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Lo sai che? Come fare testamento in favore di un Ente benefico

Lo sai che? Pubblicato il 19 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 febbraio 2017

Il testamento è l’atto attraverso il quale si dispone, per il periodo successivo alla morte, la distribuzione dei propri averi, ed è possibile nominare erede non solamente dei soggetti privati ma anche Enti benefici

Il termine successione indica il fenomeno per il quale un soggetto subentra ad un altro nella titolarità di uno o più rapporti giuridici, sia attivi che passivi. La successione, pertanto, non avviene attraverso un atto negoziale ma in seguito alla morte del titolare di tali rapporti.

Il testamento è un negozio giuridico che non produce immediatamente i suoi effetti, che subentrano in seguito alla morte del testatore, ma predispone per la futura successione un ordine diverso da quello legale. Tale atto di disposizione è unipersonale in quanto relativo unicamente al testatore, unilaterale in quanto manifesta la sua rilevanza indipendentemente dalla sua accettazione, ed è solenne in quanto esprime in maniera univoca, fuori da qualsiasi diversa interpretazione, la volontà della persona della cui eredità si tratta.

Il patrimonio ereditario è costituito da una quota disponibile, ovvero una quota che il testatore può decidere di lasciare a chiunque egli desideri, e di una quota indisponibile o di successione legittima, ovvero una quota di beni di cui il testatore non può disporre liberamente perché riservata dalla legge a determinati soggetti, coniuge discendente o altri parenti. Il diritto alla legittima è intangibile, anche se ciò è contrario alle intenzioni del testatore, si tratta di una sorta di tutela verso i congiunti più stretti che limita la libertà di disporre per testamento.

Il testatore può decidere di lasciare la quota disponibile ad Enti benefici, che si occupano ad esempio di solidarietà, di ricerca medica, di volontariato, o ad Enti no profit impegnati nel sociale. Sempre più italiani si orientano verso questa forma di lascito perché spinti dal desiderio di destinare un qualcosa di concreto per un obiettivo di grande rilevanza.

Per essere beneficiari di un testamento tali Enti, nati prima dell’apertura della successione, devono essere indicati in maniera esatta, in modo da essere perfettamente e precisamente individuabili. E’ importante dunque riportare l’esatta denominazione e, a maggiore precisazione, l’indicazione dell’attività di solidarietà svolta.

Ecco una formula di esempio: “nomino mio erede testamentario l’associazione Alfa, con sede in Milano, impegnata in attività di recupero dalla tossicodipendenza e da disagio o emarginazione sociale

Non è necessario indicare la motivazione per la quale il testatore decida di effettuare un lascito ad un Ente ma in molti testamenti, soprattutto quelli olografi, ossia scritti di pugno dal diretto interessato, spesso vengono esposte le spiegazioni che hanno condotto a questa scelta. Ad esempio, è molto frequente che i malati terminali di cancro, per l’esperienza vissuta e la vicinanza diretta con il mondo del volontariato, decidano di nominare eredi associazioni quali l’AIRC, Associazione Italiana Ricerca sul Cancro, al fine di dare un contributo attivo alla ricerca scientifica, con l’obiettivo futuro di rendere tale malattia finalmente curabile.


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