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Lo sai che? Come vendere un bene indiviso sequestrato?

Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2017

Sono proprietario della metà di una casa indivisa, l’altra è sotto sequestro inefficace. La procedura esecutiva è bloccata. Se vendo la mia parte cosa può fare l’acquirente per comprare la metà sotto sequestro?

Lo stato di immobilismo che si evince viene in rilievo con riferimento al mancato adempimento di quanto previsto dall’articolo 156 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile che stabilisce che il sequestrante che ha ottenuto la sentenza di condanna esecutiva deve depositarne copia nella cancelleria del giudice competente per l’esecuzione nel termine perentorio di sessanta giorni dalla comunicazione e deve quindi procedere alle notificazioni. Se oggetto del sequestro sono beni immobili, il sequestrante deve inoltre chiedere nello stesso termine perentorio l’annotazione della sentenza di condanna esecutiva in margine alla trascrizione. Pertanto, in mancanza di tali adempimenti il sequestro appare inefficace.

Poiché l’intento principale è quello di uscire da tale situazione di stallo e stante anche la presenza di una potenziale acquirente dell’immobile in questione, si consiglia di procedere attraverso l’instaurazione di un procedimento giudiziale di divisione, nelle forme del rito ordinario innanzi al giudice dell’esecuzione funzionalmente competente [1].

Dal momento che il lettore e sua sorella, all’apertura della successione, hanno provveduto alla rinuncia all’eredità, la situazione attuale vede come erede subentrante la figlia del lettore, benché minorenne. Per gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione, il legislatore, a tutela degli interessi patrimoniali del figlio minore, ha previsto che i genitori debbano richiedere preventivamente l’autorizzazione del giudice tutelare. Egli autorizza l’atto se valuta che esso risponda all’interesse del figlio, sia cioè necessario o utile per il minore o il nascituro. In particolare, deve essere richiesta tale autorizzazione per:

  • vendere o ipotecare beni del figlio,
  • accettare o rinunciare ad eredità,
  • accettare donazioni,
  • stipulare mutui,
  • effettuare transazioni o compromessi,
  • riscuotere capitali [2].

Nel caso in cui sussista un conflitto di interessi, attuale o potenziale, tra il minore e uno dei genitori esercenti la responsabilità su di esso, il figlio minore sarà rappresentato dall’altro genitore; se il conflitto sussiste tra il figlio ed entrambi i genitori (o quello che esercita in via esclusiva la responsabilità) ovvero tra più figli minori soggetti alla stessa responsabilità genitoriale occorre richiedere preventivamente al tribunale la nomina di un curatore speciale, il quale curerà gli interessi del minore in conflitto e richiederà le opportune autorizzazioni al compimento degli atti.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta 

note

[1] Art. 181 disp. att. cod. proc. civ.

[2] Art. 320 cod. civ.

Corte di Cassazione, sez. VI – 3 Civile, 19.03.2013, n. 6809

In tema di esecuzione forzata su beni indivisi, mentre è consentita l’espropriazione dell’intera quota delle cose comuni spettante ad uno dei comproprietari, limitatamente a tutti i beni di una determinata specie (immobili, mobili o crediti), non è ammissibile l’espropriazione forzata della quota di un singolo bene indiviso, quando la massa in comune comprenda più cose della stessa specie, atteso che, potendosi assegnare al debitore, in sede di divisione, una parte di altro bene compreso nella medesima massa, il pignoramento rischierebbe di non conseguire i suoi effetti, per inesistenza, nel patrimonio del debitore, oggetto dell’esecuzione.

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 02.02.1999, n. 857

Nel giudizio di divisione ereditaria di un bene riscontrato non divisibile, le migliorie apportate da uno dei condividenti allo stesso vengono a fare parte, per il principio dell’accessione, al bene stesso, con la conseguenza che di esse deve tenersi conto ai fini della stima del bene, nonché della determinazione delle quote e della liquidazione dei conguagli.


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