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Se c’è donazione ci può essere appropriazione indebita?

7 marzo 2017


Se c’è donazione ci può essere appropriazione indebita?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 marzo 2017



Si procedere per appropriazione indebita nei confronti dei miei coeredi (zii, fratelli di mia madre morta) perché hanno preso anche la mia parte di eredità?

L’elargizione da parte del nonno della lettrice di una somma di danaro ai suoi zii appare essere una vera e propria donazione che, come tale, trasferisce al donatario (gli zii, cioè) la proprietà dei beni che ne formano oggetto (in questo caso del danaro). Ciò esclude la possibilità di sussistente, nella condotta degli zii, il reato di appropriazione indebita [1]. Infatti, come ha avuto modo di precisare la Corte di Cassazione, non è ipotizzabile tale reato quando, con il possesso della cosa, ne sia stata trasferita anche la proprietà [2]. Il reato di appropriazione indebita, cioè, si configura solo quando colui che lo commette si appropria di danaro o cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso e non si configura, invece, allorché il danaro o la cosa mobile sia stata già trasferita in proprietà (come accade nei casi di compravendita o di donazione).

A conferma di ciò, la stessa Cassazione precisa che non sussiste il delitto di appropriazione indebita allorché il titolo del possesso è tale da trasferire nel possessore la proprietà del bene (nella fattispecie, relativa a somma versata da benefattori su un conto bancario intestato ad un’associazione per la cura di un malato, la Corte ha ritenuto che il denaro – anche se in parte utilizzato per scopi diversi da quelli di destinazione – non fosse più di proprietà né dei donatori né del malato) [3].

Ciò detto, resta salva la possibilità, sul piano civilistico della questione, di verificare l’applicabilità delle norme sulla collazione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte 

note

[1] Art. 646 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 469 del 09.12.1971.

[3] Cass. sent. n. 27540 del 2009.

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