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Telefonate commerciali ed sms su cellulari, consenso necessario

13 Feb 2017


Telefonate commerciali ed sms su cellulari, consenso necessario

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Feb 2017



Call center: sui telefoni fissi è legittima la telefonata commerciale salvo rifiuto dell’utente; sui cellulari è invece necessario il preventivo consenso che può essere fornito anche oralmente.

Telemarketing e telefonate pubblicitarie per la promozione di servizi commerciali: sono purtroppo diventate una costante delle nostre giornate e, spesso, una perdita di tempo per molti cittadini, disturbati a tutte le ore del giorno, in particolare durante la pausa di pranzo o del riposino pomeridiano. Ma fin dove si possono spingere i call center? È legittimo inviare sms o effettuare telefonate pubblicitarie senza aver prima ottenuto il consenso dell’utente? La risposta è diversa a seconda che si tratti di un telefono fisso o mobile: sulle linee di casa è possibile la chiamata con finalità commerciali anche se l’operatore ha trovato il numero di telefono su internet o su altri pubblici elenchi, salvo che il destinatario manifesti il proprio dissenso; viceversa, sulle linee dei cellulari la telefonata è illegittima se prima l’intestatario dell’utenza non ha dato il proprio consenso, consenso che può essere fornito anche verbalmente. Ma procediamo con ordine.

Call center e consenso al trattamento dei dati personali

Per quanto riguarda le telefonate pubblicitarie provenienti da call center, la Cassazione ha fatto una distinzione a seconda che la chiamata sia diretta su una linea fissa o mobile [1].

Per quanto riguarda le telefonate sui cellulari, le società di telemarketing non possono più utilizzare i numeri trovati sul web (cosiddetta pratica dello web scraping o web data extraction) per chiamate con finalità commerciali, se l’utente non ha prima concesso loro un’autorizzazione espressa.

La società che intende utilizzare il numero di telefono cellulare del proprio cliente per effettuare delle comunicazioni commerciali può richiedere il consenso di quest’ultimo anche oralmente e non necessariamente per iscritto. Ma la prova di tale “benestare” deve essere fornita attraverso documenti. Il che, in pratica, significa che se l’utente, nell’autorizzare la società, non ha firmato alcun documento, ma si è limitato a prestare il consenso a voce, tale consenso deve essere stato registrato.

A riguardo la Cassazione ha stabilito [2] che la prestazione del consenso al trattamento di tali dati non è soggetta al requisito della forma scritta, ma, a differenza che per i dati sensibili, può essere espressa anche oralmente, purché venga documentata per iscritto. La legge sulla privacy [3] consente al titolare del trattamento dei dati di avvalersi di registrazioni e riproduzioni anche informatiche da lui stesso attivate (e da correlare con la doverosa preventiva informativa resa all’utente [4]).

Inoltre è bene chiarire – a scanso di equivoci – che il consenso dell’intestatario del numero mobile deve essere stato prestato unicamente alla società titolare del prodotto per il quale viene effettuata la pubblicità. Questa non può vendere i dati dei propri clienti ad altre società per pubblicizzare prodotti differenti. Ad esempio, una persona che autorizza una casa automobilistica a inviargli comunicazioni commerciali non può, in conseguenza di ciò, ricevere poi telefonate da parte di società terze che vendono prodotti correlati, come pneumatici invernali.

Opposta è la soluzione per quanto riguarda le telefonate sui telefoni fissi. Qui le società di telemarketing possono utilizzare i numeri trovati su pubblici elenchi telefonici. Secondo la Cassazione vali il principio secondo cui le chiamate promozionali sono lecite, salvo diniego dell’utente (principio dell’opt-out).

In questa ipotesi, il titolare dell’utenza che non voglia essere più molestato dalla telefonata commerciale dovrà iscriversi al Registro pubblico delle Opposizioni o, in alternativa, inviare una raccomandata a.r. alla società chiedendo la cancellazione del proprio nominativo dalle proprie banche dati. Al posto della raccomandata è possibile inviare anche una email di posta elettronica certificata.

note

[1] Cass. sent. n. 2196/2016.

[2] Cass. sent. n. 09982/2016.

[3] Art. 23, comma 3, del d.lgs. n. 196/2003.

[4] Ai sensi dell’art. 13 del d.lgs n. 196 del 2003.


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1 Commento

  1. Ho letto l’argomento per intero dal momento che sono giornalmente bersagliato da vari call center.
    Al registro delle opposizioni mi sono iscritto da tempo, tuttavia continuo a ricevere ugualmente telefonate al numero fisso. Come mai? Cosa posso fare?

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