Ape, a quanto ammontano assegno e penalizzazione?

13 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 febbraio 2017



Ape volontaria: previsti un tetto minimo e massimo dell’assegno e una penalizzazione oltre la quale non si potrà andare.

Penalizzazione massima sino al 30% della futura pensione, Ape massima pari al 90% della prestazione e Ape minima pari a 702,65 euro: sono queste le ultime novità in materia di Ape, cioè di anticipo pensionistico, emerse dai lavori sui decreti attuativi.

Per realizzare operativamente quanto previsto dalla Legge di bilancio 2017 in merito all’anticipo pensionistico, difatti, devono essere emanati:

  • un decreto attuativo sull’Ape sociale;
  • un decreto attuativo sull’Ape volontaria;
  • un accordo tra Ministero del Lavoro, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Abi (associazione bancaria italiana);
  • un accordo tra Ministero del Lavoro, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ania (associazione delle imprese assicurative).

Si pensa che i primi due decreti saranno definiti entro il 25 febbraio prossimo ed emanati, al più tardi, entro il 1° marzo 2017.

Ape volontaria: la penalizzazione sulla pensione

Il decreto attuativo sull’Ape volontaria, in particolare, sarà fondamentale per conoscere quanto perderà il pensionato chiedendo l’anticipo pensionistico e a quanto potrà aumentare l’anticipo stesso erogato dalla banca.

A tal proposito, bisogna ricordare che l’Ape, sigla che sta, appunto, per anticipo pensionistico, consiste nella possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro a 63 anni, se si possiedono almeno 20 anni di contributi.

Dall’uscita dal lavoro sino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia (il requisito d’età sarà uguale per tutti e pari a 66 anni e 7 mesi dal 2018) si percepisce un assegno, erogato grazie a un prestito bancario, pari a una percentuale della futura pensione: in base alle ultime novità, l’assegno non potrà superare il 90% della futura pensione. In cambio dell’anticipo, a causa della restituzione del prestito, l’assegno di pensione, una volta ottenuto, subisce delle penalizzazioni, corrispondenti alle rate da restituire (l’ammortamento del prestito è ventennale), agli interessi e al costo dell’assicurazione contro il rischio di premorienza.

Ancora non si conoscono con esattezza l’ammontare degli interessi e l’incidenza dei costi dell’assicurazione (una prima stima riportava una penalizzazione annua del 4,6%- 4,7%, ma si pensa che non sia più valida perché i parametri su cui si basava sono stati cambiati): si sa, però, che la penalizzazione non potrà mai superare il 30% della pensione. Questo limite è stato appena inserito nel decreto attuativo, per evitare che la misura si traduca in un’eccessiva perdita di potere d’acquisto per i pensionati.

Inoltre, sempre per evitare l’eccessivo impoverimento dei pensionati, è stato stabilito che non sarà possibile richiedere l’Ape se la futura pensione non ammonta almeno a 1,4 volte il trattamento minimo, cioè a 702,65 euro mensili.

Ape: come valutare la convenienza?

Per aiutare i lavoratori a valutare la convenienza di un’uscita anticipata, l’Inps predisporrà un servizio di simulazione di calcolo dell’Ape e delle relative penalizzazioni, accessibile anche senza pin o spid dal suo sito web. In questo modo, gli aspiranti pensionati potranno arrivare preparati alla data del 1° maggio 2017, data a partire dalla quale sarà possibile optare per l’Ape.

Non dimentichiamo, comunque, che l’Ape può anche non essere penalizzante: delle categorie tutelate di lavoratori, difatti, come gli invalidi, coloro che assistono un disabile grave e i disoccupati, possono accedere all’Ape sociale, il cui costo è pagato dallo Stato, con 30 anni di contributi. Gli addetti ai lavori faticosi e pesanti possono invece accedervi con 36 anni di contribuzione.

Infine, in alcune ipotesi l’Ape volontaria può comportare delle penalizzazioni più basse: è il caso dell’Ape aziendale, grazie ai contributi a carico del datore di lavoro che alleggeriscono l’impatto del prestito, o della Rita, la rendita integrativa anticipata, che, abbassando l’importo dell’Ape grazie all’assegno erogato dalla forma di previdenza complementare, abbassa anche le future penalizzazioni o, in certi casi, le azzera.

Per approfondimenti, si veda: Ape, la guida completa

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