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Lo sai che? Se invio una scrittura privata per pec ha data certa?

Lo sai che? Pubblicato il 4 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 marzo 2017

Se uno dei firmatari invia una scrittura privata tramite pec all’altro, si può dire che il documento in questione ha data certa?

L’art. 2704 del codice civile stabilisce che: «La data della scrittura privata della quale non è autenticata la sottoscrizione non è certa e computabile riguardo ai terzi, se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata o dal giorno della morte o della sopravvenuta impossibilità fisica di colui o di uno di coloro che l’hanno sottoscritta o dal giorno in cui il contenuto della scrittura è riprodotto in atti pubblici o, infine, dal giorno in cui si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l’anteriorità della formazione del documento. La data della scrittura privata che contiene dichiarazioni unilaterali non destinate a persona determinata può essere accertata con qualsiasi mezzo di prova. Per l’accertamento della data nelle quietanze il giudice, tenuto conto delle circostanze, può ammettere qualsiasi mezzo di prova».

Pertanto, la data certa, concretamente, consiste nella prova della formazione di un documento in un determinato arco temporale o, comunque, nella prova della sua esistenza anteriormente ad uno specifico evento o una specifica data.

Tra i metodi utilizzabili per l’apposizione della data certa, figura anche la pec, posta elettronica certificata, in quanto può fornire al mittente la prova legale dell’invio e della consegna del documento informatico, e quindi anche della data. A tal fine occorre inserire il corpo del testo all’interno della mail e inviarla: così facendo, l’apposizione della data certa è perfettamente valida [1]. Si consiglia di conservare le due mail certificate inviate dal gestore, con cui si attesta l’avvenuta presa in consegna del messaggio e il suo recapito poiché sono queste che certificano la data certa del documento spedito, sia in forma cartacea che in una apposita cartella del computer, effettuando il backup.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta 

note

[1] Quanto detto viene confermato dalla recente normativa in materia: la trasmissione tramite un servizio di posta elettronica certificata (pec), che sia conforme al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, equivale infatti, nei casi consentiti dalla legge, alla notificazione per mezzo della posta ed ha valore legale. Ai sensi del terzo comma dell’art. 48, d.lgs. n. 82 del 07.03.2005, anche la data e l’ora di trasmissione e di ricezione di un documento informatico trasmesso mediante posta elettronica certificata sono opponibili ai terzi se conformi alle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e alle relative regole tecniche.


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