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La tutela dell’immagine della persona

12 Febbraio 2017


La tutela dell’immagine della persona

> L’esperto Pubblicato il 12 Febbraio 2017



Il diritto all’immagine e all’immagine professionale, il risarcimento del danno e il consenso alla pubblicazione.

Nell’attuale ordinamento, manca una fonte unitaria e con essa qualunque tipo di elencazione dei diritti della persona molti dei quali sono addirittura di elaborazione giurisprudenziale. Vi sono varie disposizioni contenute in diverse fonti (Costituzione, leggi ordinarie, leggi delegate, ordini d’esecuzione relativi all’applicazione dei trattati internazionali in materia di diritti umani di cui l’Italia è parte ecc.) che riguardano i diritti della persona e la loro rilevanza giuridica. Anche nel corso del 2016 si registrano numerose pronunce della Suprema Corte in tema di diritti della persona.

Quanto segue è la trattazione operata dalla Cassazione sul diritto all’immagine nell’ambito della Rassegno Civile 2016.

 

La tutela dell’immagine

Oltre a ricevere tutela costituzionale, il diritto all’immagine è disciplinato dalla legislazione ordinaria che, all’art. 10 c.c., si occupa di definire l’abuso del diritto all’immagine imponendo il risarcimento dei danni e la cessazione dell’abuso da parte di chi espone o pubblica l’immagine di una persona o dei suoi congiunti nonché dagli articoli 96 e 97 della legge 22 aprile 1941, n. 633 (cd. legge sul diritto d’autore). Tale diritto è tutelato altresì dalla normativa a tutela dei dati personali posto che la stessa immagine costituisce un dato personale che, in quanto tale, è garantito dalla normativa sulla privacy.

L’art. 10 c.c. non offre una definizione del concetto di diritto all’immagine, attribuendo al titolare dello stesso specifiche prerogative e facoltà, ma si preoccupa esclusivamente di tutelare il diritto all’immagine in negativo, descrivendo il comportamento vietato dalla legge. La legge sulla protezione del diritto di autore, all’art. 96, individua nel consenso dell’interessato l’elemento che esime dalla responsabilità civile il soggetto che espone, riproduce o mette in commercio l’immagine altrui.

Al riguardo Sez. 1, n. 01748/2016, Valitutti, Rv. 638445, chiarisce che il consenso alla pubblicazione della propria immagine è qualificabile quale negozio unilaterale che ha ad oggetto non il diritto all’immagine, ma solo l’esercizio di tale diritto, cosicché deve distinguersi tra il consenso e la pattuizione che lo contiene, rimanendo il consenso sempre revocabile.

Laddove si faccia riferimento al consenso dell’interessato, il primo aspetto da affrontare, concerne la forma che deve rivestire la manifestazione di volontà. La normativa vigente non impone alcuna forma vincolata per la manifestazione del consenso, potendo esso prestarsi in forma espressa od implicita.

Con riguardo ai contratti aventi ad oggetto la trasmissione del diritto all’utilizzazione dell’immagine, Sez. 1, n. 01748/2016, Valitutti, Rv. 638446, stabilisce che detti contratti vanno provati per iscritto ai sensi dell’art. 110 della l. n. 633 del 1941, al fine di dirimere i conflitti tra i pretesi titolari del medesimo diritto.

Il diritto all’immagine professionale

Corollario del diritto alla propria identità personale è il diritto all’immagine professionale. Al riguardo Sez. L, n. 08709/2016, Riverso, Rv. 639584, afferma che il diritto all’immagine professionale del lavoratore rientra tra quelli fondamentali tutelati dall’art. 2 Cost., la cui risarcibilità va riconosciuta anche in presenza di lesioni di breve durata, nel caso di specie costituite dall’esercizio, da parte del lavoratore, privato della funzione di coordinamento, di mansioni dequalificanti, sia pure per un periodo limitato.


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