HOME Articoli

Lo sai che? Pensione anticipata, posso convertirla in pensione di vecchiaia?

Lo sai che? Pubblicato il 3 marzo 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 3 marzo 2017

È possibile chiedere la pensione di vecchiaia, se già si percepisce la pensione anticipata, per avere un assegno più alto? 

I contributi volontari che ho versato per ottenere la pensione anticipata hanno abbassato l’assegno (ho diritto al calcolo retributivo sino al 2011): all’età per la vecchiaia posso chiedere il ricalcolo della pensione escludendo i versamenti volontari, dato che bastano 20 anni di contributi?

Sfortunatamente, una volta calcolata la pensione e liquidato il trattamento, non è possibile chiedere un ricalcolo per il raggiungimento dei requisiti della pensione di vecchiaia. Il ricalcolo è possibile solo nel caso in cui ci siano stati errori nella liquidazione della pensione o contributi non considerati. Inoltre è possibile chiedere un supplemento di pensione nel caso in cui si continui a lavorare ed a versare contributi nella stessa gestione previdenziale che ha liquidato la pensione.

Contributi per la pensione: è possibile escluderne qualcuno?

Nel caso in cui la lettrice avesse atteso l’età per la pensione di vecchiaia, ad ogni modo, nulla sarebbe cambiato, in quanto, anche se la contribuzione minima per accedere alla pensione di vecchiaia è pari a 20 anni (15 per chi beneficia della Deroga Amato), non è mai possibile escludere dei contributi, ma devono essere considerati tutti i contributi versati nella gestione previdenziale.

I contributi volontari peggiorano la pensione?

Appare ad ogni modo inconsueto che i contributi volontari abbiano peggiorato la retribuzione pensionabile e, di conseguenza, l’assegno: questi, difatti, sono calcolati sulla base degli ultimi 12 mesi di retribuzione. Può comunque capitare che, nel caso in cui gli ultimi 12 mesi di riferimento presentino una retribuzione più bassa, i contributi volontari diminuiscano la retribuzione pensionabile, per quanto concerne la quota di pensione soggetta al calcolo retributivo; per quanto riguarda il calcolo contributivo, che si basa sulla contribuzione versata, ogni accredito in più può solo migliorare la pensione.

Bisogna poi considerare che esiste un minimale, cioè un importo minimo su cui calcolare i contributi: l’importo minimo della retribuzione settimanale su cui calcolare il contributo volontario deve essere almeno pari al 40% del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensione lavoratori dipendenti (Fpld), in vigore nell’anno considerato.

In base a quanto esposto, è dunque possibile, anche se non avviene di frequente, che i contributi volontari abbiano peggiorato la retribuzione: a tal fine sarebbe innanzitutto opportuno analizzare l’ammontare dei contributi volontari e l’ammontare delle ultime retribuzioni effettivamente percepite, per verificare se effettivamente c’è un divario tra gli importi.

Se effettivamente la differenza c’è, dunque il fatto che la pensione sia bassa non dipende da un errore dell’Inps ed è chiaro che i contributi volontari abbiano peggiorato la situazione, purtroppo, come esposto all’inizio, non è possibile richiedere un ricalcolo della pensione, a meno che la lettrice non abbia continuato a versare contributi nella stessa gestione previdenziale e abbia diritto a un supplemento di pensione.

Diritto al trattamento di pensione più favorevole

È vero che la situazione della lettrice, nel caso in cui l’esiguità della pensione sia determinata dal versamento di contributi volontari, risulterebbe paradossale, in quanto avrebbe avuto diritto a una pensione più alta senza il versamento della contribuzione aggiuntiva.

Per quanto riguarda il caso particolare in cui i contributi volontari determinino un peggioramento della pensione, rispetto all’ipotesi di mancato versamento degli stessi, si è pronunciata la Corte di Cassazione, con una nota sentenza [1]: la sentenza tratta il caso in cui la pensione, determinata considerando i contributi volontari, risulta inferiore al trattamento che lo stesso soggetto avrebbe percepito senza versare questa contribuzione, a causa del sovrapporsi, nel tempo, di due normative differenti. Secondo la Corte, quando un lavoratore ritarda la pensione, pur potendovi accedere, e continua a versare contributi volontari per fruire di un trattamento più alto, nel caso in cui scopra che il trattamento comprensivo di contributi volontari risulti più basso per effetto di una normativa successiva, gli è riconosciuto il diritto di optare per il trattamento più favorevole.

È opportuno, ad ogni modo, chiarire che la sentenza citata verte su una situazione in cui il contribuente, avendo già maturato tutti i requisiti utili alla pensione, può effettivamente scegliere tra due trattamenti diversi; inoltre, viene comunque negata la restituzione dei contributi ed il risarcimento del danno, in quanto la contribuzione volontaria non è considerata né indebita, né erronea.

Nel caso della lettrice, i contributi sono stati però versati per raggiungere il requisito minimo utile alla pensione, non possedendo un autonomo diritto alla prestazione, alla data di cessazione dell’attività lavorativa.

Di conseguenza, il versamento dei contributi volontari, per la lettrice, ha determinato il vantaggio di accedere prima alla pensione, anziché dover attendere 66 anni e 7 mesi (si tratta del requisito di età valido per tutti, dal 2018, per raggiungere la pensione di vecchiaia; è probabile che il requisito aumenti a causa degli adeguamenti periodici dell’età pensionabile alla speranza di vita). Pertanto, avendo già ottenuto il vantaggio della liquidazione anticipata della pensione, non è possibile optare per la vecchiaia successivamente, perché la scelta, una volta erogata la pensione, è irrevocabile.

Secondo la Cassazione, difatti, la scelta sarebbe stata revocabile soltanto nel caso in cui, senza contributi volontari, la lettrice avesse avuto comunque diritto a un’autonoma pensione.

In conclusione, non vi sono appigli, a parere della scrivente, per opporsi al trattamento applicato dall’Inps sulla base del diritto al trattamento più vantaggioso. È comunque possibile verificare correttezza del calcolo dei contributi volontari e della successiva liquidazione della pensione: in caso di errore, è possibile chiedere all’Inps la riliquidazione della pensione.

note

[1] Cass. sent. n. 307/1989.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Io ho 59 anni 33 contributi e 80 x cento d’invalidita (prendo sas.ordinario d’invalidita’31anni ) volevo sapere se perdo l’assegno andando in pensione di vecchiaia e se con questo requisiti posso andare in pensione a 60anni e7 mesi.! GRAZIE Aspetto con ANSIA LA RISPOSTA . .

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI