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La parte di eredità che posso lasciare liberamente a chi voglio


La parte di eredità che posso lasciare liberamente a chi voglio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 febbraio 2017



Come si calcola la quota di eredità disponibile dopo aver soddisfatto i legittimari.

Chi fa testamento (di qualsiasi testamento si tratti: olografo, pubblico o segreto) non è libero di lasciare tutti i propri beni in favore di chi vuole: la legge gli impone, infatti, di garantire sempre una parte del patrimonio ai parenti più stretti ossia coniuge, figli e genitori. Si tratta della cosiddetta «quota di legittima», di cui non si può pertanto disporre liberamente. La restante parte dei beni, cosiddetta «quota disponibile», può essere invece lasciata a chiunque, non necessariamente parenti, ma anche amici, enti di beneficienza, associazioni, ecc.

Le quote vengono calcolate per percentuali sui beni del defunto; per cui è matematicamente impossibile che tutto il patrimonio venga assorbito dalla legittima e non resti nulla per la disponibile.

Ma procediamo con ordine e vediamo meglio quale parte di eredità si può lasciare liberamente a chi si vuole.

Come si calcola la quota disponibile

La legge non dice, in modo espresso, qual è la quota disponibile di chi fa testamento, ma specifica solo la quota di legittima. Tuttavia calcolare la quota disponibile è estremamente facile: basta sottrarre, al patrimonio complessivo del defunto, la quota di legittima che, come detto, è indicata in modo preciso. Quindi, ad esempio, se su un patrimonio di 100mila euro complessivi la quota di legittima è pari ai 2/3, la quota disponibile non potrà che essere pari al residuo 1/3 del patrimonio stesso.

Occorre quindi andare a cercare tutti gli articoli del codice civile che individuano i legittimari e la parte di eredità a questi spettanti per individuare la quota disponibile. A fare questo calcolo, però, ci abbiamo pensato già noi e, in questo articolo, troverete in modo chiaro – e senza dover ricorrere alla calcolatrice – qual è la quota disponibile di un’eredità.

Qual è la parte di eredità che sono libero di lasciare a chi voglio?

La quota di eredità «disponibile» non è mai uguale, ma cambia a seconda di quanti legittimari sono presenti e vivi al momento dell’apertura della successione. I «legittimari» sono – come detto in apertura – coloro cui la legge riconosce sempre una quota di eredità, anche se il testatore ha disposto diversamente. Per come è ovvio che sia, a poter impugnare le eventuali disposizioni testamentarie lesive della legittima sono solo i legittimari stessi; per cui, se questi non agiscono in causa contro “l’erede che ha avuto di più”, il testamento dovrà essere rispettato così com’è stato scritto, nonostante le sue “ingiustizie”.

L’azione dei legittimari, volta ad impugnare la lesione della loro quota, può essere esercitata entro 10 anni.

 

Veniamo ora alle quote di eredità di cui il testatore può disporre liberamente. Esse sono le seguenti:

 

Se il testatore era sposato e il coniuge è ancora in vita

Se colui che ha fatto testamento era sposato e il coniuge è ancora in vita al momento della sua morte, la quota di eredità disponibile è la seguente:

  • se non ci sono figli, né genitori o nonni: la quota di eredità disponibile è pari a un mezzo (1/2). In altre parole, su un patrimonio di 10.000 euro, 5.000 euro dovranno necessariamente andare alla moglie o al marito superstite, mentre gli altri 5.000 euro possono essere lasciati a chi si vuole;
  • se è rimasto un solo figlio: la quota di eredità disponibile è di un terzo (1/3). Questo perché 1/3 dell’eredità deve andare al coniuge superstite, mentre l’altro terzo al figlio;
  • se è rimasto più di un figlio: la quota di eredità disponibile è di un quarto (1/4). Questo perché un quarto (1/4) dell’eredità deve andare al coniuge superstite e un mezzo (1/2) va a finire a tutti i figli che dovranno dividerla in parti uguali tra loro;
  • se non ci sono figli e sono rimasti solo entrambi i genitori o uno solo: la quota di eredità disponibile è di un quarto (1/4). Difatti, un mezzo (1/2) dell’eredità deve finire al coniuge e un quarto (1/4) al/ai genitore/i rimasto ancora in vita.

Se il testatore non era sposato o il coniuge è già morto

Se colui che ha fatto testamento non era sposato oppure il suo coniuge è già morto in precedenza, la quota di eredità disponibile è la seguente:

  • se non ci sono né figli, né genitori o nonni: il testatore è libero di disporre di tutta la propria eredità per come meglio crede, senza cioè dover rispettare alcun legittimario (poiché, difatti, non ce ne sono). Questo significa, ad esempio, che se l’eredità è costituita da un patrimonio di 10mila euro, di questi il testatore è libero di fare ciò che vuole, lasciandoli anche a un’associazione no profit;
  • se c’è un solo figlio unico (anche se sono ancora in vita i genitori): la quota di eredità disponibile è di un mezzo (1/2), posto che l’altra metà deve per forza finire al figlio (legittimario);
  • se ci sono due o più figli (anche se sono ancora in vita i genitori): la quota di eredità disponibile è di un terzo (1/3). Questo perché due terzi dell’eredità devono essere divisi tra i figli;
  • se non ci sono figli, ma ci sono solo i genitori: la quota di eredità disponibile è di due terzi (2/3). Questo perché un terzo (1/3) dell’eredità deve finire al/ai genitore/i superstite/i.

Quota legittima, come si calcola?

Da ciò che abbiamo detto è possibile anche ricavare come si calcola la legittima. Al paragrafo che precede, infatti, indicando la quota di eredità disponibile, abbiamo anche specificato quanto spetta, nelle specifiche situazioni, ai legittimari. In ogni caso riportiamo una tabella che sintetizza quanto spetta ai legittimari in modo da tener tutto sotto controllo in un solo colpo d’occhio.

Se c’è:
Legittimari
Quota riservata dalla legge ai legittimari
Residua quota del testamento liberamente disponibile
Coniuge

(o compagno gay da unione civile)
Se non ci sono figli
½ di eredità + il diritto di abitazione sulla casa coniugale
½ di eredità
Se oltre al coniuge c’è un figlio unico (anche se i genitori del defunto sono ancora in vita)
– al coniuge va 1/3 dell’eredità + il diritto di abitazione sulla casa

– al figlio unico va 1/3 dell’eredità
1/3 dell’eredità
Se oltre al coniuge ci sono 2 o più figli (anche se i genitori del defunto sono ancora in vita)
– al coniuge va ¼ dell’eredità + il diritto di abitazione sulla casa

– ½ dell’eredità va diviso tra i figli in parti uguali
¼ dell’eredità
  Se, oltre al coniuge, c’è uno o entrambi i genitori o, in loro mancanza, altri ascendenti (mancano però i figli)
– al coniuge va ½ dell’eredità + il diritto di abitazione sulla casa

– ai genitori o altri ascendenti va ¼ dell’eredità
¼ dell’eredità
Se manca il Coniuge

(o compagno gay da unione civile)
Se c’è un solo figlio unico (anche se vivono i genitori del defunto)
Al figlio unico va ½ dell’eredità
½ dell’eredità
Se ci sono 2 o più figli (anche se vivono ancora i genitori del defunto)
Ai figli vanno i 2/3 dell’eredità divisi per parti uguali
1/3 dell’eredità
Se ci sono solo i genitori (o, in loro mancanza, altri ascendenti) del defunto, ma non ci sono figli
Ai genitori (o altri ascendenti) va 1/3 dell’eredità
2/3 dell’eredità
Se non ci sono né figli, né genitori o altri ascendenti
  Si può liberamente disporre dell’intera eredità

note

Per i riferimenti normativi confronta art. 537 e ss. cod. civ.

Autore immagine: 123rf com

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