| Editoriale

Il comodato

11 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 febbraio 2017



Artt. 1803-1812 del codice civile: col contratto di comodato un soggetto consente a un altro di utilizzare, di norma a titolo gratuito, un proprio bene mobile o immobile.

Il comodato è il contratto con il quale una parte (comodante) consegna all’altra (comodatario) una cosa immobile o mobile infungibile affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta.

 

Natura giuridica

– Contratto traslativo di uso o di godimento.

– Contratto reale, in quanto si perfeziona con la consegna della

cosa.

– Contratto ad efficacia meramente obbligatoria, poiché il comodatario acquista solo un diritto personale.

– Contratto essenzialmente gratuito.

– Contratto con prestazioni a carico di una sola parte.

– Contratto caratterizzato dall’intuitus personae con riguardo

al comodatario.

– Contratto non formale (nessuna forma è richiesta, né sostanziale, né probatoria).

Tale contratto realizza la funzione economica del prestito d’uso; è caratterizzato dalla fiducia nella persona del comodatario: il comodante, infatti, concederà la cosa soltanto a persona alla quale voglia rendere un favore e che gli dia affidamento di conservazione e puntuale restituzione.

Disciplina del comodato

I diritti del comodatario sono:

— servirsi della cosa, secondo il titolo di concessione;

— ottenere il rimborso delle spese straordinarie, necessarie ed urgenti, eventualmente sostenute per la conservazione della cosa;

— ottenere il risarcimento dei danni eventualmente derivatigli da vizi della cosa comodata, di cui il comodante era a conoscenza e che non gli aveva comunicato (art. 1812).

Gli obblighi del comodatario sono:

— la custodia della cosa con la diligenza del buon padre di famiglia;

— l’uso normale secondo la natura della cosa stessa;

— il divieto di sub-comodato, salvo il consenso del comodante (art. 1804, 2° comma);

— la restituzione dello stesso bene ricevuto, alla scadenza del termine stabilito.

Se il comodatario vìola gli obblighi suddetti, il comodante potrà chiedere la restituzione immediata della cosa data in prestito, oltre al risarcimento del danno.

Se non è stato convenuto un termine, né questo risulta dall’uso a cui la cosa doveva essere destinata, il comodatario è tenuto a restituirla non appena il comodante la richieda (ad nutum): il comodato è allora qualificato «precario» (art. 1810).

Il perimento fortuito della cosa esonera il comodatario dalla restituzione eccetto che in quattro casi:

– quando il perimento avviene dopo la richiesta di restituzione o la scadenza del termine di restituzione e il comodatario non ha provveduto;

– quando il comodatario poteva evitare il perimento della stessa;

– quando, al momento del contratto, la cosa venne stimata: in tal caso, infatti, alla stima corrisponde l’assunzione contrattuale del rischio;

– quando della cosa viene fatto un uso non consentito.

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