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Lo sai che? Come inviare un’istanza all’Agenzia delle Entrate

Lo sai che? Pubblicato il 12 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 febbraio 2017

Chi ha ricevuto un accertamento, una richiesta di pagamento o qualsiasi altro atto fiscale, così come chi ha un dubbio interpretativo su come comportarsi con una particolare situazione di diritto tributario può inviare, all’Agenzia delle Entrate, un’istanza. Ecco come fare.

L’Agenzia delle Entrate non deve attivarsi solo quando è il momento di pre(te)ndere, ma anche quando il contribuente ha bisogno di spiegazioni o di indicazioni su come comportarsi in situazioni di incertezza o di sapere quante tasse deve pagare (o se non le deve pagare). L’obbligo di collaborazione dell’amministrazione finanziaria con il cittadino si estende, infatti, oltre che nelle fasi “patologiche” del rapporto – quando cioè c’è da accertare o da incassare – anche in quelle precedenti ad essa. Ecco perché la legge consente a tutti i contribuenti di interloquire con il fisco e inviare istanze all’Agenzia delle Entrate, senza doversi necessariamente valere di un avvocato o di un commercialista. Con questa importante precisazione: come chiarito dalla Cassazione, per il rispetto dei termini nell’invio dell’istanza conta la data di spedizione e non quella di ricevimento della lettera.

Esistono diversi modi per inviare un’istanza all’Agenzia delle Entrate. Le più note sono quelle che ricorrono nel caso dell’interpello dell’istanza di autotutela, ma nulla toglie che si possa spedire una raccomandata anche al di fuori delle ipotesi tipiche previste dalla legge. Ad esempio, se il contribuente ha bisogno di visionare dei documenti e di chiederne copia può sempre presentare un’istanza di accesso agli atti amministrativi, così come può sempre denunciare situazioni spiacevoli che lo hanno visto coinvolto (il mancato rilascio di una fattura da parte di un professionista a cui ha pagato l’onorario) o contestare il ricevimento (o il mancato ricevimento) di atti che intende contestare.

Come si invia la raccomandata all’Agenzia delle Entrate

Proprio di recente la Cassazione ha pubblicato una sentenza con cui ha spiegato come inviare una istanza all’Agenzia delle Entrate. Il contribuente può sempre valersi della tradizionale raccomandata con avviso di ricevimento. Poiché però le poste private non garantiscono la data certa dell’invio (non essendo pubblici ufficiali), la lettera andrà inviata attraverso il servizio di Poste Italiane.

L’istanza può essere inserita in una busta chiusa; pertanto non è necessario inviare la cosiddetta «raccomandata senza busta», ossia il plico piegato su se stesso e affrancato sulla facciata libera.

Inoltre la Corte ha spiegato che, per gli atti e le richieste inviate al fisco, fa fede il giorno di spedizione e non quello in cui la raccomandata è stata ricevuta. In altri termini, non ricadono sul contribuente i ritardi dell’ufficio postale; pertanto, nel caso in cui la lettera debba essere inviata entro tempi perentori, l’interessato potrà limitarsi a spedirla entro l’ultimo giorno utile.

Come inviare una istanza all’Agenzia delle Entrate tramite la piattaforma online

Il secondo modo per “parlare” con l’Agenzia delle Entrate è la cosiddetta web mail e consente di sfruttare una piattaforma dedicata, presente sul sito istituzionale dell’Agenzia stessa. Il servizio è stato studiato appositamente per chi non ha un commercialista, un Caf o altro intermediario autorizzato e ha bisogno di un canale diretto con il fisco.

Questo strumento consente di ricevere informazioni su temi fiscali tramite l’invio di una e-mail all’Agenzia. È studiato per chi ha bisogno di risposte brevi e nel minor tempo possibile, un po’ come se fossero delle Faq di un sito.

Chi invece ha bisogno di chiarimenti “ufficiali” sulla corretta applicazione delle norme tributarie o l’individuazione dell’esatta tassazione di una fattispecie deve invece valersi dall’interpello, di cui parleremo a breve.

Per accedere allo strumento online vai sul sito dell’Agenzia delle Entrate. È sufficiente compilare la scheda indicando nome e cognome, indirizzo di posta elettronica, una breve sintesi dell’argomento relativo ad una delle tipologie fiscali indicate.

Dopo aver compilato il box e inviato il testo appare una maschera di conferma della presa in carico della web mail da parte dell’Agenzia delle entrate. Il contribuente riceverà una risposta con una mail nella propria casella di posta elettronica che avrà indicato.

Per dare risposta al maggior numero di persone, è stato posto un limite giornaliero e annuale al numero di quesiti che il singolo cittadino può presentare.

Quando le web mail ricevute raggiungono un numero elevato, il servizio viene temporaneamente sospeso e riattivato non appena le risposte vengono inviate. In questi casi appare una maschera che avvisa della temporanea chiusura del servizio.

Call center e Centri di assistenza multicanale

Se hai bisogno di ricevere informazioni su posizioni fiscali personali o sullo stato di una pratica in corso puoi contattare telefonicamente i consulenti del Centro di assistenza multicanale. Questi ultimi in caso di contestazioni di irregolarità sollevate dai cittadini hanno il potere di annullare atti illegittimi  o errati.

Il numero di telefono dei centri di assistenza multicanale è  848.800.444.

Il Call Center risponde su: informazioni fiscali generali; aree tematiche; informazioni relative ai rimborsi; “Avvisi telematici” sulle comunicazioni relative alle dichiarazione dei redditi (Servizio dedicato agli intermediari abilitati). Per i quesiti particolarmente complessi che necessitano di particolari approfondimenti, gli operatori potranno fornire la relativa soluzione con una successiva richiamata.

Indirizzo Pec dei Centri di assistenza multicanali

In alternativa è possibile inviare, ai predetti Centri di assistenza, una Posta elettronica certificata (Pec) ai seguenti indirizzi:

– Centro di Assistenza Multicanale di Bari

cam.bari@pce.agenziaentrate.it

– Centro di Assistenza Multicanale di Cagliari

cam.cagliari@pce.agenziaentrate.it

– Centro di Assistenza Multicanale di Pescara

cam.pescara@pce.agenziaentrate.it

– Centro di Assistenza Multicanale di Roma

cam.roma@pce.agenziaentrate.it

– Centro di Assistenza Multicanale di Salerno

cam.salerno@pce.agenziaentrate.it

– Centro di Assistenza Multicanale di Venezia

cam.venezia@pce.agenziaentrate.it

– Centro di Assistenza Multicanale di Torino

cam.torino@pce.agenziaentrate.it

Come inviare un’istanza in autotutela all’Agenzia delle Entrate

Se il contribuente ha ricevuto un atto palesemente illegittimo, può inoltrare all’Agenzia delle Entrate (sempre secondo le modalità sopra descritte: raccomandata a.r. in busta chiusa) una istanza in autotutela. Si tratta di una richiesta di annullamento o di rinuncia all’imposizione.

In particolare, l’istanza in autotutela si sostanzia in una richiesta all’Ufficio di riesame del proprio operato; non comporta obbligo di risposta e non sospende il termine per l’impugnazione.

L’istanza va spedita all’ufficio territorialmente competente (che, di norma, è quello che ha spedito l’atto fiscale in contestazione).

Nel caso in cui la richiesta sia inviata a un Ufficio incompetente, questo è tenuto a trasmetterla all’Ufficio competente, dandone comunicazione al contribuente.

Secondo l’orientamento prevalente, l’istanza del contribuente non determina, per l’Agenzia delle Entrate, alcun obbligo giuridico di provvedere e, tanto meno, di provvedere nel senso prospettato dal contribuente stesso [1]. Tuttavia, per motivi di opportunità e di trasparenza, nonché di necessaria correttezza nei confronti dei contribuenti, gli uffici sono stati esortati, anche nelle ipotesi di non accoglimento delle istanze di parte per l’accertata insussistenza delle ragioni addotte, a comunicare agli interessati l’esito dell’intervenuto riesame dell’atto contestato enunciando, anche succintamente, i motivi del rigetto [2].

L’eventuale annullamento o rinuncia all’imposizione (anche parziale) viene comunicata al contribuente e al giudice in caso di controversia pendente.

Istanza per interpello

Il mezzo più formale per dialogare e inviare un’istanza all’Agenzia delle Entrate è l’interpello, cui si fa ricorso quando il contribuente ha bisogno di una risposta netta e ufficiale. Si tratta di un’istanza che il contribuente rivolge all’Agenzia delle Entrate prima di attuare un comportamento fiscalmente rilevante, per ottenere chiarimenti in relazione a un caso concreto e personale in merito all’interpretazione, all’applicazione o alla disapplicazione di norme di legge di varia natura relative a tributi erariali. Insomma, prima di agire e per evitare di sbagliare – e dover pagare poi le sanzioni – il contribuente può valersi appunto dell’interpello.

Esistono diversi tipi di interpello, ma in questa sede parleremo del principale, l’interpello ordinario. Ad esso si ricorre – come detto – quando si ha bisogno di una risposta riguardante fattispecie concrete e personali relativamente all’applicazione di disposizioni tributarie in tutti i casi in cui vi siano condizioni di obiettiva incertezza circa:

– la corretta interpretazione delle disposizioni stesse;

– la corretta qualificazione di fattispecie alla luce delle disposizioni tributarie ad esse applicabili;

– le ipotesi di interposizione fittizia.

Non può avere ad oggetto accertamenti di tipo tecnico (ad esempio, operazioni di classamento o accertamenti circa la qualificazione di opere di urbanizzazione primaria o secondaria di un determinato bene rilevante ai fini Iva), accertamenti di fatto (ad esempio, problemi collegati alla residenza delle persone fisiche o giuridiche) o l’accertamento della natura illecita di un provento.

Per maggiori informazioni leggi Interpello, come funziona.

note

[1] Circ. Min. 8 luglio 1997, n. 195/E, Cass. SU sent. n. 7388/2007.

[2] Direzione Regionale delle Entrate Lombardia 16 novembre 1999 n. 3/82993/dir).


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