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Liquidazione società: a cosa ha diritto l’erede del socio defunto?

6 marzo 2017


Liquidazione società: a cosa ha diritto l’erede del socio defunto?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 marzo 2017



Che succede se si scioglie la società e qual è la quota da liquidare all’erede? Quali sono le principali problematiche che possono sorgere?

La soluzione più opportuna nel caso in questione appare la liquidazione della società, non risultando congrua la richiesta dell’erede del socio defunto, seppur astrattamente legittima. Astrattamente legittima nel senso che l’erede può legittimamente quantificare il valore della quota di sua spettanza secondo sua soggettiva valutazione, ma poi starà alla società decidere se accettare o meno tale richiesta. Se la richiesta dell’erede è spropositata, quindi, non resta che procedere alla liquidazione della società. A tal proposito, l’erede, come confermato anche dalla più recente giurisprudenza, è  titolare esclusivamente di un diritto alla liquidazione della quota del suo dante causa. Deve escludersi, pertanto, che gli eredi acquistino, per solo effetto della successione, la posizione di quest’ultimo nell’ambito della società. Ciò vuol dire che nel momento in cui si decida di sciogliere la società, l’erede del socio defunto non sarà titolare dei diritti propri dei soci, cioè non le sarà riconosciuto il diritto di voto, né il diritto a partecipare alla procedura di liquidazione (decisione di liquidazione, nomina e/o revoca del liquidatore, ecc…). Così facendo, dunque, all’erede non resterà che attendere la conclusione delle operazioni di liquidazione della società, per vedere soddisfatto  il suo diritto alla liquidazione della quota del socio defunto, partecipando con i soci superstiti alla divisione dell’attivo che eventualmente dovesse residuare dopo l’estinzione dei debiti sociali.

Quanto alle concrete modalità della liquidazione, la legge si rimette in via generale alla volontà dei soci. In difetto di speciali statuizioni, questa è eseguita da una o più persone appositamente incaricate e denominate liquidatori [1] che naturalmente possono coincidere con quella dei precedenti amministratori. Poiché lo scopo dei liquidatori e della società in liquidazione sarà quello di liquidare e, quindi, arrivare all’estinzione della società, non dovranno essere intraprese nuove attività (nuovi incarichi professionali) ma dovranno semplicemente portarsi a compimento le attività già in essere. Ciò non toglie che, qualora nel corso delle attività di liquidazione si dovesse raggiungere un accordo transattivo con l’erede del socio defunto, potrebbe sempre revocarsi la liquidazione della società.

Per quanto riguarda la possibilità per i soci superstiti di continuare a svolgere la propria attività professionale, essi potranno continuare a svolgere l’attività nelle forme che riterranno più opportune costituendo un nuovo studio associato, una nuova società o altro. Sarà opportuno nei contratti o nelle lettere di incarico firmate dai clienti specificare la nuova costituzione del prestatore d’opera in loro favore, onde evitare qualsiasi confusione in ordine alla diversa persona giuridica che presterà il servizio, differente ed autonoma rispetto alla società in liquidazione. A questo punto, nessun addebito potrà essere loro mosso in ordine ad un eventuale sviamento di clientela, sia perché l’erede di cui sopra non potrebbe vantare diritti di socio, ma eventualmente solo di creditrice verso la società, sia perché non vi sarebbe di fatto alcuno sviamento di clientela e quest’ultima conferirebbe incarichi alla nuova società liberamente e consapevolmente sulla scorta di quell’intuitu personae che è alla base dei rapporti professionali e corrisponde alla fiducia personale nutrita dai clienti nei confronti dei soci della nuova e costituenda persona giuridica.

Infine, in ordine ai dipendenti della società in liquidazione, potranno essere assunti dalla nuova società, previa regolazione dei rapporti con la prima ed opportuna guida in merito da parte del consulente del lavoro di fiducia e/o professionista equivalente. Per completezza, infine, in relazione al diritto dell’erede di conoscere il nominativo e l’entità dei crediti della società verso terzi non è opponibile all’erede il diritto di privacy dei debitori, in quanto come sopra riferito è diritto dell’erede di ottenere la liquidazione della quota del socio defunto e per giungere a tanto necessariamente la stessa dovrà essere resa edotta, seppure attraverso gli atti formali di liquidazione, dello stato economico e patrimoniale della società in liquidazione, in cui rientrano anche i crediti verso terzi.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cerino 

note

[1] Art. 2275 cod. civ.


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