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Dopo quanto vengo a sapere se sono stato denunciato?

12 febbraio 2017


Dopo quanto vengo a sapere se sono stato denunciato?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 febbraio 2017



Come fare a sapere se si è stati denunciati e dopo quanto tempo lo si scopre? La notifica di atti giudiziari penali.

Ci vuole molto tempo prima che un soggetto nei cui confronti sia stata sporta una denuncia o una querela lo venga a sapere. Possibile? È legittimo che le autorità svolgano indagini senza dare possibilità all’accusato di difendersi? Sì, almeno in prima battuta. Di certo non si può dire che il nostro processo non sia garantista nei confronti dell’accusato. Per cui cerchiamo di capire cosa prevede la legge.

Nel processo penale le cose non vanno come in quello civile: se in quest’ultimo, infatti, non appena una persona agisce contro qualcuno, quest’ultimo ne viene subito a conoscenza perché riceve la notifica dell’atto di citazione o un ricorso [1], in quello penale invece la denuncia sporta da un soggetto non viene comunicata all’accusato. Dunque, benché la Procura della Repubblica e la polizia giudiziaria possano avere già avviato le indagini ed essere alla ricerca di prove o addirittura aver già ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza, l’interessato verrà a sapere tutto ciò solo molto tempo dopo, ossia non prima di sei mesi. I tempi possono slittare a un anno per i reati più gravi o se il Pm richiede una proroga di ulteriori sei mesi, dopo i primi sei di indagine.

Non esiste obbligo di comunicare la denuncia o la querela al presunto colpevole. Quest’ultimo può venire a conoscenza della querela o della denuncia presentata contro di lui solo al termine delle indagini, momento in cui gli viene notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e l’eventuale rinvio a giudizio.  Come detto questo termine non è mai inferiore a sei mesi. Per i reati più gravi le indagini possono però durare un anno.

Se però, durante le indagini, la Procura dovesse avere la necessità di notificare alcuni atti all’accusato, questi riceverà un invito ad eleggere un domicilio (per ricevere appunto tali atti) e a nominare un difensore. In questo modo si viene a conoscenza della querela.

Come accorgersi che è stata depositata una querela o una denuncia

Il soggetto accusato può accorgersi di essere stato querelato se:

  • viene contattato informalmente, anche con comunicazione telefonica, da Polizia o Carabinieri, per presentarsi presso di loro per l’identificazione e l’elezione di domicilio;
  • riceve il cosiddetto «avviso di garanzia», previsto nel caso in cui il Pm debba compiere un atto a cui ha il diritto o l’obbligo di assistere l’avvocato dell’indagato.

Leggi Come si fa a sapere se sono stato querelato?

In ultima analisi, l’interessato che voglia sapere se nei suoi confronti è stato aperto un procedimento penale e sporta querela o denuncia può presentare, presso il tribunale (ufficio della procura della repubblica) una «istanza ai sensi dell’articolo 335 codice di procedura penale». In essa la Procura indicherà al richiedente i procedimenti penali aperti nei suoi confronti a patto che non siano coperti dal segreto istruttorio. In tale sede, però, viene comunicato solo il numero del procedimento e quando è stato aperto nonché il pubblico ministero cui il fascicolo è stato assegnato; non vengono fornite ulteriori informazioni. Per avere maggiori informazioni e poter accedere agli atti del procedimento (per sapere, così, chi ha presentato la denuncia, quali sono i fatti contestati, ecc.) bisogna attendere la fine delle indagini preliminare e l’eventuale rinvio a giudizio oppure sperare che la Procura notifichi l’invito a eleggere domicilio e a nominare un difensore.

note

[1] Fanno eccezione solo alcuni procedimenti, come il ricorso per decreto ingiuntivo, dove il creditore ottiene prima un ordine del giudice di pagamento o di consegna di beni e poi lo notifica al debitore; quest’ultimo ha comunque 40 giorni per opporsi e iniziare una causa ordinaria, privando il decreto ingiuntivo della sua efficacia esecutiva.

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