra i soci. In considerazione di ciò il codice civile rinvia, per la relativa disciplina, alle norme dettate per la società semplice (art. 2293 c.c.), le quali sono tuttavia integrate da una disciplina apposita dettata per la società in nome collettivo (artt. 2291-2312 c.c.).

Carattere fondamentale di questo tipo di società, connesso ad una più intensa autonomia patrimoniale imperfetta, è rappresentato dalla responsabilità illimitata e solidale dei soci.

Definizione e caratteri della Snc

La società in nome collettivo è il tipo di società nella quale tutti i soci rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali (art. 2291), caratteristica non derogabile da parte dei soci.

Ogni eventuale patto di limitazione della responsabilità o di esclusione della solidarietà è inefficace nei confronti dei terzi.

L’autonomia patrimoniale della s.n.c. è più rigida di quella della società semplice e tale maggior rigore si manifesta sia nei confronti dei creditori sociali che nei confronti dei creditori particolari del socio.

La responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali nei confronti dei terzi è necessariamente:

Solidale.

Illimitata (il fallimento della società comporta il fallimento del socio, art. 147 L.F.).

Sussidiaria (il creditore sociale deve preventivamente escutere il patrimonio sociale e, solo in caso di insufficienza, potrà agire sui beni personali del socio).

Il creditore particolare di un socio, finché dura la società, non può chiedere la liquidazione della quota del suo debitore; può invece:

– Compiere atti conservativi sulla quota del suo debitore.

– Far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al suo debitore.

– Provocare la dichiarazione di fallimento del debitore, e quindi la sua esclusione di diritto dalla società.

– In caso di proroga della società, espressa e iscritta nel registro delle imprese, può rivolgersi al giudice e opporsi alla proroga. Se l’opposizione è accolta, la società deve liquidare a suo favore la quota del socio debitore entro 3 mesi.

– In caso di proroga tacita, può chiedere in ogni momento la liquidazione della quota, provando che gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare il suo credito.

Si ricordi, infine che:

— ogni socio che entra a far parte della società risponde anche per le obbligazioni contratte prima della sua ammissione (art. 2269);

— la responsabilità del socio uscente, per le obbligazioni sociali, persiste fino al giorno in cui si verifica lo scioglimento del rapporto sociale (art. 2290).

L’atto costitutivo e ragione sociale della Snc

La stipulazione del contratto di s.n.c. deve essere fatta per iscritto: o mediante scrittura privata autenticata dal notaio, oppure con atto pubblico.

Gli amministratori ed il notaio (quest’ultimo nell’ipotesi di stipulazione attraverso atto pubblico), sono obbligati a depositare il contratto (se scrittura privata) o una copia (se atto pubblico) per l’iscrizione, presso l’Ufficio del Registro delle imprese nella cui circoscrizione si trova la sede sociale (art. 2296).

Le modifiche dell’atto costitutivo vanno adottate dall’assemblea sociale all’unanimità, se non è convenuto diversamente.

Anche le modificazioni devono iscriversi nel registro delle imprese e, solo a registrazione avvenuta, sono opponibili ai terzi, a meno che non si provi che questi ne fossero comunque a conoscenza.

La ragione sociale deve essere costituita dal nome di uno o più soci e dall’indicazione del rapporto sociale: deve risultare cioè che si tratta di una società, ma non è necessario — diversamente dall’accomandita semplice e dalle società di capitali — che sia specificato anche il tipo di società. Non è consentito utilizzare il nome di un estraneo, ma se esso viene inserito nella ragione sociale, costui risponde illimitatamente nei confronti dei terzi di buona fede, qualora abbia consentito o tollerato l’uso del proprio nome.

Il capitale sociale della Snc

La tutela dell’integrità del capitale sociale nella s.n.c. — seppure limitata rispetto a quella prevista per le società di capitali — è attuata attraverso:

— il divieto di distribuzione di utili fittizi (art. 2303), non corrispondenti, cioè, ad una plusvalenza attiva del patrimonio rispetto al capitale sociale: possono ripartirsi, pertanto, solo utili realmente conseguiti;

— la riduzione facoltativa del capitale sociale per perdite: se si verifica una perdita non si distribuiscono gli utili finché il capitale non è corrispondentemente reintegrato o ridotto (art. 2303, comma 2);

— l’obbligo, per gli amministratori, della tenuta di scritture contabili, prescindendo dalla natura commerciale o agricola dell’impresa esercitata dalla s.n.c.;

— l’obbligo di redigere annualmente l’inventario (art. 2302);

— il divieto, a carico degli amministratori, di restituire i conferimenti ai soci o di liberarli dall’obbligo di esecuzione, se non dopo riduzione del capitale sociale.

In quale caso è possibile ridurre il capitale sociale in una società in nome collettivo?

L’unica norma che disciplina la riduzione del capitale nelle società di persone è l’art. 2306 che prevede soltanto la riduzione per esuberanza, in quanto fa riferimento al rimborso ai soci o alla liberazione di questi da quanto promesso e non ancora conferito.

La norma, in particolare, stabilisce che non è possibile rimborsare ai soci i conferimenti eseguiti o liberarli dall’obbligo di ulteriori versamenti se non in presenza di una corrispondente deliberazione di riduzione del capitale sociale.

Manca, invece, una descrizione compiuta per la riduzione per perdite, disciplinata dall’art. 2446 per le società per azioni; ma non vi è dubbio che la riduzione per perdite sia ammessa, in quanto ne parla espressamente l’art. 2303, 2° comma.

Una riduzione per perdite, in ogni caso, deve essere deliberata dai soci all’unanimità (o a maggioranza se previsto nell’atto costitutivo), in quanto si tratta di modificazione dell’atto costitutivo.

Amministrazione e rapporti tra soci della Snc

Tutti i soci hanno diritto di amministrare disgiuntamente i beni sociali; l’amministrazione può essere, però, affidata ad uno o più di essi. Per l’amministrazione (come anche per la rappresentanza) valgono le stesse regole della società semplice.

Anche nei rapporti tra soci si applicano le regole della società semplice, con la previsione ulteriore, però, relativa al divieto di concorrenza (art. 2301).

In pratica, ai sensi dell’art. 2301, oltre all’obbligo del conferimento, ciascun socio assume anche l’obbligo di «non esercitare, per conto proprio o altrui, un’attività concorrente con quella della società, né partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente».

L’obbligo di non concorrenza, che pure costituisce un effetto legale del contratto, può essere comunque espressamente escluso dai soci: tale volontà si ritiene presunta nei casi in cui «l’esercizio dell’attività o la partecipazione ad altra società preesisteva al contratto sociale e gli altri soci ne erano a conoscenza» (art. 2301, comma 2).

Scioglimento e liquidazione della Snc

Scioglimento: valgono le norme di cui alla società semplice; alle cause di scioglimento vanno aggiunti il fallimento della società che ha ad oggetto un’attività commerciale (artt. 2308 e 2272).

Liquidazione: Valgono le norme previste per la società semplice, alle quali devono aggiungersi quelle specificamente dettate in tema di pubblicità e formalità (art. 2309).

La nomina e l’accettazione dei liquidatori vanno depositate presso l’Ufficio del Registro delle imprese in modo che essi possano assumere, anche in giudizio, la rappresentanza della società.

Compiuta la liquidazione va redatto il bilancio finale e viene proposto ai soci il piano di riparto.

Bilancio e piano di riparto devono essere comunicati ai soci con lettera raccomandata e gli stessi si intendono approvati se non sono impugnati nel termine di due mesi dalla comunicazione.

Con l’approvazione del bilancio la società viene cancellata dal registro delle imprese, ma le scritture contabili e tutti i documenti vanno conservati per 10 anni dalla cancellazione.

Dopo la cancellazione, i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci e in caso di colpa dei liquidatori nei confronti di questi ultimi.

Quali sono le conseguenze della mancata registrazione del contratto costitutivo di una società in nome collettivo?

Dal momento dell’iscrizione la società esiste come s.n.c. regolare. Se, invece, l’atto costitutivo non viene iscritto nel registro delle imprese, la società esiste comunque ma è disciplinata come s.n.c. irregolare.

Le principali conseguenze della mancata registrazione del contratto costitutivo sono le seguenti:

 

1)- i rapporti fra la società non registrata ed i terzi sono regolati dalle norme relative alla società semplice (art. 2297).

Pertanto:

— i creditori sociali possono agire direttamente nei confronti dei soci, senza avere prima escusso i beni sociali e sempreché sui medesimi non sia agevole il soddisfacimento (si applica l’art. 2268 invece dell’art. 2304);

— i creditori particolari del socio possono chiedere la liquidazione della quota del socio loro debitore in ogni momento, quando gli altri beni di questi non siano sufficienti a soddisfarli (si applica l’art. 2270 invece dell’art. 2305).

Sono previste, però, due eccezioni all’applicazione, nei rapporti con i terzi, della disciplina della società semplice:

— resta ferma la responsabilità solidale ed illimitata dei soci: è inefficace ogni patto contrario;

— si presume che ogni socio che agisce per la società ne sia rappresentante: i patti che limitano la rappresentanza ad alcuni dei soci sono opponibili solo a quei terzi che ne erano a conoscenza;

2)- il termine di prescrizione dei diritti sociali è di dieci anni (e non di cinque anni, come nelle società registrate);

3)- ciascun socio può provvedere alla regolarizzazione (o iscrizione successiva) o far condannare gli amministratori a provvedervi. La regolarizzazione importa il subentrare ex nunc nella disciplina sociale della normativa prevista per la società collettiva regolare (restano fermi, pertanto, i diritti già acquisiti dai terzi).

Appare utile ricordare, infine, che non si ha società irregolare nelle ipotesi di mancata iscrizione delle modifiche del contratto sociale: in tali casi si applica soltanto la regola generale dell’inopponibilità delle modifiche stesse ai terzi, a meno che si provi la loro conoscenza.

La Società in accomandita semplice

Le società di persone: la Sas (artt. 2313-2324), atto costitutivo, responsabilità, i soci.

La società in accomandita semplice è una società di persone caratterizzata dalla presenza di due distinte categorie di soci: i soci accomandatari, responsabili solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali, ed i soci accomandanti, che rispondono nei limiti della quota conferita.

È l’unico tipo di società di persone che consente l’esercizio in comune di un’impresa commerciale senza esporre l’intero patrimonio personale al soddisfacimento delle obbligazioni sociali. Tale società, infatti, nell’ambito delle società di persone, consente la stipulazione del contratto sociale tra soggetti interessati ad una gestione diretta dell’attività sociale e soggetti interessati ad una forma di investimento con rischi e poteri limitati.

Le quote di partecipazione dei soci della s.a.s. non possono essere rappresentate da azioni.

La disciplina della società in accomandita semplice è modellata su quella dettata per la società in nome collettivo (che a sua volta richiama le disposizioni previste per la società semplice), con alcune norme specifiche agli artt. 2313-2324 c.c. dettate dalla contemporanea presenza di due diverse categorie di soci.

Nozione e categorie di soci della Sas

La società in accomandita semplice è una società di persone, caratterizzata dal fatto che di essa fanno parte due diverse categorie di soci.

Accomandanti

– Sono obbligati solo ai conferimenti.

– Rischiano solo di perdere il capitale conferito.

– Sono esclusi dai poteri di amministrazione.

Accomandatari

– Sono obbligati all’esecuzione dei conferimenti.

– Sono personalmente e solidalmente responsabili verso i terzi per le obbligazioni sociali.

– Partecipano all’amministrazione della società.

– Devono sottostare al divieto di concorrenza stabilito per i soci della società in nome collettivo.

Anche la s.a.s. è fondata sull’intuitus personae, ossia sulla fiducia verso gli accomandatari; la presenza, inoltre, delle due categorie di soci, richiesta ab initio, deve sussistere sempre (art. 2323): se viene meno una categoria, la società, decorsi sei mesi, deve sciogliersi.

Non è prevista un’assemblea societaria, ma nulla vieta che sia formata. L’atto costitutivo della s.a.s. è soggetto alla normativa dettata in materia di s.n.c. (artt. 2295, 2296); ai sensi dell’art. 2316, tuttavia, nell’atto vanno altresì indicati e distinti i soci accomandatari e quelli accomandanti.

La società agisce sotto una ragione sociale costituita dal nome di almeno uno dei soci accomandatari, con l’indicazione del rapporto sociale.

Particolare posizione dei soci accomandanti

Divieti «ex lege» posti all’accomandante

Rientrano fra i divieti posti all’accomandante, quali conseguenze della sua posizione di socio a responsabilità limitata:

— il divieto di includere il proprio nome nella ragione sociale;

— il cd. divieto di «immistione» nell’amministrazione della società, salvo il conferimento di una procura speciale per singoli affari.

Cosa accade se un socio accomandante acconsente all’inclusione del proprio nome nella ragione sociale?

Il divieto, per gli accomandanti, di includere il proprio nome nella ragione sociale risponde ad un’esigenza di tutela dell’affidamento incolpevole dei terzi, normalmente indotti a ritenere che i soci indicati nella ragione sociale siano responsabili illimitatamente per le obbligazioni sociali. In base alla stessa esigenza di tutela si giustifica altresì la sanzione della perdita del beneficio della responsabilità limitata disposta a carico dell’accomandante consenziente all’inclusione del proprio nome nella ragione sociale.

Le sanzioni in caso di inosservanza dei divieti, sono:

— la perdita della limitazione di responsabilità nei confronti dei contravventori, con assoggettabilità anche al fallimento personale (art. 147 L.F.);

— la possibilità di essere escluso dalla società (solo nel caso di trasgressione al divieto di immistione).

Poteri degli accomandanti

Gli accomandanti, per legge:

— sono tenuti a prestare la loro opera sotto la direzione degli amministratori;

— hanno diritto alla comunicazione ed al controllo del bilancio e del conto profitti e perdite;

— non devono restituire gli utili accertati successivamente inesistenti, ma riscossi in buona fede secondo il bilancio regolarmente approvato (art. 2321).

Trasferimento della quota di accomandante:

– È sempre possibile per gli atti mortis causa, senza il consenso dei soci superstiti.

– È invece necessario il consenso della maggioranza del capitale per gli atti inter vivos.

Trasferimento della quota di accomandatario:

– È possibile per gli atti mortis causa, con il consenso degli eredi, secondo quanto previsto per la società semplice (art. 2284).

–  È necessario il consenso unanime dei soci per gli atti inter vivos.

Cosa accade in caso di mancata registrazione dell’atto costitutivo della società in accomandita semplice?

La mancanza di registrazione dell’atto costitutivo della s.a.s. si limita a determinare una disciplina parzialmente diversa del rapporto sociale, ma la società conserva — pur nella condizione di irregolarità — le caratteristiche proprie dell’accomandita, ossia la presenza di soci che godono del beneficio della responsabilità limitata.

I rapporti fra società e terzi sono regolati dall’articolo 2297, pertanto:

– i creditori particolari del socio hanno il diritto di chiedere la liquidazione della sua quota;

– i creditori sociali possono agire contro i soci senza la necessità  della preventiva escussione del patrimonio sociale.

Resta ferma, comunque, la limitazione di responsabilità degli accomandanti, obbligati solo in ragione del loro conferimento, «salvo che abbiano partecipato alle operazioni sociali» (art. 2317).


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