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Editoriali Quando compilare il modello Eas?

Editoriali Pubblicato il 4 marzo 2017

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> Editoriali Pubblicato il 4 marzo 2017

Associazione culturale non riconosciuta: compilato modello Eas elencando il presidente, il vice e un consigliere. Se ci sono variazioni della compagine bisogna compilare un altro modello?

Come specificato in Enti no-profit: cos’è il Modello EAS e come funziona, il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi (modello Eas) è un adempimento obbligatorio cui devono sottostare la quasi totalità degli enti di tipo associativo per fornire all’Agenzia delle Entrate dati e notizie rilevanti a fini fiscali.

L’obiettivo dell’Amministrazione Finanziaria è quello di realizzare un vero e proprio censimento (dal latino censere, che significa “valutare”) delle realtà di tipo associativo operanti nel mondo no profit e verificare se effettivamente le entrate (quote associative, contributi, corrispettivi….) abbiano tutti i requisiti per non essere imponibili sia ai fini Iva che delle imposte sui redditi.Entro il termine del 31 marzo le associazioni già tenute all’obbligo di invio del modello Eas e in cui si sono verificate delle variazioni di dati fiscali rilevanti devono effettuare un nuovo invio. Tale obbligo non sussiste se è variato solamente il Presidente, il cui nominativo va però comunque segnalato all’Agenzia delle Entrate. Se, al contrario, come il caso che ci occupa, sono variati altri dati, ad esempio se vi è stato il rinnovo delle cariche, sono variati i nominativi dei consiglieri, sono entrati nell’associazione nuovi elementi, è obbligatorio inviare, entro il termine predetto, un nuovo modello Eas.

Il modello deve essere compilato interamente, anche nelle parti che non hanno subito alcuna variazione. L’inoltro deve essere effettuato all’Agenzia delle Entrate esclusivamente per via telematica, attraverso gli intermediari abilitati (professionisti, Caf o associazioni di categoria) o mediante il portale FISCOonline, in seguito alla registrazione e al conferimento del pin di accesso.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta 


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